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LETTERE AL DIRETTORE

PD RIVA GARDA (TN) * MINACCE IN CONFERENZA CAPIGRUPPO: « VALUTEREMO OGNI OPPORTUNA AZIONE, A TUTELA DEI DIRITTI LESI »

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13.09 - venerdì 05 agosto 2022

Dopo l’amarezza di ieri, le dichiarazioni apparse ieri sulla stampa da parte di Ferraglia e Gatti sono l’emblema dei contorni grotteschi che ha assunto la vicenda e, se possibile, ne aggravano le condotte.

Di fatto si fa un mea culpa a metà, pretesamente giustificato da una ricostruzione dei fatti totalmente scollegata dal reale svolgersi degli eventi, ove si gioca all’inversione dei ruoli: un po’ come nella favola de “Il lupo e l’agnello”, in una inutile rincorsa all’autoassoluzione: “Sei mesi fa – dice il lupo – hai detto male di me”. Risponde l’agnello: “Ma se non ero ancora nato!” “Tuo padre allora – replica il lupo – disse male di me”. 

E siccome, come recita la morale, contro chi ha deciso di fare un torto non c’è adeguata giustificazione o difesa che tenga, non resta che gridare al complotto ed allora gli agnelli diventano i lupi, colpevoli di avere invaso indebitamente ed in massa l’aula della Conferenza, premeditato un “trappolone” con i telefonini, creato la “provocazione” insultando ripetutamente Ferraglia e Mamone e, certi della reazione del primo per avere letto la sfera di cristallo, puntato la telecamera al posto giusto e nel momento giusto catturando  l’”attimo fuggente”.

Premio alla regia per le riprese finali….

Se fino a ieri la questione poteva essere “digerita” con le dovute conseguenze, le dichiarazioni rese alla stampa ne impongono una rilettura, ma soprattutto una doverosa puntualizzazione dei fatti che hanno preceduto gli eventi.

Martedì il capogruppo Mosaner aveva preannunciato via mail, documento alla mano, in tarda mattinata la presenza di tre consiglieri del PD all’inizio della riunione capigruppo (quindi nulla di improvvisato e abusivo). Prima dell’inizio della capigruppo è stato chiesto un chiarimento al Presidente del Consiglio, che stava avvenendo ed è avvenuto, tanto che le nostre istanze sono state accolte appieno.

Durante il tentativo di chiarimento con il Presidente, politicamente acceso ma scevro da insulti e da termini offensivi, Ferraglia ha cercato ripetutamente di impedire il dialogo in corso, dapprima proferendo nei confronti dei Consiglieri del PD palesi minacce e poi passando agli atti violenti, che solo in parte emergono dalla fotografia scattata nel frangente; la cui qualità di ripresa basterebbe peraltro a palesare che la stessa non è certamente frutto di un’inquadratura pre impostata, ma di uno scatto rubato in attimi concitati. In ogni caso l’originale della foto è a disposizione di chi lo desideri per una riprova.

Nessuna provocazione, nessuna offesa quindi ma un legittimo e libero dialogo tra un gruppo politico ed il Presidente Mamone prima dell’inizio della riunione ufficiale. Mentre le offese (queste si vere) di cui la maggioranza ci fa omaggio da mesi, sono state lette e sentite dai più.

Posto che le scuse di Ferraglia inviate martedì sera al Consigliere Bertoldi erano in realtà una giustificazione con “sono stressato dal troppo lavoro”, il vero rimpianto di martedì è di non disporre di una ripresa, ma solo una foto sfuocata del “momento clou”.

Quel video, infatti avrebbe potuto dare conto non solo dei momenti precedenti, caratterizzati dalla violenza verbale del Consigliere Ferraglia, ma ne avrebbe ritratto minuto per minuto la condotta: una persona esagitata ed alterata, in piedi con il petto in fuori e rossa in viso che minaccia reiteratamente in modo esagitato due consiglieri con le classiche frasi da bullo “vi aspetto fuori”, “dai andiamo di fuori”, minacce che peraltro già un mese fa mi aveva gentilmente rivolto al termine di un consiglio con frasi quali “se te ve avanti così te speto de fora”, ovviamente detto al riparo di orecchi indiscreti.

Nello stesso video si vedrebbe poi la veemente richiesta del Consigliere Bertoldi al Presidente Mamone di far interrompere le reiterate minacce, che invece continuano senza soluzione di continuità fino all’aggressione vera e propria. Non c’è stato tempismo nella foto, ma c’è stato il tempo di una violenza prolungata e inaccettabile.

Le dichiarazioni di Ferraglia che afferma essere passato “in u un secondo dalla parte della ragione al torto”, danno la misura di quanto il Consigliere Ferraglia si consideri nel pieno diritto di aggredire verbalmente e fisicamente le persone.

Mentre a dir poco vergognose appaiono quelle del Consigliere Gatti, il quale di fronte all’attacco verbale e fisico del Consigliere Ferraglia ben si è guardato dall’intervenire, concentrato com’era a cercare una “legittimazione alla violenza” del Ferraglia. Evidentemente per il Consigliere Gatti avanzare le nostre proposte (peraltro accolte dalla maggioranza) equivale a “provocare ripetutamente.

Le amnesie del Gatti sono invero plurime, avendo il Consigliere scordato affermazioni gravi rese nei mesi scorsi dai suoi componenti la maggioranza, dal “peggio dei cani”, agli “imbecilli” e dei “Pinocchio”, colpito da una strana amnesia selettiva. Forse l’eccessivo rancore più volte mostrato da Gatti verso di noi, evidente negli ultimi Consigli, dovrebbe far propendere il collega di “centro” alle stesse decisioni di Ferraglia e lasciare il posto a persone più equilibrate. Crediamo quindi che non si possano non leggere le dimissioni di Ferraglia come un mero fatto dovuto, ma che non è accompagnato da alcuna presa di coscienza ne personale ne collettiva della maggioranza rispetto alla gravità di quelle che è successo martedì e prima di martedì.

In tutto questo è assordante il silenzio della Sindaca e della Giunta, che ben si è guardata di prendere contatto con il gruppo consiliare, cosa che invece hanno fatto le altre amministrazioni fino al vicesindaco di Trento.

Per questi motivi, poiché non possono essere tollerate minacce e violenze soprattutto nell’esercizio della vita pubblica, né ci possiamo stare a deliberati vittimismi e manipolazione della realtà da chi concepisce l’amministrare come comandare e non tollera opinione diversa, valuteremo ogni opportuna azione a tutela dei diritti lesi.

 

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Pd Riva del Garda- Trento

 

Foto: fornita ad Opinione da Alessio Zanoni

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