Trento, 1 aprile 2020 – Interrogazione.

Covid-19: quali procedure per il rientro al lavoro dei medici e delle professioni infermieristiche contagiati?

L’emergenza sanitaria che sta colpendo il Trentino ha portato ad un confronto spesso teso tra la Provincia di Trento ed i diversi stakeholders della sanità. Uno dei temi su cui si è riscontrata una diversa impostazione metodologica è quello dei tamponi ai sanitari.

Per medici, professioni infermieristiche, organizzazioni sindacali, Upipa, sarebbe stato essenziale effettuarne da subito più possibile, sia a tutela dei lavoratori, sia per prevenire e contenere il contagio, mentre la Provincia ha inizialmente negato la necessità di tamponi diffusi sui sanitari, e successivamente ha annunciato un cambio di rotta e la volontà di un aumento dei tamponi.

Un momento particolare ma molto importante è quello del rientro al lavoro di medici e infermieri contagiati e poi guariti, poiché è nota la possibilità di rimanere contagiosi per parecchi giorni dopo la guarigione.

Alcune segnalazioni ci comunicano che la procedura riguardante gli operatori sanitari preveda naturalmente l’isolamento in casa in malattia fino a completa risoluzione dei sintomi, ma “dopo la guarigione clinica è necessario attendere altri 5 giorni. Si prevede quindi il rientro al lavoro, effettuando però un tampone di verifica della negatività sl Covid-19, sul posto di lavoro”.
Tale procedura sta destando molta perplessità tra il personale sanitario, poiché è evidente che sarebbe molto più logico effettuare il tampone finale prima e non dopo il rientro al lavoro: nel caso in cui la persona interessata fosse ancora positiva, ritornerebbe a casa, ma nel frattempo avrà passato alcuni giorni al lavoro e sarà stata pericoloso veicolo di contagio.

Tutto ciò premesso, si interroga la giunta provinciale per sapere:

1) Per quale motivo la procedura di rientro al lavoro per il personale sanitario contagiato e guarito da covid-19, preveda il tampone di controllo di avvenuta guarigione soltanto dopo il rientro al lavoro e non prima del rientro?

2) Se non si ritenga che tale procedura possa aumentare il rischio di contagio in ospedale e se non si ritenga di correggerla effettuando il tampone di controllo di avvenuta guarigione prima e non dopo il rientro al lavoro.

Con cortese richiesta di risposta scritta

 

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Avv. Luca Zeni