Il Senato accademico dell’Università di Trento, riunito oggi pomeriggio a Palazzo Sardagna, ha approvato l’ordinamento didattico del corso di studio interateneo con l’Università di Verona e per il quale l’Università di Trento presenterà richiesta di accreditamento ministeriale. Il percorso formativo sarà in ogni caso realizzato anche con coinvolgimento di altre università e di centri di ricerca anche del territorio.

La delibera del Senato, approvata con 9 voti favorevoli e 1 contrario, segna un passo importante nell’iter per l’istituzione e l’attivazione del corso di laurea magistrale a ciclo unico interateneo in Medicina e Chirurgia (LM-41) dell’Università di Trento con l’Università di Verona. Prima del vaglio da parte del Ministero dell’Università e della Ricerca, sarà necessaria l’approvazione del Comitato provinciale di coordinamento (in calendario domani, 16 gennaio).

Il corso di studio prevede 60 posti per studenti e studentesse in ingresso, numero che dovrà essere approvato dal Ministero sulla base delle disponibilità di strutture assistenziali presenti in Trentino e presso le quali i futuri medici svolgeranno le attività di tirocinio nei prossimi anni. Per portare a regime il corso di studio, con sede amministrativa all’Università di Trento dovranno essere reclutati almeno 20 docenti in area medica.

Per Trento è previsto un programma formativo specifico, di carattere interdisciplinare e progettato partendo dalle esigenze condivise dalla comunità scientifica e professionale trentina, con la quale nelle scorse settimane vi è stato un costante e proficuo confronto.

L’iniziativa parte da una domanda crescente di medici sempre più formati riguardo all’uso delle tecnologie e contempla anche la possibilità di attivare nel corso di studio insegnamenti in tedesco e in inglese. Il corso di laurea, innovativo e multidisciplinare, intende coniugare una solida preparazione medica di base con la qualificazione del percorso formativo sul versante tecnologico. Il progetto ambisce a realizzare attività formative nelle quali trasferire i risultati raggiunti nella ricerca in molte aree di interesse dell’Ateneo: dal settore biomedico, fisico, matematico a quello delle neuroscienze, dalle scienze della vita alla bioetica, alla regolazione della pratica clinica e biodiritto, dalla robotica e le tecnologie digitali alle scienze dei dati.

Condizione necessaria per la successiva attivazione del corso di studi sono le risorse finanziarie che, sulla base delle norme speciali che regolano l’Ateneo trentino, sono poste a carico della Provincia autonoma di Trento, con la quale nell’ambito dell’atto di indirizzo dovranno essere pianificati i costi e gli investimenti aggiuntivi necessari per la realizzazione del corso di studi.

Nella seduta di oggi il Senato accademico ha approvato anche la laurea magistrale in Intelligenza artificiale (Artificial Intelligence Systems, LM32). L’attivazione del corso permetterà all’Università di Trento di aggiungere a un ruolo di primo piano nell’ambito della ricerca, un’importante funzione nella formazione dei futuri ingegneri di sistemi di IA. Il progetto nasce dalla necessità di formare giovani che provengono dal settore ingegneristico in ambiti multidisciplinari. Negli ultimi anni l’introduzione di tecniche e tecnologie legate all’Intelligenza artificiale ha rivoluzionato numerosi settori produttivi, è entrata in maniera pervasiva nella vita quotidiana delle persone e dei processi industriali. Tecnologie avanzate di IA sono infatti alla base degli assistenti vocali negli smartphone o nei robot domestici, dei veicoli a guida autonoma, dei moderni robot industriali e dei sistemi di diagnostica medica più all’avanguardia.

Alla fine, quindi, l’Università di Trento presenterà al Ministero dell’Università e della ricerca richiesta di accreditamento iniziale per l’anno accademico 2020/21 di quattro corsi: oltre a Medicina e Chirurgia e Sistemi di intelligenza artificiale, anche quelli approvati dal Senato in precedenza: laurea magistrale in Studi globali e locali (LM62) e laurea magistrale in Agri-food Innovation Management.

 

 

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MEDICINA, UNA NOTA SULLA COLLABORAZIONE CON L’UNIVERSITÀ DI PADOVA

A margine della seduta del Senato accademico, che oggi ha approvato la proposta di istituzione del corso di studi in Medicina, il rettore Paolo Collini in sintonia con il collega Pier Francesco Nocini di Verona, ha precisato che la delibera sulla convenzione con l’Università di Verona non pregiudica in modo assoluto l’auspicata collaborazione con l’Università di Padova con la quale si sta interagendo per definire il coinvolgimento, auspicabilmente fin dalla prima fase del progetto.
La delibera era imposta dai tempi della procedura ministeriale e Collini si augura possano essere prorogati così da poter cogliere questa opportunità già dall’inizio.
La collaborazione con l’Università di Padova, contrassegnata dalla stima reciproca e ricca e fruttuosa su molti fronti, potrà dare al progetto di Trento e Verona ulteriori forza e qualità.