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GDF * PRESTAZIONI SOCIALI AGEVOLATE: « PERCEPIVANO INDEBITAMENTE IL REDDITO DI CITTADINANZA, INDIVIDUATI 15 CASI TRA BERGAMO, FROSINONE E PALERMO »

L’intensificazione della lotta all’economia sommersa e al lavoro nero e del controllo economico del territorio a cura dei Reparti territoriali della Guardia di Finanza che operano a Bergamo e provincia hanno consentito di intercettare diversi casi di indebita percezione del cosiddetto Reddito di Cittadinanza.
Dodici le persone scoperte attraverso mirati controlli, nati da specifica attività d’intelligence nel settore della spesa pubblica ma anche scaturiti da situazioni rilevate nel corso delle quotidiane attività di servizio. Si tratta di 7 cittadini di origine italiana e 5 straniera residenti in vari comuni della provincia bergamasca, quali Costa Volpino, Casazza, Sovere, Villongo, Carobbio degli Angeli, Castelli Calepio, Clusone e Castione della Presolana.

Diversi i casi svelati dai Finanzieri, come quello di una donna italiana sorpresa a lavorare in nero nonostante avesse presentato la domanda per ottenere il reddito di cittadinanza o di una signora di origine libanese che nella dichiarazione presentata all’INPS, simulando una separazione dal coniuge, non aveva indicato il reddito del marito di oltre 120mila euro. Ma anche quelli di uomo di origine marocchina che aveva omesso di dichiarare compensi percepiti superiori a 17mila euro e di un cittadino italiano che non aveva indicato nel proprio stato di famiglia alcuni componenti del nucleo familiare titolari di redditi, ne l’affitto incassato per un immobile dato in locazione. E ancora il caso di due donne italiane che riscuotevano il beneficio pur essendo state, nel frattempo, assunte o quello di un uomo, sempre di origine italiana, che non aveva indicato nella domanda lo stipendio del figlio convivente ne il possesso di autovetture, per finire con un cittadino di origine pakistana che riceveva la misura di sostegno nonostante fosse residente e lavorasse da mesi a Londra, come emerso nel corso dei controlli presso l’aeroporto di Orio al Serio.

E’ bene ricordare che il Reddito di Cittadinanza è un beneficio economico riconosciuto ai nuclei familiari in possesso di particolari requisiti di cittadinanza, residenza, soggiorno, reddituali e patrimoniali, che si ottiene presentando all’INPS, telematicamente o presso i centri autorizzati (CAF e Uffici Postali), un’apposita domanda che presuppone una Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) da parte dell’interessato sulla posizione patrimoniale e reddituale dell’intero nucleo familiare.
Ed è sulla veridicità dei dati auto dichiarati dai richiedenti che si sono concentrati i controlli dei Finanzieri, vale a dire su quelle informazioni che non emergono dalle verifiche automatiche del sistema ma che possono essere scoperte solo attraverso l’azione di servizio sul territorio e grazie all’incrocio delle notizie contenute nelle diverse banche dati in uso al Corpo.

Le posizioni irregolari sono state segnalate alla Direzione Provinciale INPS di Bergamo, con la quale esiste un collaudato coordinamento, per l’immediato blocco del beneficio ed il recupero delle somme incassate indebitamente, quantificate in oltre 31mila euro. I responsabili dovranno anche rispondere all’Autorità Giudiziaria, avendo presentato una dichiarazione (DSU) contenente dati falsi, omessi o incompleti al fine di ottenere la specifica misura.
Il Reddito di Cittadinanza rappresenta un sostegno per quanti hanno concretamente bisogno di assistenza, motivo per il quale la Guardia di Finanza è impegnata in prima linea a contrastare fenomeni di indebito accesso allo specifico beneficio, affinché le risorse economiche pubbliche possano essere spese correttamente ed indirizzate ai cittadini onesti, in questo caso, bisognosi di un aiuto da parte dello Stato.

 

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GDF FROSINONE: PERCEPIVANO IL REDDITO DI CITTADINANZA MA NON NE AVEVANO DIRITTO. DENUNCIATE 2 PERSONE.

I finanzieri della Tenenza di Sora hanno concluso due operazioni di servizio in materia di tutela della spesa pubblica nei confronti di due cittadini italiani che, in maniera indebita, percepivano il reddito di cittadinanza.

Le attività investigative che hanno consentito di individuare le due situazioni illecite sono scaturite dai quotidiani servizi di controllo economico del territorio, finalizzati, nei casi di specie, all’osservanza dell’obbligo di emissione dello scontrino fiscale.

In un caso, le Fiamme Gialle sorane, nel corso di un controllo nei confronti di una ditta esercente l’attività di somministrazione di bevande e alimenti in forma itinerante, ma di fatto trasformata in sede fissa, hanno rilevato la presenza di un quarantacinquenne, originario del sorano e genitore del titolare dell’impresa, intento al confezionamento e alla vendita dei prodotti alimentari.

Lo sviluppo degli accertamenti, anche attraverso reiterati sopralluoghi presso l’attività commerciale, consentivano di constatare l’abituale presenza non solo del quarantacinquenne lavoratore, ma anche del proprio coniuge, nell’attività di vendita dei generi alimentari e, soprattutto, di accertare, da parte del medesimo, la percezione del reddito di cittadinanza a partire dal mese di giugno 2019, per un importo complessivo di 3.000 euro, la cui erogazione da parte dell’ente di previdenza era avvenuta in conseguenza della presentazione di false dichiarazioni sulla propria posizione lavorativa.

Nell’altro caso, i finanzieri della città volsca, nel corso di un controllo nei confronti di un venditore ambulante di frutta – un trentenne originario di Pofi (FR) -, rilevavano l’omessa installazione del misuratore fiscale e la mancata emissione dello scontrino fiscale a fronte di una vendita di prodotti, nonché l’esercizio dell’attività commerciale in assenza di autorizzazione amministrativa, con conseguente sequestro amministrativo dei prodotti in vendita.

Gli approfondimenti sulla posizione reddituale del commerciante, peraltro titolare di partita I.V.A. ma inadempiente all’obbligo di presentazione delle dichiarazioni fiscali, consentiva di rilevare vari precedenti di natura fiscale per mancata emissione dello scontrino fiscale, nonché di accertare l’avvenuta percezione, a partire dal mese di ottobre, del reddito di cittadinanza per un importo di 800 euro. Anche in questo caso, la corresponsione del beneficio da parte dell’ente di previdenza era stata determinata dalla presentazione di dichiarazioni false e dall’omessa comunicazione delle informazioni relative alla posizione della propria posizione lavorativa.

Entrambi i percettori di reddito di cittadinanza sono stati denunciati alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cassino per l’indebita percezione del beneficio, avendo fornito in sede di presentazione dell’istanza per l’ottenimento del contributo dichiarazioni false o attestanti cose non vere, violazione prevista dall’art. 7, comma 1, della legge 28 marzo 2019, n. 26.

Specifiche segnalazioni, inoltre, sono state inviate alla sede I.N.P.S. di Frosinone per la decadenza del beneficio e la successiva attività di recupero delle somme di denaro indebitamente percepite.

Le operazioni di servizio condotte dalla Tenenza di Sora valorizzano l’approccio multidisciplinare e trasversale dell’azione sviluppata nelle attività di servizio dalla Guardia di Finanza, che partendo da un controllo economico del territorio, è pervenuta alla constatazione di illeciti nel settore della spesa pubblica, che generano iniquità e minano la coesione sociale.

I cittadini onesti e coloro che hanno concretamente bisogno di assistenza devono sentirsi tutelati dall’attenzione investigativa che la Guardia di Finanza sta rivolgendo a quanti si pongono volontariamente al di fuori delle regole, sottraendo le risorse destinate ai primi.

 

 

 

GUARDIA DI FINANZA DI PARTINICO (PA): INTERVENTO DELLE FIAMME GIALLE IN UN PANIFICIO. SCOPERTI LAVORATORI IN NERO: UNO DI LORO PERCEPIVA IL REDDITO DI CITTADINANZA.

Continuano senza sosta i controlli promossi dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Palermo nell’ambito del piano di potenziamento volto a contrastare il fenomeno del lavoro nero.

Questa volta sono stati i finanzieri della Compagnia di Partinico a scovare i lavoratori irregolari in concomitanza con l’apertura di una verifica fiscale nei confronti di un panificio partinicese. Durante l’intervento sono stati rilevati quattro lavoratori, tutti “in nero”.

Sulla scorta di tali condizioni, oltre alle contestazioni previste dalla normativa in materia di lavoro, le Fiamme Gialle hanno avanzato all’Ispettorato del Lavoro di Palermo la proposta di sospensione temporanea dell’attività commerciale.

I successivi accertamenti eseguiti dai finanzieri nel corso della verifica fiscale, oltre ad accertare ricavi non dichiarati ai fini dell’imposta sul reddito per un importo di oltre 275.000 euro ed un’evasione all’I.V.A. per oltre € 15.000 da parte del soggetto verificato, hanno permesso di rilevare che uno dei quattro lavoratori dipendenti in nero percepiva il “reddito di cittadinanza”.

Per il responsabile, V.O., un trentottenne di Partinico, è scattata così la denuncia per violazione della normativa sul reddito di cittadinanza con conseguente sequestro della carta poste italiane utilizzata per percepire il reddito agevolato. L’uomo rischia ora la reclusione da due a sei anni per il reato di indebita percezione, previsto dal D.L. n. 4/2019 recante “Disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni”, e da due a sette anni per il reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.