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CONSIGLIO AUTONOMIE LOCALI – CONSIGLIO AUTONOMIE LOCALI * SEDUTA 22/6: « ILLUSTRATO L’INDICATORE COMPOSITO DEL GRADO DI SVILUPPO, STRUMENTO PER TARARE LE POLITICHE TERRITORIALI »

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20.03 - mercoledì 22 giugno 2022

Illustrato l’Indicatore composito del grado di sviluppo. Uno strumento per tarare le politiche territoriali in base alle esigenze dei Comuni.

In attesa di formulare il relativo parere (previsto dall’intesa) oggi al CAL è stata illustrata la proposta di deliberazione della Giunta provinciale sull’indicatore composito del grado di sviluppo su base territoriale.

Il documento prevede l’approvazione dei criteri di definizione e della relativa tabella dei Comuni trentini.
Il Presidente del Cal, Paride Gianmoena, ha aperto i lavori introducendo l’intervento illustrativo di Giovanni Gardelli, Dirigente generale dell’Unità di missione strategica Coordinamento Enti Locali, politiche territoriali e della montagna della Provincia Autonoma di Trento.
A seguire l’intervento di Giovanna Fambri, Dirigente di ISPAT, l’Istituto di statistica della PAT.

Dall’aula sono arrivate numerose richieste di chiarimento sui vari aspetti legati a un’innovativa modalità statistica che punta allo sviluppo territoriale all’insegna della coesione.

Chiudendo la discussione il Presidente, Gianmoena, ha sottolineato il forte interesse del CAL per uno strumento che ha definito importante nell’ottica di fare scelte politiche strategiche assieme alla Giunta provinciale.

 

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L’Indicatore composito del grado di sviluppo
Uno strumento dalle potenzialità strategiche estremamente significative.
Così viene definito l’Indicatore: un elemento di lettura preciso e sintetico in grado di pianificare il ruolo dei Comuni nello sviluppo delle politiche territoriali.
Fa seguito al Documento di Economia e finanza provinciale 2020-2022 che ha indicato fra i propri obiettivi quello di garantire l’attuazione di un governo multilivello per il presidio del territorio quale leva per lo sviluppo locale. In questa direzione appare basilare il recupero del ruolo istituzionale del Comune, quale soggetto erogatore dei servizi di base ai cittadini e di presidio territoriale e sociale.

Lo stesso documento prevede un indicatore sintetico composito del grado di sviluppo predisposto, grazie al supporto scientifico dell’Istituto di statistica della Provincia di Trento (ISPAT). Esso permette di definire per ogni Comune trentino il grado di sviluppo del suo territorio con riferimento a parametri geo-morfologici, demografici e socio-economici e sulla base di tre indicatori tematici relativi alle dimensioni territoriale e di dotazione infrastrutturale, socio-demografica ed economica. L’indicatore definisce, pertanto, l’ordinamento delle realtà comunali in base al grado di sviluppo relativo ove ad un valore più alto corrisponde un maggiore grado di sviluppo.
L’indicatore permetterà di tarare le politiche territoriali in base alle precise esigenze dei Comuni.

 

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Illustrati i Progetti sperimentali nelle aree montane
Il CAL si è concentrato, successivamente, sull’illustrazione, da parte degli Uffici competenti provinciali, della proposta di deliberazione della Giunta provinciale concernente i Progetti sperimentali nelle aree montane con la definizione dei criteri per l’accesso ai contributi da parte di Enti locali ed enti gestori di patrimonio d’uso civico trentini.

 

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La delibera
L’obiettivo è quello di superare i deficit dei territori di montagna creando sviluppo nelle aree di montagna per sostenere la presenza dei cittadini sul territorio favorendone le condizioni di benessere. Si punta anche ad aumentare la capacità dei territori di fronteggiare le conseguenze del cambiamento climatico, e a promuovere coesione territoriale. In questo senso la Giunta provinciale realizza e promuove la realizzazione e la disseminazione di progetti sperimentali caratterizzati dall’introduzione di iniziative innovative e dalla verifica dei risultati attesi e di quelli realizzati.

Le modifiche contenute nella delibera consistono principalmente in:
1. riconoscimento a tutti i Comuni trentini della condizione di comune montano, a seguito della classificazione ISTAT 2020 che definisce tutto il territorio provinciale come totalmente montano come risulta dall’Annuario statistico italiano 2020;

2. distinzione fra progetti sperimentali innovativi e replica di progetti sperimentali, con l’obiettivo di promuovere la divulgazione delle innovazioni e l’introduzione dei risultati in diversi territori;

3. valutazione del progetto in due fasi: una prima fase con la proposta di un’idea progettuale adeguata al contesto territoriale previsto e, se questa è approvata, una seconda fase di elaborazione di dati di analisi e di dettaglio operativo del progetto. L’obiettivo è favorire l’elaborazione di idee innovative, collocando in un secondo momento il processo di definizione puntuale della strategia progettuale;

4. introduzione di un indicatore statistico del grado di sviluppo su base territoriale quale parametro per definire una parte del cofinanziamento provinciale. Tale indicatore, assegnato con un valore distintivo ad ogni Comune trentino, permetterà di identificare il grado di sviluppo o i bisogni di un territorio favorendo con maggiori quote di finanziamento i Comuni con minore grado di sviluppo.

La quota attualmente disponibile per i progetti è di 100mila euro sull’esercizio finanziario 2022.
Assestamento del bilancio di previsione della Regione T.A.A/S

 

Parere favorevole
Il CAL ha preso in esame e dato parere favorevole al Disegno di legge regionale concernente ‘Assestamento del bilancio di previsione della Regione Autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol per gli esercizi finanziari 2022-2024’ relativamente alle disposizioni in materia di enti locali (art. 1 e art. 2).
In discussione è intervenuto l’Assessore agli Enti locali della Regione TAA/S, Lorenzo Ossanna.
Sono cinque, ha detto, le modifiche previste dalla Legge di assestamento di bilancio che andrà in Giunta la prossima settimana. Modifiche che interessano anche i Comuni.

Il Presidente del CAL,Paride Gianmoena, ha colto l’occasione per porre all’attenzione dell’Assessore la questione annosa e urgente della carenza di segretari comunali, ipotizzando di modificare la normativa per dare pronte risposte alle esigenze dei Comuni, consentendo ai soggetti che hanno frequentato con esito

positivo il corso per l’esame di abilitazione, di effettuare reggenze e supplenze di sedi segretarili scoperte.
Il Consiglio delle autonomie ha chiesto di fornire più tempo alle Commissioni circondariali per l’approvazione delle candidature in sede di turno generale per l’elezione dei Sindaci e dei Consigli comunali.
L’Assessore Ossana ha risposto che le questioni sono all’esame degli Uffici regionali.

 

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Gli articoli di interesse dei Comuni

L’articolo 1 introduce una modifica di carattere esclusivamente formale agli articoli 149, 150 e 151 del Codice degli Enti Locali. Si tratta di una modifica che specifica la natura del rapporto di lavoro a tempo indeterminato dei segretari comunali. Lo stesso articolo prevede, inoltre, che siano esclusi dall’obbligo di effettuare il controllo di gestione i Comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti, semplificando così le regole sugli adempimenti.

L’articolo 2 dispone che per il turno elettorale autunnale per il 2022 si applicano le modalità operative, precauzionali e di sicurezza stabilite con il decreto legge 4 maggio 2022, n. 41 in relazione alle elezioni comunali per la raccolta del voto nelle sezioni ospedaliere che ospitano reparti COVID e per l’esercizio domiciliare del voto per gli elettori sottoposti a trattamento domiciliare o in condizioni di isolamento per COVID-19. In queste sezioni ciò comporta una maggiorazione di onorario del 50 per cento a carico dei Comuni.

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