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URZÌ (FDI) * REPLICA AL CONSIGLIERE ZENI: « FRATELLI D’ITALIA NON PUÒ ESSERE LIQUIDATA PER UNO STIGMA FONDATO SU VETERO ARROCCAMENTO IDEOLOGICO DA ANNI ’70 »

Le radici del Pd. Conosco l’ex assessore Luca Zeni del Pd come una persona pragmatica con la quale sempre, quando ci siamo confrontati in sede di Commissione legislativa o Consiglio regionale, abbiamo intrattenuto un confronto sulla sostanza delle misure da approvare o da respingere fondato sul merito e non sul pregiudizio.

È la ragione per cui intervengo sulle sue parole pubblicate ieri dall’Adige che sono una sintesi di qualunquismo e banalità ideologiche fuori ogni tempo massimo che fanno torto alla sua statura morale ma anche collocazione politica, di cui ho rispetto.

Rispetto che non rintraccio nella riflessione del collega Zeni verso una intera comunità politica, quella di Fratelli d’Italia, che può essere contrastata (e mi stupirei se non fosse così) sul piano delle proposte politiche ma che non può essere grossolanamente liquidata per una sorta di stigma fondato su un vetero arroccamento ideologico da anni Settanta, un antifascismo di maniera da rivista ingiallita, un prosopopea democratica che presuppone l’esistenza di una cattedra (da cui dispensare giudizi ultimativi) ed una berlina a cui condannare gli avversari.

Il richiamo al fascismo, per motivare la bolla di impresentabilità assegnata come da un Tribunale del popolo a Fratelli d’Italia, con una retorica demodé, stimola una riflessione più elevata, un invito ad accettare una sfida con il mondo di oggi e non con quello di ieri, rivolta al consigliere Zeni ed alle prefiche di Bolzano che in primo luogo hanno alimentato il canto di dolore per l’adesione del collega Claudio Cia a Fratelli d’Italia.

Fratelli d’Italia viene liquidata sbrigativamente dall’ex assessore Zeni come “una forza politica che si ispira alla ideologia fascista”.
Affermazione politicamente scorretta ma anche offensiva verso quelle migliaia di trentini e altoatesini e quei milioni di Italiani (di cui trentini ed altoatesini sono parte) che affidano al messaggio riformatore del centrodestra politico di Fratelli d’Italia l’idea di una Italia diversa da quella assistenzialista, clientelare, ottusamente burocratica della Sinistra attualmente al governo.

Nessuno è autorizzato a sbrigativamente “archiviare” Fratelli d’Italia come fonte di “disgusto” (come fatto dalla senatrice Unterberger della Svp) ma nemmeno ad accostare strumentalmente Fratelli d’Italia all’assassinio del maestro Innerhofer a Bolzano (nei primi anni Venti del secolo scorso), alla “intolleranza e violenza lasciate qui da Starace”, alla “sopraffazione” sino alle Opzioni, come ha fatto Lei.

Questa è volgarità, consigliere Zeni, soprattutto quando Lei mette in correlazione tutto questo con “i tratti del sovranismo”, che avrebbero a suo avviso disvelato “la totale incompatibilità culturale e sociale con la vocazione secolare di queste geografie alpine”.

E ancora leggo, nella sua analisi, che dire no a Fratelli d’Italia in giunta regionale (non ricordando che è stata Fratelli d’Italia ad annunciare il proprio ritiro dalla giunta regionale) non significherebbe porre veti “bensì portare in luce uno scontro di concezioni stesse della vita”, richiamando ancora il fascismo come una di queste concezioni.
Collega Zeni, La invito a risintonizzarsi con l’attualità, con le sfide del presente e del prossimo futuro, a lasciare le disamine sul fascismo agli storici.

Perché l’impressione è che tutto questo sia strumentale a non affrontare i nodi politici dell’oggi (che sono quelli che vi vedono al governo). Mi creda, anche l’atto di esprimere solidarietà agli esponenti della Svp che hanno bellamente dileggiato Fratelli d’Italia definendola “non compatibile con i nostri valori” o dichiarando “orrore” le tesi della nostra presidente On. Meloni non rendono merito a Lei né ad un partito come il Suo, con una antica tradizione. Non vorremmo che del comunismo abbia conservato solo la predisposizione a purghe e processi politici di piazza.

 

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Alessandro Urzì
Consigliere regionale di Fratelli d’Italia
Coordinatore regionale di Fratelli d’Italia