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PROVINCIA AUTONOMA TRENTO * COVID – TEST SALIVARI: FUGATTI, « INIZIATO IL CONTO ALLA ROVESCIA NEI LABORATORI DI MATTARELLO, AL VIA IL NUOVO PROGETTO DIAGNOSTICO »

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23.32 - sabato 12 dicembre 2020

Oggi l’aggiornamento del presidente Fugatti sull’avvio del nuovo progetto diagnostico. Test salivari, iniziato il conto alla rovescia nei laboratori di Mattarello.

Nel centro di ricerca Cibio di Mattarello si sta lavorando senza sosta per attrezzare il laboratorio destinato a processare i test salivari. Oltre all’allestimento della struttura, sta per iniziare il reclutamento del personale. L’avvio del nuovo sistema diagnostico è prospettato da Azienda provinciale per i servizi sanitari e Cibio in “poco più di un mese”. A regime si potrà arrivare ad analizzare fino a 3 mila test al giorno con lo stesso livello di affidabilità di quelli molecolari. La conferma è arrivata nel pomeriggio di oggi nel corso della conferenza stampa di aggiornamento sui dati di diffusione della pandemia Covid in Trentino. Collegati via streaming sono intervenuti il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti; il virologo del Cibio, Massimo Pizzato; lo specialista di igiene e patologia clinica Patrizio Caciagli. Q

uest’ultimo ha anche annunciato che il progetto dei test salivari ha come ulteriore obiettivo la prototipazione di un sistema di raccolta dei test che, ricordiamo, potranno essere eseguiti dalle stesse persone, senza l’ausilio di personale medico. “Diverse aziende medicinali del Trentino – ha confermato Caciagli – si stanno dedicando anima e corpo per creare questo metodo di raccolta ed arrivare alla certificazione”. La speranza è di poter portare al di fuori della nostra provincia il metodo trentino di gestione dei test salivari ed estenderlo ad altre regioni. “Crediamo tantissimo in questo progetto – ha ripetuto più volte i presidente Fugatti – e siamo orgogliosi che nel piccolo Trentino operino studiosi e centri di ricerca in grado di sviluppare in tempi stretti e in una situazione difficile, dei progetti di ricerca cosi avanzati”.

“Grazie a questo progetto – commenta il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti – il Trentino si pone all’avanguardia nel campo dei test covid effettuati in tempi rapidi per individuare e isolare le persone contagiose. A questa nostra sperimentazione – ha sottolineato il presidente della Provincia autonoma di Trento – stanno guardando con interesse anche l’Istituto superiore della sanità e la Protezione civile”.

Il responsabile del laboratorio del Cibio di Mattarello per i test salivari, ha fornito dettagli sulla nuova tipologia di diagnosi. “Non si tratta – ha chiarito il virologo – di un test rapido bensì di una vera e propria analisi molecolare, con cui condivide la stessa metodologia. Cambia la sostanza organica analizzata alla ricerca dell’RNA virale. Nei molecolari preleviamo il materiale biologico rinofaringeo, tramite l’inserimento di un bastoncino nelle narici. Nei nuovi testi preleveremo la saliva dalla bocca”.
Quanto alla precisione nel rilevare la presenza del virus Covid, Il Dootor Caciagli assicura: “Il livello di precisione e affidabilità dei test salivari è del tutto associabile a quello molecolare. In ogni caso i test salivari, benché siano più facili da gestire e garantiscano velocità alla diagnosi, non sostituiranno i tamponi veloci, ma contribuiranno all’analisi e al tracciamento degli individui sospetti”. Il nuovo sistema diagnostico si abbinerà quindi ai test molecolari.

Sui tempi di avvio d’esecuzione dei test salivari, Caciagli conferma che servirà circa un mese: “Il progetto richiede ancora qualche settimana per essere messo in opera. In parallelo, all’allestimento del laboratorio che richiede macchinari specifici, stiamo portando avanti la ricerca sulla raccolta del campione, così da arrivare ad un prototipo. E questo grazie al contributo importante delle aziende medicinali trentine, il cui obiettivo, una volta individuato il prototipo, è di arrivare alla certificazione dal parte delle autorità sanitarie”.

La Provincia Autonoma di Trento ha stanziato oltre un milione di euro per sostenere il progetto di ricerca che potrebbe portare a concrete ricadute soprattutto in tema di salute pubblica e, possibilmente, anche economiche per le aziende di casa.

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