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LANCIO D'AGENZIA

CONSIGLIO PAT * PRIMA COMMISSIONE: « APPROVAZIONE DELLE 22 CANDIDATURE PER I 3 POSTI NEL CDA DI “TRENTINO DIGITALE”, PER CDA FBK NESSUNO DEI TRE AUTO CANDIDATI È RISULTATO AVERE I REQUISITI »

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14.31 - giovedì 21 aprile 2022

Ddl Marini sul Difensore civico. Dalle audizioni valutazioni positive. In Prima commissione, presieduta da Vanessa Masè (La Civica), si sono svolte le audizioni del ddl n. 71/XVI​ di Alex Marini (5 Stelle) che ha l’obiettivo di allargare il campo di intervento del Difensore civico alla sanità e alla tutela dei diritti degli anziani e dei disabili.
La seduta si è però aperta con l’approvazione (4 sì, tre astensioni) delle 22 candidature per i tre posti nel cda di Trentino Digitale. Per il posto nel cda Fbk nessuno dei tre auto candidati è risultato avere i requisiti scientifici richiesti e quindi non sono stati presi in considerazione dalla Commissione. Invece via libera, sempre con 4 sì e tre voti di astensione, a Diego Bettoni dottore in ricerca dell’Istituito di fisica nucleare che è stato proposto dalla Giunta. Si è passati poi alle audizioni sul ddl Marini.

 

Il Difensore civico: per gli interventi sulla sanità serve un supporto tecnico

Il Difensore civico, l’avvocatessa Gianna Morandi ha detto che il ddl mira ad attuare la legge statale del 2017 che prevede che le regioni possano attribuire le facoltà di garante della salute al difensore civico e si basa sulla norma della Regione Toscana la prima, con Bolzano, ad attuare la normativa dello Stato. Ma il difensore civico, ha ricordato l’avvocatessa, è già garante della salute perché la legge Pat dice che può intervenire negli enti nel sistema provinciale che comprende anche l’Apss. Infatti, il Difensore civico si interfaccia quasi quotidianamente con l’Apss. Il problema, ha sottolineato Gianna Morandi, è quello del supporto tecnico sanitario per i casi di malpractice sanitaria che è previsto dalla legge toscana. Va fatta poi una valutazione, ha continuato, su come si innesta la proposta con l’organizzazione dell’Apss nella quale, a differenza di quella toscana, la gestione diretta del risarcimento arriva a 500 mila euro, sopra entrano in campo assicurazioni private sulle quale il difensore civico non può interferire. Nel merito del ddl l’avvocato Gianna Morandi ha rilevato che i livelli essenziali delle prestazioni sono di competenza dello Stato e sulla tutela degli anziani ha affermato di essere contraria alla parcellizzazione delle funzioni del difensore perché, nella realtà, tutte le materie rientrano nella sua competenza.
Marini ha affermato che nella legge sull’handicap il Difensore civico prevede un coordinamento, del quale dovrebbe far parte anche il Difensore civico, che però non è mai stato attivato. Gianna Morandi ha detto di conoscere il problema e ha aggiunto che questi organi andrebbero attuati perché sono importanti. C’è la Commissione mista conciliativa, presieduta dal Difensore civico, che però non ha competenze sulla malpractice sanitaria che potrebbe essere affrontata invece nella Camera conciliativa che però non è operativa. Un problema che Marini ha sollevato più volte in alcune interrogazioni. L’esponente di 5 Stelle ha poi chiesto all’avvocatessa Morandi se sarebbe disposta a partecipare alla Camera conciliativa una volta avviata. Il difensore civico ha detto che l’attivazione e la composizione della Camera conciliativa dipende dalla Giunta e comunque potrebbe entrare a farne parte ma serve sempre un supporto tecnico – sanitario. Marini, infine, ha chiesto se ritiene di avere oggi strumenti sufficienti a disposizione. Gianna Morandi ha risposo che il carico di lavoro è molto aumentato e cambiato con l’emergenza pandemica. Non passa giorno, ha aggiunto, che non ci siano cittadini che di rivolgono all’ufficio perché contestano il green pass o le ordinanze della Giunta o si lamentano nei confronti dell’Apss. La struttura è composta da tre funzionari più il difensore civico e non è sottodimensionata anche se il carico di lavoro è gravoso ma non ci sono pratiche pendenti. Certo, ha concluso, un funzionario in più non farebbe male.

L’esperienza toscana

Vittorio Gasparrini dell’Ufficio della difesa civica della Toscana ha detto che il ddl Marini è molto simile alla legge toscana anche se questa impostazione rimane ancora minoritaria in Italia. La norma della Regione ha limitato il ricorso alla giustizia ordinaria e ha migliorato anche la prassi informativa sanitaria. Gasparrini ha invitato la difesa civica trentina, per gli interventi in campo sanitario, a sottoscrivere convenzioni con Apss terze per la medicina legale. In Toscana, ha aggiunto, le Apss hanno la gestione diretta dei risarcimenti e quindi il Difensore civico può intervenire per favorire l’accordo tra le parti. Rispondendo a Marini ha detto che la difesa civica della Toscana ha una struttura dedicata alla sanità ma la casistica è relativamente bassa anche perché i reclami tecnico professionali spesso non vengono trasmessi dalle Aziende sanitarie e il servizio non è molto conosciuto. In materia sanitaria le pratiche trattate dal 1991 sono state 2628 e ultimamente si affronano una quarantina di casi all’anno. In Trentino, ha aggiunto il dirigente toscano, la situazione dovrebbe essere diversa anche perché la Difesa civica è diffusa nei comuni. Gasparrini, sempre rispondendo a Marini, ha affermato infine che il difensore civico può essere utile anche per i medici e le Aziende sanitarie perché col suo intervento si possono evitare ricorsi giudiziari per motivi futili o errori formali. Su anziani e disabili, ha aggiunto, il Difensore civico interviene su segnalazioni e c’è attenzione su anziani e le difficoltà dell’uso degli strumenti informatici, come lo Spid.

 

L’Azienda sanitaria: bene il ddl, ma attenzione alle sovrapposizioni

Il dottor Gino Gobber dell’Azienda sanitaria, ha affermato che l’Apss si è dotata da una struttura di gestione del rischio che ha il compito di svolgere analisi delle situazioni critiche per arrivare a una valutazione non solo dell’eventuale danno ma anche per evitare il ripetersi degli errori. C’è quindi la necessità di non sovrapporre le attività e ha ricordato che la legge statale Gelli – Bianco prevede già di affidare al difensore civico le competenze in materia sanitaria. Quindi, va capito come le previsioni del ddl Marini intervengono su questa struttura che lavora da anni in Apss. Mentre Gobber ha definito interessante la previsione del ddl di poter accedere a un parere esterno della medicina legale di un’altra Azienda sanitaria. Un secondo parere, ha affermato Gobber, è sempre benvenuto anche perché spesso i contenzioni sono innescati da pareri medico legali non del tutto disinteressati. Molto bene anche la tutela degli anziani, anche se, pure in questo caso, si deve porre attenzione a ciò che c’è già per evitare ridondanze ad esempio con l’amministratore di sostegno. Rispondendo a Marini, Gobber ha detto che la struttura di gestione del rischio prende a modello un’iniziativa della Toscana che venne seguita dal Veneto e ora è diffusa in tutt’Italia. A fronte di qualsiasi segnalazione di evento avverso o danno a un utente viene istituita una pratica di valutazione dell’accaduto da uno staff composto dal medico legale e dall’ufficio legale dell’Apss. Questa struttura ha aggiunto, non nasce da una sorta di autodifesa, ma dal principio del diritto al risarcimento del danno subito dal cittadino. Una gestione del rischio, ha concluso, nata alla fine degli anni ‘90 quando le Aziende sanitarie venivano usate come un bancomat e come risposta alla medicina difensiva. Secondo il medico, la strada principale rimane questa perché crea una cultura improntata alla prevenzione tra il personale sanitario.

 

Gli amministratori di sostegno: un ddl importante

Massimo Zanoni, presidente dell’Associazione degli amministratori di sostegno che operano sempre più con gli anziani ha detto che i supporti previsti dal ddl Marini sono importanti, anche se vanno coordinati con le strutture esistenti. Marini ha chiesto una valutazione da parte di Zanoni sul fatto il tavolo degli amministratori di sostegno previsto dalla legge 4 del 2011. Il presidente dell’Associazione ha detto che il tavolo si riunisce una volta all’anno ed è stato utile per stipulare una serie di accordi, ma si potrebbe fare molto di più.

 

Le associazioni: un ddl che va nella direzione giusta

Marco Groff del Fand, presidente Federazione delle associazioni delle persone con disabilità del Trentino (presente con Marcello Manganiello dell’Associazione degli invalidi civili) ha detto che il Difensore civico deve avere potere e funzioni specifiche e vere nei confronti degli enti pubblici. Paolo Tonelli della Consulta per le politiche sociali ha definito molto importante il ddl Marini perché è importante allargare le competenze del Difensore civico anche perché tra gli anziani e i disabili l’impatto della pandemia è stato pesantissimo in termini di solitudine e isolamento. Sempre il Covid ha aumentato la distanza tra cittadini e burocrazia rendendo sempre più difficile la vita dei cittadini. Per Tonelli concentrare nelle mani dell’ufficio del Difensore una larga parte di tutele va nel verso giusto. Nello specifico del ddl Tonelli ha chiesto un allargamento della partecipazione all’intervento del Difensore, previsto al comma 4 dell’articolo 6, anche all’assistenza domiciliare e al cohousing senza limitarsi alle Rsa. Renzo Dori, presidente della Consulta della salute, ha detto che l’allargamento dello spettro d’intervento del Difensore civico va nella direzione di una maggior tutela dei diritti delle persone che, soprattutto se fragili, si trovano in una situazione di debolezza nei confronti del sistema. Le preoccupazioni, ha aggiunto Dori, riguardano le possibilità di accesso ai servizi di tutela dei diritti di salute particolarmente difficile per le persone sole o disabili. Il ddl è positivo ma, anche per Dori, va posta attenzione al punto 4 dell’articolo 6 che parla di coinvolgimento delle famiglie e di una fitta serie di associazioni. Articolo per il presidente della Consulta troppo dettagliato e che rischia di escludere molti attori del mondo socio – sanitario. Bene il coinvolgimento dell’amministratore di sostegno e nel complesso il parere sul ddl della Consulta è positivo.
Anche Massimo Giordani direttore Upipa ritiene importante il ddl, anche se andrebbero inclusi tutti i servizi per anziani che potrebbero avere bisogno di tutela del Difensore civico, così come sarebbe importante trovare la possibilità di dare maggiore spazio alle consulte o alle associazioni dei parenti degli anziani nelle strutture di assistenza. Infine, ha raccomandato il coordinamento delle previste azioni di formazione e di prestare attenzione anche all’invecchiamento consapevole e non solo quello attivo. Bene, infine, il riferimento alla Carta europea dei diritti e delle responsabilità delle persone anziane.

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