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COPPOLA (EUROPA VERDE) – INTERROGAZIONE * COVID – CARRI RACCOLTA MELE: « PERCHÉ I CONTRIBUTI IN VAL DI NON SONO STATI DESTINATI TUTTI AD UN UNICO PRODOTTO? »

I CARRI RACCOLTA FINANZIATI GRAZIE AL COVID. Premesso che:

anche i contadini, certo in misura molto inferiore ad altre categorie lavorative, possono aver risentito della crisi economica dovuta al Covid, e pure dei recenti danni provocati dalle gelate di aprile, non si spiega comunque l’elargizione ad una platea ben precisa di 211 contadini, 185 dei quali residenti in Val di Non, di quasi 2,3 milioni di euro tra la seconda metà del 2020 e la prima metà del 2021, con la causale di misure straordinarie per il contrasto alla diffusione del Covid 19.

Questi ingenti contributi sono stati destinati all’acquisto di carri-raccolta, per i quali la Provincia di Trento aveva precedentemente già versato 12 mila euro ad azienda, pari al 60% della spesa ammissibile, quantificata in 20 mila.

Nella delibera di Giunta del 29 maggio 2020, due settimane dopo il varo della legge “Riparti Trentino”, sono stati infatti applicati i criteri per la concessione dei contributi dedicati al settore dell’agricoltura. Tutto, si presume, e non solo una parte che in effetti è stata privilegiata.

I contributi prevedevano acquisto, noleggio e affitto di attrezzature per la sicurezza sul luogo di lavoro, iniziative per contrastare la diffusione del Covid 19, realizzazione di progetti di digitalizzazione delle imprese agricole, per lo sviluppo del commercio online e la fornitura da remoto dei prodotti, per favorire il lavoro agile.

Nessuna di queste fattispecie fa riferimento all’acquisto di carri-raccolta. Diventati prevalenti nelle richieste di contributo che naturalmente la Giunta avrebbe anche potuto respingere.

Posto che l’agricoltura trentina ha avuto nel 2020 numeri importanti quanto a fatturato, sicuramente per quanto attiene le grandi aziende,

 

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interrogo il presidente della Provincia di Trento per sapere:

1. perché non si è inteso differenziare circa la destinazione di questi contributi, destinandoli tutti ad un unico prodotto: i carri per la raccolta delle mele;

2. perché si è venuti incontro alle richieste di una platea collocata prevalentemente in un unica zona del Trentino, la Val di Non;

3. perché non si sia tenuto conto del parere del Servizio Agricoltura che aveva manifestato dubbi circa la finanziabilità di queste richieste;

4. la ragione per cui, a fronte di tante categorie lavorative messe in ginocchio dalla crisi economica provocata dal Covid 19, si sia deciso di investire cifre così ingenti a favore di un settore che non ne aveva particolarmente risentito e in un ambito già in notevole misura finanziato;

5. perché non si è venuti incontro ad altre necessità legate al mondo agricolo, e in particolare ai piccoli produttori, consentendo un’equa distribuzione dei contributi anche dal punto di vista geografico, oltre che economico, magari a favore dell’incentivazione del biologico, posto che la Val di Non risulta essere tuttora luogo particolarmente florido dal punto di vista produttivo e finanziario. Purtroppo in controtendenza con tutte le raccomandazioni anche europee il Trentino continua a investire sulle mono culture intensive.

 

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Cons. Lucia Coppola

consigliera provinciale/regionale – Gruppo Misto/Europa Verde