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MASÈ (LA CIVICA) * COVID – STRUTTURE CONCILIATIVE: « IN QUESTA PARTICOLARE SITUAZIONE È GIUSTO CHE LA PAT LE SOSTENGA ECONOMICAMENTE »

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota inviata all’Agenzia Opinione) –

L’interrogazione che ho presentato in aula in questa tornata è volta a chiedere che sia prevista una forma di compensazione per le spese affrontate anche per quelle strutture conciliative, come ad esempio i nidi privati, che continuano ad offrire il loro servizio per i pochi bambini ammessi durante questa ultima chiusura.

Queste strutture devono sostenere anch’esse i costi fissi senza avere la certezza di una copertura da parte dell’ente pubblico che ne richiede la disponibilità. L’assessore Gottardi ha assicurato, in sede di risposta che, vista l’utilità del servizio svolto e dell’indispensabilità, soprattutto in territori più decentrati, dove tali strutture rappresentano spesso l’unico servizio possibile per la prima infanzia, la Provincia farà la propria parte per poter dare una copertura ai costi fissi affrontati in questo periodo di chiusura quasi totale.

Si tratta di una misura necessaria, poiché strutture come quelle conciliative, pur di natura privata, offrono un servizio pubblico essenziale per le famiglie e per i bambini quindi è giusto per la Provincia in questa particolare situazione, sostenerle economicamente.

 

 

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INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE IMMEDIATA N.
(Articolo 155 del Regolamento interno)

1. Per effetto di quanto disposto dal DL 30/2021, in tutta Italia e quindi anche in Trentino, a partire dal 15 marzo tutte le strutture educative sono chiuse, inclusi nidi e scuole per l’infanzia e strutture conciliative. Con ordinanza del Presidente della Provincia è stato disposto in deroga che bambini con BES, i figli degli operatori sanitari o del personale che lavora nelle stesse strutture con mansioni di supporto di tipo tecnico o ausiliario, possano accedere ai servizi socio educativi e di conciliazione per la prima infanzia.

L’apertura delle strutture educative e conciliative per un numero limitato di utenti comporta però una perdita economica per i soggetti che le gestiscono, poiché queste strutture per poter operare devono sostenere dei costi “fissi” che ora non vengono coperti con l’esiguo numero di fruitori, stante i “meccanismi” di finanziamento previsti dalle norme di settore. Si tenga inoltre in considerazione che i ristori previsti dai provvedimenti del Governo nazionale a favore dei/lle lavoratori/trici che operano in questi servizi coprono solo in parte i costi che devono essere comunque sostenuti.

L’Assessore competente ha rassicurato i Comuni sul fatto che verranno erogati comunque finanziamenti idonei a coprire le spese. Ritenendo indispensabile l’erogazione dei servizi in questione a favore dei soggetti sopra detti, si interroga la Giunta provinciale per sapere se non intenda valutare la possibilità di intervenire economicamente a copertura dei costi di gestione anche per tutte le altre tipologie di soggetti che erogano servizi educativi 0-3 e di conciliazione.

 

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Consigliere provinciale
Vanessa Masè