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UNTERBERGER (SVP) * INFORMATIVA CONTE: « IL PROGRAMMA DI AIUTI È LA RIPROVA CHE L’EUROPA STA FACENDO FINO IN FONDO LA SUA PARTE, ADESSO PERÒ TOCCA ALL’ITALIA »

“Il programma di aiuti europeo è la riprova che l’Europa sta facendo fino in fondo la sua parte. Adesso però tocca all’Italia. Da qui può nascere una stagione di cambiamento senza precedenti storici.”

Così la Presidente del Gruppo per le Autonomie Julia Unterberger, a margine dell’informativa in Senato del Presidente Conte in vista del vertice europeo del 19 giugno.

“Anche se ci sembra passato un tempo infinito, neppure un anno fa si andava in Europa per contrattare qualche margine di flessibilità. Adesso non solo il Patto di Stabilità è stato archiviato, ma si chiede agli Stati di spendere per sostenere l’economia.

L’Italia però paga ogni giorno 180 milioni di interessi sul suo debito e 65 miliardi all’anno e quindi da sola non ce la farebbe. Per questo ha bisogno della solidarietà dell’Europa che, contrariamente a quanto dicono i sovranisti, non è mai stata così forte.

Da quando è scoppiata la crisi, la BCE ha portato l’acquisto di titoli italiani dal 17 al 40%. C’è il SURE, un tesoretto di cento miliardi per finanziare la cassa integrazione in tutti gli stati-membri. E c’è il MES, una linea di credito con un tasso dello 0,1%, dal quale l’Italia potrà attingerne fino a 37 miliardi per rafforzare il suo sistema sanitario.

Ma la più grande sorpresa dell’Europa è il recovery fund. Un piano da 750 miliardi di euro, di cui 173 all’Italia, per finanziarie progetti di modernizzazione economica, di protezione sociale, per la transizione ecologica.

Certo – sottolinea la senatrice della SVP – la proposta della Commissione deve essere ancora deliberata e quattro Stati che hanno ancora forti dubbi. Tuttavia il fatto che questa proposta giunga da Francia e Germania e che quest’ultima a luglio assumerà la Presidenza di turno del Consiglio dell’Unione lascia ben sperare.

All’Italia serve adesso uno sforzo di programmazione per cogliere fino in fondo questa opportunità, per uscire da questa crisi come un Paese più giusto e più moderno.

Tutta la politica deve quindi mostrarsi più concreta, ma anche i cittadini devono imparare che lo Stato non è un avversario, ma la base della nostra convivenza civile, il bene comune che tutti sono chiamati a tutelare e migliorare.

L’Europa è presente, con buona pace dei sovranisti e di tutti quelli che puntavano le loro carte sul suo fallimento. Adesso l’Italia si dimostri all’altezza di questa grande sfida che la attende.”