VIDEONEWS & sponsored

(in )

INTESA SANPAOLO * IMPRESE TRIVENETE: « 4 AZIENDE SU 5 HANNO ADOTTATO ALMENO UN’AZIONE DI SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE SOCIALE E/O DI SICUREZZA »

Nel Triveneto 4 aziende su 5 hanno adottato almeno un’azione di sostenibilità ambientale, sociale e/o di sicurezza. Frequenti risultano le misure adottate per migliorare il benessere lavorativo dei dipendenti: 69% in Trentino AA, 68% in Veneto e 67% in Friuli-VG

È però necessario invertire il trend negativo degli investimenti osservato nell’ultimo decennio, in Italia -16,1% e in Triveneto -9,5%, per innalzare il potenziale di crescita.

Renzo Simonato “L’attenzione alla sostenibilità e il rispetto dei criteri ESG concorrono ad abbassare il rischio aziendale e consentono un migliore accesso al credito”.

Lo sviluppo ecosostenibile e l’adeguamento ai criteri ESG (Environmental, Social e Governance) al centro del webinar organizzato dalla direzione regionale Triveneto di Intesa Sanpaolo per illustrare alle imprese del territorio gli strumenti a loro disposizione per investire in modelli di business circolari e aumentare la competitività sul mercato.

L’evento è iniziato con gli interventi di Gregorio De Felice, responsabile Direzione Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo che ha presentato “Gli scenari macroeconomici: i nuovi orientamenti delle imprese italiane” e Anna Roscio, responsabile Direzione Sales & Marketing Imprese Intesa Sanpaolo che ha illustrato i finanziamenti “S-Loan. Nuove soluzioni per chi si orienta verso uno sviluppo sostenibile”. E’ seguita una tavola rotonda a cui hanno partecipato: Emanuele Bassetto, CEO Gruppo Pezzutti, Francesco De Marco, presidente Lago Group, Marco Morganti, responsabile direzione Impact Intesa Sanpaolo e Massimiano Tellini, responsabile Circular Economy Intesa Sanpaolo. Ha concluso i lavori il direttore regionale, Renzo Simonato.

Dalla presentazione di Gregorio De Felice è emerso che in generale la svolta verde impone di ripensare l’intero sistema industriale, agendo su circolarità e scelta di nuovi materiali e prodotti con elevati standard ambientali. Secondo quanto emerge dal censimento permanente ISTAT sulle imprese con almeno 3 addetti, nel Triveneto sarebbero 4 su 5 (circa 122.000) quelle che hanno adottato almeno un’azione di sostenibilità ambientale, sociale e/o di sicurezza: più frequenti risultano le misure adottate per migliorare il benessere lavorativo dei dipendenti (69% in Trentino AA, 68% in Veneto e 67% in Friuli-VG), quelle per ridurre l’impatto ambientale della propria attività (65% in ciascuna delle 3 regioni) e per incrementare i livelli di sicurezza interni ed esterni all’azienda (65% in Veneto e Friuli-VG e 63% in Trentino AA). Per quanto riguarda invece la parte più sociale della sostenibilità, le iniziative volte a sostenere e realizzare il benessere e lo sviluppo economico del territorio e quello delle comunità, risulta più accentuato nel Trentino AA (40% per l’interesse collettivo e il 38% per l’economia del territorio) mentre viene adottato da poco meno di una impresa su tre in Veneto e Friuli-VG.

Sul lato dell’attenzione al miglioramento del benessere lavorativo, le imprese del Veneto e del Friuli-VG mostrano una adozione rilevante di varie misure che vanno dallo sviluppo professionale dei dipendenti, al loro coinvolgimento nella definizione degli obiettivi aziendali, alla tutela delle pari opportunità, che vengono realizzate da più del 40% delle aziende. La centralità del capitale umano per l’impresa è espressa dall’alta percentuale di imprese che ritiene importante il mantenimento dell’occupazione e delle professionalità anche nei momenti di crisi (circa il 36%).

La scelta della sostenibilità non risponde solamente a questioni etiche e di responsabilità sociale ma riveste sempre più una dimensione economica per le imprese: adottare azioni di sostenibilità e di circolarità in azienda conviene perché accresce la competitività e mitiga i rischi di lungo termine legati ai cambiamenti climatici, alla supply chain e all’indisponibilità delle materie prime. Si inaugura quindi un percorso fatto di sfide e opportunità, che l’economia italiana è chiamata a cogliere. E’ però necessario un cambio di passo con più investimenti, invertendo il trend negativo osservato nell’ultimo decennio (in Italia -16,1% tra il 2008 e il 2019; nel Triveneto -9,5%; nello stesso periodo di tempo la Germania ha registrato un aumento del 20%). In particolare, vanno rafforzati gli asset immateriali, rivolti cioè al capitale umano e alla formazione, alle tecnologie e alla digitalizzazione, alla ricerca e sviluppo e all’innovazione, alla responsabilità sociale e ambientale, all’internazionalizzazione. Solo così potrà essere innalzato significativamente il potenziale di crescita dell’economia italiana e del Triveneto.

Con riferimento alle due testimonianze in tavola rotonda: Lago Group da oltre 50 anni opera nel settore dolciario, in particolare nella produzione di wafer, radicata in Veneto, con un fatturato di oltre 52 milioni di euro e 165 dipendenti. L’azienda ha illustrato il proprio progetto di crescita sostenibile, finanziato in parte da Intesa Sanpaolo con circa 4 milioni di euro, che prevede due obiettivi di miglioramento ESG. Il primo è riferito alla quota di energia elettrica dotata di Garanzia di Origine, ossia di certificati elettronici che attestano l’origine rinnovabile delle fonti utilizzate dagli impianti di produzione. Il secondo riguarda il numero di ore di formazione da dedicare ai propri dipendenti sui temi di sostenibilità sociale e ambientale, ossia l’introduzione di programmi interni per tutti i lavoratori finalizzati a promuovere buone pratiche sia negli ambienti lavorativi sia a casa.

Da oltre 50 anni, Gruppo Pezzutti è un primario fornitore di resine termoplastiche stampate, specializzato nella produzione di componenti industriali personalizzati, di prodotti complessi assemblati, fino a prodotti finiti per il mercato di largo consumo. E’ dotato di oltre 150 presse da 10 a 2.000 Ton, dispone di numerose tecnologie, incluse la bi- e tri-iniezione e l’impiego di 100% recycled. Ha sede in provincia di Pordenone, con 4 stabilimenti e 2 centri logistici. Intesa Sanpaolo, attraverso Intesa Sanpaolo Innovation Center, ha offerto la propria consulenza effettuando un assessment in tema di circular economy. L’azienda è molto attenta al tema della circolarità, specialmente in termini di catena di valore e recupero materie prime. Tutta l’energia utilizzata proviene da fonti rinnovabili (fotovoltaico e idroelettrico).

“In questa fase in cui la trasformazione digitale e la transizione ambientale rappresentano elementi fondamentali per una crescita sostenibile, le imprese devono continuare ad investire. – ha concluso Renzo Simonato, direttore regionale Intesa Sanpaolo – Nel suo ruolo a sostegno del territorio, Intesa Sanpaolo si impegna ad affiancare le imprese in questo passaggio con un’allocazione responsabile del credito, integrando nella valutazione del merito anche i temi legati ai criteri ESG, che concorrono ad abbassare il rischio aziendale e consentono un migliore accesso al credito.”