QUALI STRATEGIE ITAS PER IL 2020?

Intervista a Raffaele Agrusti, amministratore delegato e Direttore generale

 

Recentemente, il Consigliere provinciale del Partito Democratico Luca Zeni ha potuto verificare l’ennesimo mancato rispetto degli impegni assunti ufficialmente dalla Giunta provinciale con la completa inosservanza degli obblighi derivanti dall’applicazione di un Ordine del Giorno collegato al recente assestamento del bilancio provinciale ed approvato nel luglio scorso.

L’indifferenza sostanziale della Giunta circa l’attività del Consiglio sarebbe già di per sé grave, ma è resa vieppiù acuta dal fatto che aver ignorato quell’Ordine del Giorno ha significato di fatto obbligare le pazienti geneticamente soggette a rischi di tumore al seno ed all’ovaio a doversi pagare gli esami diagnostici di controllo con un costo medio annuo di circa 500,00.= euro.

L’Ordine del Giorno n. 37 approvato dal Consiglio provinciale lo scorso 25 luglio, prevedeva infatti di imputare tali spese a carico dell’ente pubblico proprio per venire incontro alle esigenze delle pazienti, ma la Giunta provinciale dopo cinque mesi non ha fatto nulla e per capirne i motivi il Consigliere Luca Zeni ha presentato oggi un’apposita interrogazione in Consiglio provinciale.

 

 

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Interrogazione n.
A QUANDO IL RISPETTO DEGLI IMPEGNI PRESI?

Nella seduta del Consiglio provinciale dello scorso 25 luglio ed in correlazione alla discussione del disegno di legge n. 21 “Assestamento del bilancio di previsione della Provincia autonoma di Trento per gli esercizi finanziari 2019 – 2021”, l’Assemblea legislativa approvava l’Ordine del Giorno n. 37 avente per oggetto “Interventi a favore dei soggetti ad alto rischio genetico di contrarre tumori alla mammella e all’ovaio”.
Con tale approvazione Il Consiglio provinciale impegnava la Giunta ad “attuare, in linea con la letteratura scientifica, un percorso di presa in carico finalizzato alla sorveglianza attiva dei soggetti iscritti al servizio sanitario provinciale esposti a un elevato rischio eredo-familiare di contrarre il cancro alla mammella e/o all’ovaio ed a valutare, nell’ambito del percorso di presa in carico (…), l’opportunità di prevedere forme di esenzione dalla compartecipazione alla spesa”.
Trattandosi di una questione delicata e della massima urgenza, era auspicabile che tale impegno politico ed amministrativo, che veniva posto in carico alla Giunta provinciale con quel voto d’Aula, trovasse immediata esecutività attraverso precise disposizioni che l’Assessore avrebbe dovuto impartire all’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari, anche quale forma di rispetto per le volontà del potere legislativo che, come noto, dovrebbe rappresentare – e qui il condizionale è veramente d’obbligo – la massima espressione della democrazia.
Di tutto ciò però, a distanza ormai di parecchi mesi, non è avvenuto nulla. Nulla si è mosso e l’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari non ha ricevuto nessuna indicazione in proposito e quindi non è stata data alcuna attuazione al disposto del Consiglio provinciale.
Tralasciando ogni osservazione di natura politica sulla sempre più evidente mancanza di considerazione della Giunta provinciale nei confronti dell’Assemblea legislativa e delle sue decisioni, quello che qui preme porre in evidenza è l’urgenza e l’importanza di provvedimenti che riguardano la salute delle persone. Ad oggi, i portatori sani di BRCA, ovvero della mutazione genetica che può indurre il cancro al seno e all’ovaio che vogliono sottoporsi all’esame diagnostico finalizzato ad una serrata sorveglianza, compartecipano alla spesa sanitaria pagando il ticket per le singole prestazioni effettuate con una spesa stimata per ciascun paziente pari a circa 400/500 euro all’anno e l’Ordine del Giorno in oggetto mirava a riportare tale spesa a carico dell’ente pubblico anziché facendola gravare sul singolo utente della sanità, ma evidentemente per la Giunta provinciale non si tratta di una questione rilevante e quindi può essere relegata nel dimenticatoio politico degli impegni assunti e mai onorati.
Tutto ciò premesso, si interroga la Giunta provinciale per sapere:
– per quali ragioni, alla data odierna, non è ancora stata data alcuna attuazione all’Ordine del Giorno n. 37 citato in premessa;
– quando e se si intende ottemperare all’obbligo politico previsto con l’approvazione di tale volontà del Consiglio provinciale, impartendo le necessarie disposizioni all’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari.

A norma di Regolamento di richiede risposta scritta.

Distinti saluti

– avv. Luca Zeni –