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ORDINE PROFESSIONE – BOLZANO * 5 MAGGIO GIORNATA INTERNAZIONALE OSTETRICA: PRESIDENTE ZANETTI, « NONOSTANTE MASCHERINE E OCCHIALI PROTETTIVI LA VICINANZA EMOTIVA È AUMENTATA »

Nascita con distanza. Il Corona ha accantonato molte cose, ma non le nascite. Le mascherine hanno „allontanato“ le ostetriche dalle donne, ma non hanno intaccato il loro rapporto con le quasi mille partorienti nelle scorse nove settimane. Al contrario: mentre agli uomini non era più permesso accompagnare le loro compagne in ospedale, le ostetriche hanno accolto le donne in gravidanza con le loro paure e preoccupazioni. Le forze innate delle partorienti sono diventate ancora più visibili. E’ aumentata la richiesta dei parti in casa. Una casa maternità avrebbe potuto attutire la situazione. Per la giornata mondiale dell’ostetrica di domani, l’ordine della professione di ostetrica della provincia di Bolzano mostra i punti di forza e di debolezza del sistema.

Quest’anno la giornata dell’ostetrica sarà celebrata per la trentesima volta. E’ una ricorrenza degna di essere ricordata. L’emergenza causata dal corona virus mostra, ancora una volta, che l’assistenza delle ostetriche a donne in gravidanza, madri e bambini non viene quasi mai notata in pubblico. Nelle scorse settimane di emergenza sanitaria, il personale medico e infermieristico è stato al centro dei media. Le 209 ostetriche altoatesine invece sono state quasi dimenticate. Loro lavorano in ospedale, nei distretti sanitari o come libere professioniste; le nascite fisiologiche vengono accompagnate dalle sole ostetriche. I medici vengono coinvolti solo in casi particolari o di patologia

Nelle scorse settimane, negli ospedali altoatesini, sono stati sospesi numerosi servizi di prevenzione e ambulatoriali. Le consulenze ostetriche hanno sempre avuto luogo. I servizi distrettuali sono stati ridotti, ma compensati da consulenze telefoniche. Nel periodo del corona virus i chiarimenti e le rassicurazioni sono diventati alcuni dei compiti più importanti delle ostetriche: le donne in gravidanza cercano sicurezza nell’incertezza, hanno molte domande sulle misure precauzionali di sicurezza e timore per gli appuntamenti per le visite in ospedale. I telefoni dei reparti maternità suonano in continuazione. Il numero di ostetriche presenti per turno è stato aumentato. Ciò ha reso possibile l’assistenza uno a uno. La necessità di aumentare l’organico di ostetriche è diventata particolarmente chiara. La provincia ha recentemente approvato l’aumento di 30 posti per ostetriche. I posti verranno occupati nei prossimi mesi. Sara Zanetti è molto contenta di questo. Lei è presidente dell’ordine altoatesino della professione di ostetrica da due anni, lavora come ostetrica da 15 anni e nel reparto maternità dell’ospedale di Bressanone da tre anni e mezzo.

Le ostetriche sono le figure più vicine alle donne che partoriscono e ai loro bambini. Nonostante la distanza causata dalle mascherine e dagli occhiali protettivi, la vicinanza emotiva con la donna che sta partorendo è aumentata, afferma Sara Zanetti. La preoccupazione principale, nelle ultime settimane, è stata il possibile calo di personale a causa dei contagi da corona virus. I parti in acqua sono stati ridotti da quando è scoppiata la pandemia. Sono state istituite misure igieniche più stringenti e sale parto dedicate. Lì possono partorire le donne con test positivo.

“I sintomi del virus, nelle donne positive, si sono manifestati più spesso solo dopo il parto”, ha osservato Sara Zanetti. Sono aumentati i parti oltre il termine della gravidanza.

I padri non hanno potuto accompagnare le proprie compagne al parto per cinque settimane. Le donne che partoriscono sono sempre delle eroine, dice Sara Zanetti, ma ancora di più lo sono durante il periodo del corona virus: tra le future mamme e le ostetriche si è instaurata una tacita alleanza, dice. Anche se gli occhi degli specialisti sono coperti dagli occhiali protettivi, Sara Zanetti è affascinata dal potere della comunicazione con lo sguardo. “Se le donne affrontano consapevolmente i cambiamenti fisici durante la gravidanza e si affidano al loro potere primordiale, possono fare qualsiasi cosa, anche senza il partner.” Le quasi 1.000 donne che hanno partorito nelle ultime nove settimane lo hanno dimostrato.

Alternative come il parto in casa sono state più richieste. Le nascite a domicilio sono accompagnate da ostetriche libere professioniste. Ce ne sono solo quattro in Alto Adige, tra cui Astrid Di Bella, vicepresidente dell’ordine delle ostetriche e attualmente fuori servizio per malattia. Nel 2018, 5.506 bambini sono nati in Alto Adige, 31 dei quali a casa. Che non è nemmeno lo 0,6 %. Questa dato probabilmente aumenterà all’ 1 % nel 2020 a causa del corona virus. Astrid Di Bella è critica nei confronti di questa tendenza legata alla situazione di crisi. Il Covid-19 ha innescato comprensibilmente incertezze nelle donne in gravidanza. Molte non volevano andare a partorire in ospedale per paura del virus e non volevano rinunciare alla presenza del loro partner. Tuttavia, un parto in casa ha bisogno di un po’ di preparazione, afferma la vicepresidente dell’ordine delle ostetriche. Una tale decisione non può essere semplicemente presa poco prima della nascita. Si rammarica che il rimborso provinciale delle spese sostenute per il parto in casa non sia stato aumentato ed è pari a soli 516 euro ormai da anni. In Trentino viene rimborsato quasi il doppio, inoltre lì vi è anche una casa maternità ben funzionante da ottobre 2019. Le ostetriche libere professioniste in Alto Adige combattono da anni per l’apertura di una casa maternità – fino ad oggi senza successo. “Una casa maternità può essere pienamente funzionale per i genitori in attesa”, afferma Astrid Di Bella. Il rischio di infezione è più basso rispetto ad un ospedale, dove un numero crescente di persone va e viene ogni giorno.

Fin dall’inizio della pandemia causata dal corona virus, nei reparti maternità degli ospedali altoatesini, sono stati appesi dei cartelloni che le ostetriche hanno realizzato per trasmettere alle future mamme che non sono sole. Sara Zanetti è lieta che l’iniziativa promossa dall’ordine delle ostetriche sia stata ben accolta dalle donne.

Le ostetriche non sono però motivate nel festeggiare. Oltre al trentesimo anniversario della giornata mondiale dell’ostetrica di domani, quest’anno si celebra anche l’anno delle ostetriche e delle infermiere. Da gennaio, campagne mediatiche in tutta Italia, hanno messo in evidenza il bisogno urgente di personale infermieristico. Anche in questo caso, le ostetriche, il gruppo professionale più antico del mondo, sono state dimenticate.

 

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Sara Zanetti

Presidente dell’Ordine della professione di Ostetrica della provincia di Bolzano

Astrid Di Bella

Vicepresidente dell’Ordine della professione di Ostetrica della provincia di Bolzano