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TALENTS VENTURE * “LAUREATI STEM”: « LA REGIONE IN CUI IL GENDER GAP INFERIORE È L’ABRUZZO (20,8%), LA PERCENTUALE IN TRENTINO-ALTO ADIGE È DELL’11,1% »

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09.11 - martedì 30 aprile 2019

Il Gender GAP nelle lauree STEM: l’Italia fa meglio delle altre nazioni Europee ma la parità di genere è ancora lontana.

Con il termine “laureati STEM” ci si riferisce ai laureati in discipline scientifiche (Science, Technology, Engineering and Mathemathics – ossia Scienze, Tecnologia, Ingegneria e Matematica). Aprile è stato il mese delle lauree STEM, iniziativa promossa dal Comune di Milano per avvicinare bambine e ragazze ai percorsi tecnico-scientifici e diffondere la cultura digitale. Il programma culminerà con la maratona delle STEM che verrà inaugurata il 6 maggio al Teatro alla Scala.
In occasione di queste giornate, l’Osservatorio Talents Venture, mettendo insieme le fonti più autorevoli attualmente disponibili, ha voluto fare il punto sull’evoluzione della quota di donne iscritte nei corsi di laurea STEM negli ultimi anni nonché analizzare le differenze territoriali in termini di iscritti ai corsi di laurea STEM, sia tra le regioni d’Italia che tra i Paesi europei.

I risultati sono stati sorprendentemente positivi. Il 17,71% del totale delle donne iscritte alle università nell’anno accademico 2017/2018 frequenta un corso STEM. È il valore più alto degli ultimi dieci anni. Un apporto fondamentale è dato dal Meridione, in testa nella riduzione del gender gap nei percorsi STEM: il 19,2% delle studentesse residenti nel Sud Italia è iscritto a facoltà scientifiche, contro il 17,7% della media nazionale. La regione in cui il gender gap inferiore è l’Abruzzo (20,8%), mentre il numero di studentesse iscritte nei corsi STEM è particolarmente basso in Trentino-Alto Adige (11,1%).

Se si guarda invece alla percentuale delle ragazze sul totale degli iscritti a facoltà STEM – e non alla percentuale di donne iscritte all’università che frequentano un corso STEM come la precedente statistica -, l’Italia è terza, vicina al primo (UK) e secondo posto (Polonia) con circa il 37% di donne nei corsi STEM. La media europea si ferma al 32%. Sebbene, l’Italia sia tra le migliore nazioni in Europa, ciò è dovuto principalmente alla cospicua presenza di ragazze in alcuni corsi come quello di Conservazione dei beni culturali ed Architettura, il corso di laurea in Scienze della nutrizione umana o anche i corsi relativi al gruppo Geo-biologico e biotecnologie.

Nei corsi STEM, le ragazze fanno registrare risultati migliori dei ragazzi sia per quanto riguarda il voto di laurea che per i tempi di completamento degli studi. Il voto di laurea è di poco più elevato per le ragazze (103,6) rispetto ai ragazzi (101,6) e il 46% delle donne completa gli studi in corso, contro poco meno del 43% degli uomini. Tuttavia, le migliori performance accademiche delle donne sembrano non essere riconosciute dal mercato del lavoro. Dopo cinque anni dalla laurea, a fronte di un tasso di occupazione medio del 89% per tutti i laureati STEM, questo è più elevato per gli uomini (92%) rispetto alle donne (85%). Tale divario viene scontato anche a livello salariale. I laureati STEM dichiarano di percepire, in media, una retribuzione mensile netta di circa € 1.571. Tuttavia, gli uomini guadagnano circa il 25% in più delle donne, potendo contare su uno stipendio di € 1.699 contro i € 1.375 delle ragazze.

A commento delle analisi effettuate, l’Osservatorio Talents Venture ha coinvolto alcune autorevoli professioniste del mondo dell’Università (Politecnico di Milano), delle imprese (Microsoft Italia) e delle istituzioni (Comune di Milano).
Osservatorio Talents Venture – Il Gender GAP nelle lauree STEM: l’Italia fa meglio delle altre nazioni Europee ma la parità di genere è ancora lontana

Comunicato Stampa

“Al Politecnico di Milano interveniamo su vari livelli per incentivare lo studio delle STEM tra le ragazze. Tra le varie iniziative, per cercare di risolvere il problema alla radice – ha dichiarato Donatella Sciuto, prorettore vicario del Politecnico di Milano – nell’ambito del progetto TechCamp@POLIMI, pensato per avvicinare gli studenti delle superiori a corsi tecnologici, il Politecnico di Milano finanzia delle borse di studio a studentesse meritevoli”.
Oltre che le università, un altro stakeholder di fondamentale importanza è rappresentato dalle imprese. “In Microsoft, attraverso il nuovo programma Ambizione Italia, particolare attenzione sarà dedicata alle ragazze tra i 12 ed i 18 anni – ha spiegato Chiara Ronchetti, Responsabile Comunicazione e Philanthropies di Microsoft Italia – per aiutarle ad abbandonare l’idea che le discipline scientifiche non siano uno sbocco possibile per loro. Circa 10 anni fa, le donne in Microsoft Italia erano circa il 24%, ad oggi abbiamo raggiunto il 30%: ciò è sintomo che qualcosa sta cambiando”.

Ultimo un ruolo fondamentale è svolto dal Comune di Milano: “Nel nostro piano di trasformazione digitale, lo sviluppo e la condivisione delle competenze digitali svolgono un ruolo fondamentale” – ha affermato Roberta Cocco, assessore alla Trasformazione digitale e Servizi civici del Comune di Milano. “L’obiettivo è metterci a disposizione della città fungendo da collettore di iniziative. #STEMintheCity ne è un esempio: un mese di eventi inerenti l’area tecnico-scientifica dove il leitmotiv è quello di abbattere lo stereotipo che per perseguire determinati percorsi di studio bisogna essere “portati”.

“I numeri che abbiamo elaborato nel nostro studio ci mostrano che ci si è avviati verso la giusta strada per promuovere il talento delle ragazze anche nelle discipline scientifiche” – ha concluso Pier Giorgio Bianchi co-fondatore ed amministratore di Talents Venture. “C’è bisogno, tuttavia, di creare un ecosistema fertile dove i diversi stakeholder coinvolti possano cooperare tra di loro per accelerare il cambiamento intrapreso. Lo studio delle discipline scientifiche, e più in generale la consapevolezza di investire maggiormente in istruzione universitaria, è ciò che chiunque dovrebbe auspicarsi affinché il sistema Italia possa riprendere a crescere.”

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