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ZENI (PD) – INTERROGAZIONE * POSTE ITALIANE: « LA GIUNTA PAT COME INTENDE AGIRE PER OVVIARE AL “DISSERVIZIO” POSTALE IN TRENTINO? »

Al di là delle molte problematiche connesse con la pandemia Covid-19, in Trentino il problema dei “disservizi” del sistema postale non è affatto nuovo ed anzi si ripresenta sempre più acuito in circostanze emergenziali, come quelle che stiamo vivendo.

A Pergine Valsugana, a Povo ed in altri centri le lamentazioni dell’utenza hanno ormai raggiunto livelli inaccettabili, in considerazione soprattutto del fatto che “Poste Italiane s.p.a.” sembra sempre più interessata al business commerciale, anziché a garantire servizi adeguati alle esigenze di un territorio, come quello montano, dove le Poste giocano anche un ruolo sociale e di comunicazione del tutto rilevante.

A fronte di tutto ciò, oggi il Consigliere del Partito Democratico del Trentino, Luca Zeni, ha depositato una specifica interrogazione in Consiglio provinciale, per sapere cosa intende fare la Giunta provinciale per ovviare alla pesantezza del situazione attuale in proposito e se la stessa non ritiene di dover avviare un confronto con i vertici di “Poste Italiane s.p.a.” per far fronte ad una situazione sempre più critica, come testimoniato anche dalle molte lettere di protesta dei cittadini, inviate alla stampa locale.

 

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DISSERVIZIO” POSTALE IN TRENTINO

E’ del tutto evidente che la pandemia in atto abbia purtroppo scardinato larga parte del sistema economico, sociale e dei servizi anche nel nostro territorio provinciale, ma la situazione degli Uffici e dei Servizi postali sparsi nelle nostre vallate merita qualche particolare attenzione, posto che le lamentele dell’utenza non giungono solo da qualche singola geografia, bensì da una pluralità di realtà sparse ovunque e ciò significa soprattutto disservizio e caos.

Ad esempio, a Pergine Valsugana, terza città del Trentino, l’unico sportello di “Poste Italiane s.p.a.” è ormai ridotto al lumicino, con la diminuzione drastica dei portalettere; con ritardi esagerati nella consegna della corrispondenza; con orari ridotti di apertura al pubblico e con una sempre meno efficiente funzionalità degli sportelli. E’ chiaro che non si tratta di scarso impegno professionale dei singoli dipendenti, che anzi si prodigano ben oltre il dovuto, bensì di un sistema ormai giunto al collasso e reso ancor più claudicante da tutte le normative connesse al rispetto delle disposizioni di prevenzione della pandemia. A Povo, frazione di Trento, la situazione, come riportano i mass media, non è affatto dissimile e le lamentazioni dell’utenza sono pressochè giornaliere, peraltro senza nulla risolvere in termini di funzionalità ed efficienza.
Ma non solo.

Anche in altre e più disagiate periferie si registra una crescente e giustificata critica nei riguardi dei servizi – o meglio “disservizi” – di “Poste Italiane”, società che pare sempre più interessata invece a fare “business commerciale”, con la vendita dei più disparati prodotti ivi compresi quelli assicurativi, anziché a fornire un servizio postale efficiente ed adeguato ad una società civile e moderna.

Ovviamente questi scarsi risultati impongono al cittadino un utilizzo sempre più rilevante di altri strumenti, di natura privata, per la trasmissione ed il recapito della corrispondenza, sia essa cartacea o fatta di pacchi o di speciali strumenti, indebolendo in ciò ruolo e funzioni di “Poste Italiane”, ma anche danneggiando non poco anzittutto quelle comunità lontane dai grandi centri urbani e per le quali gli Uffici postali hanno sempre rivestito una funzione, anche sociale, essenziale.

 

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Tutto ciò premesso, si interroga la Giunta provinciale per sapere:

– se la stessa è a conoscenza della situazione evidenziata e riassunta in premessa;

– cosa intende fare per ovviare alla stessa, pur nei limiti delle competenze provinciali;

– se non ritiene opportuno un confronto chiarificatore e costruttivo con i vertici di “Poste Italiane s.p.a.”, per fronteggiare una situazione, come quella degli Uffici postali nelle comunità di montagna, situazione imparagonabile a quella delle realtà di pianura;

– cosa è stato fatto fino ad oggi dalla Giunta provinciale in materia, posto che la medesima ha sempre indicato le periferie come il destinatario primo di ogni attenzione istituzionale.

A norma di Regolamento si richiede risposta scritta.

Distinti saluti.

avv. Luca Zeni