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PROVINCIA AUTONOMA TRENTO * FESTIVAL ECONOMIA 2021: « LA SINTESI DEGLI EVENTI DI SABATO 5 GIUGNO »

Stasavage: “Tassare i ricchi dopo il Covid? Vi spiego perché si può fare
Con la pandemia, spesso paragonata ad una guerra, ha senso ritoccare le tasse ai ricchi, aumentandole? “Il Covid ha fatto fare affari ad alcuni, proprio come nei conflitti. Serve una situazione compensativa? Nel lockdown alcuni settori sono stati più colpiti, altri molto meno, si sono create delle differenze. I mercati azionari sono stati sostenuti per non creare il crollo della Borsa. Ma la disuguaglianza è aumentata. Alla luce di questo si può dire che il sistema fiscale può ripristinare l’equità a favore di chi ha sofferto di più. Cosa si potrebbe fare? Due proposte: una, introdurre delle tasse pro tempore. In tutta l’Europa si può ragionare su una tassa sulla sicurezza. C’è una logica economica ma dal punto di vista politico non è certo facile da attuare”. La seconda opzione? “Cambiare l’attuale sistema finanziario, prendendo in esame la tassa di successione” ha spiegato al Festival il doc

 

Azioni positive per superare le barriere
L’economista David Card, nella sua Alan Krueger lecture, ha discusso dei pro e dei contro dei programmi di azione positiva nel contrastare la discriminazione di genere, etnica e razziale. L’incontro, condotto da Tito Boeri, si è focalizzato sull’esempio degli Stati Uniti d’America portando due casi specifici dove le “affirmative actions” hanno avuto riscontro positivo e incoraggiante. Ovvero l’’ammissione a college altamente selettivi e la scelta dei riconoscimenti da parte delle associazioni professionali. In entrambi i casi, le azioni dirette di incentivo e di inclusione, hanno portato immediati benefici in termini di rappresentatività di genere.

 

Milgrom: “Siamo in un mondo fatto di aste, vanno rese efficienti”
Progettare un mercato efficiente per distribuire meglio le risorse scarse e combattere le disuguaglianze acuite della pandemia. A partire da quelle nel mondo del lavoro tra laureati e non, tra tecnici dell’informatica e dell’intelligenza artificiale ricercatissimi e addetti al retail senza più impiego. Un’esigenza ancora più sentita ora che l’economia globale si sta rapidamente riprendendo dal crollo per il Covid e in cui si registra addirittura un eccesso di domanda. La “lectio” di Paul Milgrom, premio Nobel nel 2020 per le scienze economiche assieme a Robert Wilson proprio “per i progressi nella teoria delle aste”, è uno dei contributi attesi al 16/esimo Festival dell’Economia di Trento.

 

“Le imprese in difficoltà vanno assistite subito con depositi bancari, tecnologia e risorse umane”
Una crisi, quella provocata dal Covid, che non ha similitudini rispetto alle precedenti, che ha creato enormi disparità a seconda dei settori colpiti, che ha provocato una forte accelerazione dei processi di cambiamento, in parte già avviati, che lascia ancora molte incertezze per il futuro, ma che nello stesso tempo ha aiutato a prendere consapevolezza dei problemi legati alla democrazia (attraverso l’utilizzo dei dati informatici) e all’inquinamento ambientale. Non solo “Banche nel dopo Covid” tra i temi trattati da Gian Maria Gros-Pietro, presidente di Intesa San Paolo, e dall’economista Luigi Guiso, professore all’Einaudi Institute for Economics and Finanance.

 

L’esperienza del futuro
Le ricette di Romano Prodi per guardare al futuro. A livello nazionale, europeo, su scala globale. Acuto e ironico, con lo sguardo ampio sugli scenari internazionali, tra aneddoti e esperienze personali, l’ex presidente del Consiglio e della Commissione europea ha tracciato una rotta per il futuro. Proponendo leggi che incentivino la fusione tra imprese, perché servono fatturati di molte decine di milioni di euro per competere sui mercati mondiali. E occorre dare sostegno alla continuità delle imprese familiari. Servono anche un ministro dell’economia europeo, una vera difesa e politica estera comune, ma anche governi più duratori a Roma, e scuole tecniche di alto profilo. Tutto sotto l’insegna di quel concetto di unità espresso nei giorni scorsi dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

 

Brevetti sui vaccini e tassazione dei super ricchi, cosa pensano gli economisti del Festival?
E’ giusto sospendere temporaneamente i brevetti sui vaccini per permettere anche alle nazioni meno sviluppate di accelerare la loro campagna vaccinale? E’ giusto, per far fronte alle conseguenze della pandemia sulla distribuzione del reddito e sul debito pubblico, che i paesi OCSE aumentino la tassazione sui ricchissimi? Sono forse le due questioni più dibattute in questo momento nel mondo. L’organizzazione del Festival le ha poste ai relatori che in questi giorni partecipano alla kermesse di Trento. Hanno risposto al sondaggio 61 persone su 104 interpellate, di cui 37 sono economisti.

 

Garavaglia: il turismo riparte e porta in dote lo 0,6% di Pil in più
Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) prevede: “2,4 miliardi di euro sul turismo che diventano 5 con l’effetto leva. Una componente che vale 2 miliardi circa va sulla riqualificazione delle strutture ricettive, risorse che ci sono indipendentemente dalle scelte che si faranno sul Superbonus al 110%. Poi ci sono due progetti per puntare sul turismo di qualità che rispetta l’ambiente e la comunità in cui il turista va. Come ci si arriva? Migliorando le strutture e facendo la rivoluzione digitale. Faccio un esempio: si parla di turismo dei borghi da quando abbiamo i pantaloni corti, ma non è mai decollato perché è difficile farli conoscere. Il digitale può aiutare moltissimo”. Lo ha detto il ministro del turismo Massimo Garavaglia al Festival dell’Economia nell’incontro dal titolo “Il turismo dopo la pandemia” con l’economista Paolo Figini e moderato dalla giornalista Rai Eva Giovannini.

 

“L’innovazione nasce dagli insuccessi, lo Stato cambi approccio”
“L’innovazione viene dal saper approfittare dei propri insuccessi” e in questo è “radicalmente in conflitto con lo Stato, che per definizione non può sbagliare”. Dunque, il ruolo dell’istituzione è lasciare che le aziende, a cui la società assegna il compito di produrre ricchezza, si orientino ai valori etici venendo premiate dai consumatori. E se c’è una sfera in cui proprio lo Stato può essere “suscitatore” dell’innovazione, quello è la pubblica amministrazione. “Segnali positivi in Italia in questo senso ce ne sono”, afferma Franco Debenedetti, presidente dell’Istituto Bruno Leoni, al Festival dell’Economia di Trento per presentare il suo libro, “Fare profitti. Etica dell’impresa” edito da Marsilio.

 

Pubblico impiego: mantenere equilibrati i livelli salariali tra pubblico e privato è difficile ma necessario
Quali sono le caratteristiche specifiche del lavoro nel settore pubblico e come può essere riformato per andare incontro alle esigenze dei cittadini? La pandemia ha ridato centralità al tema del lavoro pubblico e della qualità di chi vi è impiegato. L’Italia sta lavorando ad una riforma complessiva del settore, ma il dibattito è spesso superficiale, polarizzato tra chi vede nei dipendenti pubblici un gruppo di burocrati tutelati, e chi invece rivendica stipendi migliori. La ricetta degli economisti Pietro Garibaldi e Pedro Gomes.

 

Stato o mercato? A far decollare la politica industriale sarà il terzo elemento, l’Europa
Sono tutti concordi, Innocenzo Cipolletta, Andrea Goldstein, Alessandra Lanza, Pietro Modiano e Valeria Negri, nell’idea che tra i due contendenti della partita economica futura, Stato e mercato, il solo in grado di concertare le azioni e promuovere una politica industriale in direzione della sostenibilità e della digitalizzazione sarà l’Europa. «E’ una sfida non da poco – chiarisce Modiano -: significa tornare all’UE dei padri fondatori», ma anche, al contempo, come dichiara Lanza, «comprendere che la transizione non si può fare che insieme, nonostante i 27 punti di vista differenti, e in nome della riduzione delle disuguaglianze».

 

Dedicato a chi coltiva il dubbio, il nuovo libro verità su Eugenio Cefis
Per “Incontri con l’Autore”, Giulio Sapelli, economista, storico, accademico e dirigente d’azienda e Bruna Bagnato, docente di Storia delle Relazioni internazionali all’Università degli Studi di Firenze, coordinati da Tonia Mastrobuoni, hanno presentato il libro “Eugenio Cefis. Una storia italiana di potere e misteri” di Paolo Morando, giornalista del “Trentino” pubblicato da Laterza.
Chi era Eugenio Cefis? Sicuramente è stato per anni uno degli uomini più potenti d’Italia. Secondo molti, il più potente: la politica al suo servizio, i rapporti con i servizi segreti, le accuse di progettare disegni eversivi, fondi neri, dossier e intercettazioni telefoniche. Un grande manager di Stato, capace di nutrire per oltre mezzo secolo una inarrestabile leggenda nera. Ma che cosa c’è di vero? L’autore, in questo suo nuovo libro, offre al lettore un profilo autentico e raccontando Cefis, Paolo Morando racconta l’Italia e le dinamiche interne della società di quei decenni.

 

Il concorso EconoMia: cittadini ed economisti del domani
Sono stati proclamati al Festival i 20 vincitori del concorso EconoMia. Nonostante la pandemia e le difficoltà per lo svolgimento delle attività didattiche, il concorso non si è fermato e ha visto 700 partecipanti e svolgere dal 75% degli alunni la prova in presenza, all’interno dei rispettivi istituti di appartenenza. Rivolto agli studenti della scuola secondaria di secondo grado, il concorso è inserito anche per il triennio 2018-21 tra le competizioni del Programma nazionale per la valorizzazione delle eccellenze del MIUR.

 

Covid, distruzione creativa e il futuro del capitalismo
Philippe Aghion, esperto dell’impatto della tecnologia sul mercato del lavoro, ha presentato il libro dal titolo “Il potere della distruzione creatrice”, frutto di una lunga ricerca collettiva e di anni di lezioni al College de France, che hanno portato alla costruzione di un modello di crescita.
“Per distruzione creativa si intende il processo in base al quale le nuove innovazioni scalzano quelle vecchie – ha spiegato l’economista francese – Spesso si crede che le nuove tecnologie siano dannose e portino alla perdita di posti di lavoro, ma questa è una convinzione sbagliata, come ci insegna la storia”.
Oggi la crisi creata dalla pandemia ha reso ancora più evidenti i mali profondi del capitalismo nel mondo. Per ridurre le crescenti disuguaglianze, la precarietà del lavoro e il degrado ambientale occorre riformare il capitalismo attraverso un mix tra il modello americano e il modello europeo, mettendo insieme il lato buono dell’uno (l’innovazione) con il lato buono dell’altro (protezione).

 

“Il Pnrr non darà reale spazio alla parità di genere”
Se nell’ultimo decennio l’Italia ha fatto da fanalino di coda europeo, in termini di occupazione femminile (50,1%), con la pandemia il divario non ha fatto che accrescersi (48,2%). A rispondere al problema, i 240 miliardi stanziati dall’Europa e quel Pnrr su cui si ripongono tante speranze. Eppure, per Linda Laura Sabbadini e Paola Profeta, non si tratta che di un’illusione. «Sono minime, le risorse investite a proposito – commenta infatti la direttrice dell’Istat -: parliamo di 3,6 miliardi per i servizi educativi per l’infanzia e appena 400 milioni per l’imprenditoria femminile». Una «locazione residuale – come la definisce la docente della Bocconi oggi al Festival dell’Economia – che non tiene affatto conto degli impatti che avrebbe un maggiore ingresso di donne nel mondo del lavoro, uno su tutti l’aumento del Pil».

 

L’Autonomia al tempo del Covid
Il Coronavirus ha messo a dura prova il rapporto tra Stato e Regioni. Cosa ci ha insegnato, al riguardo, la gestione della pandemia? Per assicurare ai cittadini un sistema sanitario più efficiente, che dia a tutti le stesse opportunità, è meglio scegliere un modello più centralista o dare maggiori responsabilità ai territori? I presidenti di Trentino e Friuli-Venezia Giulia, Maurizio Fugatti e Massimiliano Fedriga, dal Festival dell’Economia, hanno ribadito la propria contrarietà ad un ritorno del centralismo. Contrarietà condivisa anche dal ministro per gli Affari regionali, Mariastella Gelmini che ha interloquito con i due governatori.

 

Cagé: “Un voucher ad ogni cittadino per comprare informazione libera ed autorevole”
Come pagare una baby sitter o una vacanza. La proposta è quella di una nuova legge che tolga l’informazione dalle proprietà, dalle logiche di mercato e che venga finanziata con un voucher che sia ogni anno a disposizione di ogni cittadino.Quello di un giornalismo di qualità, che sia anche indipendente, è tema che l’economista Julia Cagé, docente a Science Po Paris, studia e propaganda da tempo. Al Festival Cagé ne ha parlato con la giornalista Alessia Rastelli.
Transizione giusta e territori
Con il piglio del ricercatore e di innovatore prestato alla politica, Roberto Cingolani, ministro per la Transizione ecologica, al Festival dell’Economia di Trento per spiegare le direttrici dello sviluppo green. Il ministro, sollecitato dalle domande del direttore del quotidiano L’Adige, Alberto Faustini, si è confrontato in un dibattito con Massimo De Alessandri, presidente del Gruppo Dolomiti Energia, Franco Ianeselli, sindaco di Trento, Andrea Ghiselli, amministratore delegato EF solare Italia, Valentina Bosetti, docente di economia ambientale all’Università Bocconi. A proposito del Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza, il ministro Cingolani ha detto che la transizione è un edificio e l’Europa con il Recovery Fund ci dà il mutuo.

 

Fiducia, politica e riforme: così il debito diventa sostenibile
Fresco di stampa, il volume edito da Laterza ‘Storia del debito pubblico in Italia. Dall’Unità a oggi’ offre spunti di riflessione interessanti di attualità economica e politica, che sono stati al centro dell’incontro di oggi a Palazzo Geremia fra il pubblico – presente e virtuale – del Festival dell’Economia, il giornalista del Sole 24 ore Dino Pesole e uno degli autori del libro, Leonida Tedoldi, storico delle istituzioni politiche e politologo, docente di Storia delle istituzioni e dei sistemi politici europei all’Università degli Studi di Bergamo. La pandemia è la causa dell’aumento dei debiti pubblici, ma il nostro ha radici lontane e il vero tema è diventato la sua sostenibilità per le generazioni future.

 

Lo Stato allenatore, per far vincere l’Italia con il PNRR
Lo Stato arbitro, lo Stato giocatore, la figura ibrida dello Stato allenatore che accompagna le imprese. Sulla formula migliore, soprattutto per la ripartenza dalla pandemia, “non ci sono evidenze empiriche”, afferma il docente della Luiss Fabiano Schivardi. Una metafora calcistica per introdurre il forum “La mano pubblica e l’uscita della crisi”, al Teatro sociale per il Festival dell’economia di Trento. Ospiti Andrea Montanino, capo economista di Cassa depositi e prestiti, Luisa Torchia, docente dell’università Roma Tre, l’assessore allo sviluppo economico della Provincia autonoma di Trento, Achille Spinelli, Roberto Hugo Tentori, presidente di Grant Thornton Consultants. Un confronto, moderato dalla giornalista Paola Pica, che inevitabilmente tocca la scommessa del Piano nazionale di ripresa e resilienza.