QUALI STRATEGIE ITAS PER IL 2020?

Intervista a Raffaele Agrusti, amministratore delegato e Direttore generale

 

Orso KJ2: bene rinvio a giudizio dell’ex governatore del Trentino. Enpa: “Ora definire la futura gestione dei grandi carnivori. Denunceremo chiunque faccia del male a M49″

Il gip di Trento, Marco La Ganga, ha disposto l’imputazione coatta dell’ex presidente della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi, e del dirigente provinciale Maurizio Zanin, responsabile del Servizio Foreste della Provincia, per aver deciso nell’agosto 2017, con un’ordinanza, l’abbattimento dell’orsa Kj2, considerata pericolosa. L’animale era infatti accusato di aver aggredito due persone, Wladimir Molinari nel 2015, a Cadine, e Angelo Metlicovec, a Terlago, nel 2017. Enpa: “Ci aspettiamo giustizia per una morte che a nostro giudizio poteva essere evitata. Ora bisogna definire al più presto la futura gestione dei grandi carnivori in Trentino”.

Il rinvio a giudizio nasce dalla denuncia di Enpa e dalla nostra opposizione, unitamente a altre associazioni, all’archiviazione. Enpa – assistita nel procedimento dalle avvocatesse Claudia Ricci e Marina March – sia dall’inizio aveva chiesto di salvare la vita di KJ2 in quanto gli episodi di aggressione erano poco chiari. Ma nell’agosto 2017 l’orsa fu uccisa proprio in virtù di un’ordinanza di Rossi. L’apertura dell’inchiesta risale al 2017 dopo la denuncia di Enpa e di altre associazioni e la procura ha chiesto successivamente, per due volte, l’archiviazione. L’ipotesi di reato contestata a Rossi e Zanin è “Uccisione di animali” (articolo 544 bis del Codice penale, “Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da quattro mesi a due anni”).

“In questi anni – spiega Annamaria Procacci, Consigliera nazionale Enpa – abbiamo spesso assistito alla ‘reclusione’ ma anche all’uccisione di orsi, rese possibili da ordinanze last minute, chiaramente prive, a nostro avviso, di fondamento scientifico. Motivate invece dalla ricerca del consenso. Ora ci aspettiamo giustizia per una morte che a nostro giudizio poteva essere evitata e ci auguriamo che questo processo rappresenti un importante precedente per la futura gestione dei grandi carnivori in Trentino”.

“Chiediamo al ministro dell’Ambiente, Sergio Costa – continua Annamaria Procacci – garanzie per la tutela dell’animale e del suo benessere, ma anche uno stop alla politica delle “catture facili”, insomma una netta inversione di rotta. Ci auguriamo che il Ministero agisca subito, coinvolgendo esperti e studiosi, anche a livello internazionale, per studiare e soprattutto applicare in modo sistematico i metodi ecologici di prevenzione e di dissuasione”.

Dopo i casi di Daniza e KJ2 ora la preoccupazione è per M49. L’orso in questo momento è in letargo e si appresta ad lungo sonno invernale ma l’Ente Nazionale Protezione Animali è sempre allerta e denuncerà chiunque possa provare a fargli del male. “Speriamo che la cronaca di questi giorni – conclude la Consigliera Enpa – possa servire da avvertimento a quanti prendono sono gamba il rispetto della vita e dei diritti di questi animali”.