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CONSIGLIO PROVINCIALE TRENTO * III COMMISSIONE: « SOSPESO IL DDL OLIVI PER INCENTIVARE LO SCI TRA I GIOVANI »

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15:09 - 21/10/2019

Sospeso il ddl Olivi per incentivare lo sci tra i giovani. Si farà una gruppo di lavoro per scrivere una norma condivisa.

Il ddl Olivi (Pd), su richiesta dello stesso proponente, è stato sospeso oggi in Terza commissione, presieduta da Ivano Job della Lega, perché verrà creato un gruppo di lavoro per arrivare ad una norma che affronti in maniera organica il tema del drastico calo della pratica dello sci da parte dei giovani. Il Ddl, nella prima stesura, prevedeva l’accesso gratuito ai minorenni agli impianti di risalita, ma lo stesso Olivi stamattina ha presentato in commissione un emendamento che conferma, coinvolgendo anche la scuola, l’obiettivo di incentivare gli sport della montagna e lo sci da parte dei giovani, affidando alla Giunta la possibilità di calibrare questo incentivo anche in base a questioni giuridiche e di sostenibilità, introducendo tariffe agevolare per gli skipass che possono arrivare fino alla gratuità. Gratuità, ha ribadito l’esponente Pd, che non è l’obiettivo della proposta: il target principale è quello di mettere nero su bianco una norma condivisa che codifichi il principio che la Pat deve farsi carico di una questione, qual è il calo di interesse delle nuove generazioni per lo sci, molto seria per un territorio come il nostro. Problema che non è solo di soldi e di costi ma soprattutto culturale. L’elemento della gratuità non è, quindi, il fine ultimo ma un mezzo per sollevare un tema che dev’essere affrontato con un impegno pubblico attraverso una norma di legge. Del gruppo di lavoro, oltre ad Olivi e a Job, farà parte l’assessore Failoni, i soggetti ascoltati oggi in commissione e un rappresentante della scuola.

Il Cal: gli skipass gratis non risolvono il problema.

Paride Gianmoena, presidente del Cal, ha detto che i dati sul calo dei giovani nello sci alpino ma anche in quello nordico sono evidenti. Però il Consiglio delle autonome non è d’accordo sulla gratuità, perché, ha detto Gianmoena, ciò che è gratis non ha valore. C’è poi il problema, ha aggiunto, che con la gratuità di sposterebbero sciatori sui grandi caroselli sciistici a scapito dei piccoli impianti. La scuola, invece, potrebbe avere un grande ruolo, imitando il modello delle settimane dello sci alle elementari in Alto Adige – Sudtirol. Infine, per il Cal, la regia deve rimanere nelle mani della Pat perché non si può spostare la gratuità sui gestori con il rischio di creare diseguaglianze tra territori. Job ha ricordato che ci sono già esperienze di convenzioni e contributi nei comuni per la riduzione dei costi dello sci e, su questo, ha chiesto a Gianmoena se realmente poi gli skipass vengono usati dai ragazzi. Il presidente del Cal ha ribadito che la gratuità non funziona anche perché far pagare qualcosa responsabilizza e motiva.
Olivi ha affermato ricordato che in Val d’Aosta, dove gli impianti sono tutti in mano alla Regione, lo skipass è gratis fino a 10 anni (da noi ci si ferma a 8) e fino ai 18 anni costa solo 50 euro. Il consigliere Pd ha ribadito la necessità di ragionare affinché con la regia della Pat perché la Giunta stabilisca le tariffe.
Pietro De Godenz (UpT) ha apprezzato l’intervento di Gianmoena, in particolare il richiamo all’esperienza di Bolzano. Per contrastare il calo di appeal tra i giovani dello sci, secondo l’esponente dell’UpT, serve un progetto globale, magari copiando le buone pratiche come quelle attuate in Provincia di Bolzano. De Godenz ha espresso dubbi sul possibilità che la Pat stabilisca le tariffe degli skipass, sia dal punto di vista giuridico che da quello della libertà di impresa. La carta che va giocata, invece, è quella della diffusione della cultura della montagna nelle scuole.

Anef: le risalite gratuite peserebbero troppo sulle aziende.

La seconda audizione è stata quella di Eduard Martinelli, direttore nazionale dell’Anef, l’associazione nazionale esercenti funiviari, il quale ha detto che c’è condivisione per la promozione tra i giovani della cultura della montagna, ma ci sono questioni di carattere fiscale e giuridico che pongono dubbi sulla gratuità, che andrebbe, tra l’altro, in contrasto con la direttiva Bolkestein che ammette interventi di questo tipo solo per i trasporti pubblici. Inoltre, una gratuità obbligatoria comporta comunque il versamento Iva sugli abbonamenti e le società quindi si troverebbero a far fronte ad una riduzione di fatturato, complessivamente attorno al 10%, al quale si dovrebbe aggiungere il costo dell’Iva. Inoltre, non è pensabile motivare una limitazione della libertà delle imprese con il fatto che il settore, strategico per la nostra economia, ha avuto un sostegno pubblico. Secondo Martinelli ci sarebbe la possibilità che l’ente pubblico rimborsi gli skipass gratuiti ma ci si troverebbe comunque di fronte alla Bolkestein; l’altra strada, più percorribile, sarebbe quella di rapportarsi con gli istituti scolastici per sviluppare un percorso culturale a favore dello sci e della montagna con la partecipazione degli impiantisti, scuole di sci e docenti. Rispondendo a Lucia Coppola (Futura), il direttore di Anef ha detto che in Val d’Aosta si è scelta la strada dello stagionale scontato, ma è una soluzione non percorribile da noi. Lo soluzione, invece, dovrebbe trovata nella scuola con accordi tra società e scuole, come si è fatto il Lombardia. La disponibilità delle aziende a mettersi in gioco su questo, ha concluso, c’è come dimostra, ad esempio, l’esperienza in Trentino del Free ski day, una giornata di accesso alle piste per i minorenni.

Olivi ha detto di apprezzare la posizione Anef e ha ricordato che l’emendamento va nella direzione di un’apertura alle ragioni del settore. Sulla Bolkestein ha aggiunto che qualche spazio c’è ed ha ricordato che i giovani che vanno a sciare sono un investimento per la società destinato a dare frutto anche se, nell’immediato, può esserci dal punto di vista contabile qualche perdita. Il tema della formazione degli sciatori, che avviene spesso su piccoli campi, considerate strutture pubbliche, va a vantaggio anche dei grandi impiantisti.
Pietro De Godenz, condividendo la posizione di Anef, ha detto che al centro va posto il tema della cultura della montagna. Cultura che va diffusa, perché la realtà parla chiaro: i bambini, che sia alpino o nordico e al di là dei costi, non vanno più a sciare. In questo la scuola deve giocare un ruolo fondamentale e si deve creare un obbligo per la diffusione, in generale, della cultura degli sport legati alla montagna. Anche perché l’ esperienza del biglietto gratis, ha concluso, è fallita ovunque.
L’assessore Failoni, non condividendo il tema della gratuità, ha detto che da parte dell’assessorato allo sport e quello all’istruzione si sta affrontando con impegno il rapporto tra scuola e sport che troppo spesso però è drammatico a causa dell’autoreferenzialità della scuola. Sullo sci si stanno mettendo in campo iniziative per avere giornate dedicate agli sport della neve ma, più in generale, ha aggiunto, si deve capire perché i ragazzi fanno sempre meno sport, o smettono a 14 anni come dimostra, drammaticamente, l’indagine realizzata del Coni.

La Fisi: il calo dei giovani sulle piste da sci è pesante.

Per la Fisi è intervenuto il presidente Tiziano Mellarini il quale ha detto che, nonostante gli 8 mila iscritti, il calo dei giovani sciatori è evidente in tutta Italia. La Fisi sta cercando di mettere in campo incentivi, anche con la scuola vista anche l’importanza dello sci per il nostro territorio. Le agevolazioni da parte degli impiantisti, ha ricordato Mellarini, ci sono, gli atleti che fanno parte del Comitato, dai 18 ai 25 anni, hanno accesso gratuito agli impianti. Ma il costo dello sci è elevato e la proposta Olivi di creare un gruppo di lavoro con la Fisi e l’Anef e Maestri di sci può essere utile per trovare una soluzione uniforme sul territorio con ulteriori agevolazioni rivolte al settore giovanile.
Rispondendo a Lorenzo Ossanna (Patt) il presidente ha detto che la Fisi non può dire per principio no alla gratuità egli skipass, anche se per gli agonisti i costi, si arriva a 15 mila euro all’anno, sono alti per altri motivi. Comunque, ha concluso Mellarini, un’azione va fatta per avvicinare i ragazzi allo sci.

I maestri di sci: sempre meno ragazzi ritirano gli skipass scontati.

Per il Collegio dei maestri di sci è intervenuto Mario Panizza affermando che il problema è sempre più grave e lo spirito del ddl è condivisibile, perché l’abbandono dei ragazzi della montagna è generale e non riguarda solo gli sport invernali. Ma il problema va al dì la della gratuità. A Vermiglio, ha ricordato, sugli impianti del Tonale tutti i ragazzi del posto fino a 16 anni sciano gratis da 40 anni. Ma, fino al 2000, il 70% ritirava lo skipass, lo scorso anno questa percentuale si è ridotta al 30%. Quindi, il tema è più vasto. I maestri di sci, ha aggiunto Panizza, hanno dato già in passato la disponibilità ad aprire una discussione, e rispondendo a Olivi, ha detto che il coinvolgimento nelle scuole sulla sicurezza dello sci, sul modello della Val d’Aosta, in base alla disponibilità del dirigente scolastico, c’è da tempo.
Lucia Coppola (Futura) ha sottolineato che evidentemente c’è una disattenzione anche da parte delle famiglie che vanno stimolate e si dovrebbero prevede dei momenti scolastici obbligatori per far conoscere lo sci e la montagna perché la situazione sta diventando emergenziale. Alessio Manica del Pd ha detto che il ddl ha portato in evidenza il tema del disamore dei giovani rispetto allo sci. Interessante sarebbe sapere se questo calo si trova anche in altri sport. Così come sarebbe interessante capire se i nostri giovani hanno una visione della montagna rispetto ai modelli turistici tradizionali. Rimanendo allo sci l’obiettivo del gruppo di lavoro dovrebbe essere quello di arrivare ad una norma omogenea, di sistema per tutto il territorio trentino che ponga la questione sotto la regia pubblica.

Trentino Sviluppo: le piccole società sarebbero le più penalizzate.

Per la Trentino Sviluppo è stato ascoltato il vicepresidente Fulvio Rigotti il quale ha ricordato che il settore è composto da 230 impianti, produce un fatturato di 130 milioni, che muovono, con l’indotto, un miliardo di euro. Ts interviene attualmente in 16 società, rispetto alle 21 del 2014. Rispetto al passato Trentino Sviluppo privilegia, rispetto alle partecipazioni dirette, gli asset, acquistando impianti e bacini di innevamento. Quindi, più proprietà e meno gestione. Rigotti, presentando l’attività di Ts, negli impianti ha ricordato che oggi le partecipate, quasi tutte medio – piccole, rispetto alle perdite di 8 milioni del 2014, hanno i bilanci in pareggio o in utile. Rispondendo a Job ha poi ricordato che la società della Pat ha investito negli impianti più di un centinaio di milioni. Nello specifico della proposta Olivi, il vicepresidente della spa ha detto che sono condivisibili le finalità, ma grosse perplessità ci sono invece sulle modalità di intervento. Prima di tutto la gratuità che porterebbe un calo di fatturato, comporterebbe comunque il pagamento dell’Iva, oneri di controllo sulle tessere gratuite.

Un onere stimato attorno ai 10 milioni di euro, 300 mila euro solo per il Bondone. Un peso che si concentrerebbe sulle stazioni minori, quelle che si occupano dell’avviamento allo sci. Anche Rigotti si è chiesto se davvero operare solo sui costi può essere utile. Le esperienze dicono di no, ha ricordato, anche perché i veri costi dello sci non sono quelli dello skipass. Quindi, per le società se non c’è una compensazione, la norma non sarebbe sostenibile anche dal punto di vista della direttiva Bolkestein. Meglio sarebbe, invece, intervenire su trasporti o le assicurazioni per gli accompagnatori scolastici dei ragazzi per incrementare la sensibilità della scuola nei confronti dello sci. Il vicepresidente di Ts ha detto però che c’è la necessità di una perequazione tra le piccole società che formano i ragazzi e le grandi stazioni di alta quota.
Rispondendo a De Godenz, Rigotti è entrato nello specifico dell’impatto che la skipass gratuito per i minorenni avrebbe sulle società partecipate da Ts: si andrebbe dal 10% al 60% del fatturato. Bolbeno subirebbe un impatto di più 50%, così come la Panarotta e Folgaria dove le piste sono frequentate da tanti bambini. Olivi ha ribadito di essere pienamente cosciente che parlare solo di bilanci non risolve il problema che va affrontato complessivamente.

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LANCIO D'AGENZIA

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