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CONSIGLIO PAT * LAVORI MATTINATA: « ALCUNI CONSIGLIERI -INTRODOTTI DAL PRESIDENTE KASWALDER- SONO INTERVENUTI SUL FEMMINICIDIO CONSUMATOSI IERI A CORTESANO»

Il question time che ha aperto al seconda sessione mensile in aula dopo un dibattito sul femminicidio di ieri.

La seconda sessione mensile del Consiglio provinciale si è aperta stamane con la convocazione urgente dei capigruppo da parte del presidente Kaswalder motivata dall’assenza di molti consiglieri soprattutto di maggioranza e dall’esigenza di decidere, quindi, se e come rispettare il programma prefissato. Al termine si è scelto di iniziare i lavori con l’esame del question time e delle interrogazioni inserite in coda all’ordine del giorno (quelle trasformate da scritte a orali), per valutare poi con un’altra riunione dei capigruppo la possibilità di passare agli altri punti previsti e in particolare alle due comunicazioni della Giunta e con quali modalità. Al rientro in aula alcuni consiglieri, introdotti dal presidente Kaswalder, sono intervenuti sul femminicidio consumatosi ieri a Cortesano. A seguire sono stati discussi i question time. La seduta, che proseguirà anche domani e giovedì, è iniziativa con un momento di silenzio chiesto dal presidente Kaswalder per ricordare sia l’ambasciatore italiano in Congo e il carabiniere da cui era accompagnato trucidati insieme mentre si spostavano in auto nel Paese africano, sia Deborah Sartori, assassinata sempre ieri a Cortesano dall’ex marito.

 

Secondo i consiglieri questo delitto era prevedibile e non doveva accadere. Servono interventi educativi ma anche immediate misure per la sicurezza delle donne.

L’assessora Stefania Segnana ha dedicato a lei un sofferto pensiero “in quanto donna e come assessora alle pari opportunità”. “Questo delitto – ha detto – colpisce anche i bambini della vittima. Troppo spesso – ha proseguitio – di fronte ad un femminicidio si parla di un uomo che amava troppo la donna che ha ucciso. Ma questo non è amore”, ha commentato, “bensì una malsana idea di possesso sulla vita di un’altra persona. Occorre allora – per Segnana – che la pubblica amministrazione aiuti preventivamente queste donne a staccarsi dai loro partner violenti e pericolosi e dare ad esse la possibilità di una vita migliore e sicura. Di fronte a questo femminicidio – ha concluso l’assessora – alla comunità trentina resterà sempre l’impressione di non aver fatto abbastanza. Ecco perché le autorità istituzionali devono impegnarsi a mettere in campo tutte le azioni necessarie a tutela di queste donne con l’obiettivo di aiutarle e di sostenere anche i bambini rimasti senza la madre”.

La capogruppo del Pd Sara Ferrari ha ricordato che il Consiglio ha approvato di recente un ddl per la prevenzione di queste tragedie, prevenzione che si realizza intervenendo sul contesto culturale in cui siamo inseriti. Serve un rinnovato impegno a formare alle corrette relazioni uomo-donna in tutto il sistema formativo e occorre ora una rapida attuazione di questo impegno.

Ugo Rossi, capogruppo del Patt, ha aggiunto “una considerazione da maschio”, affermando che questo non è un tema di cui debbono parlare solo le donne ma l’intera società. I numeri di questo fenomeno sono straordinariamente alti e bisogna quindi affrontare il problema non solo con le armi della cultura e della formazione, ma con strumenti adeguati per garantire la sicurezza delle persone. Non è possibile – ha osservato – che di fronte a ripetuti episodi di violenza come questi non vengano adottati strumenti per tutelare queste donne. Occorre chiedere alle istituzioni preposte di adottare provvedimenti in chiave preventiva. Ma qui la prevenzione si fa sia con la repressione sia con l’accompagnamento coatto di uomini come questo.

Lucia Coppola (Misto) ha ringraziato l’assessora Segnana per aver sottolineato la gravità dell’accaduto. “A volte – ha detto – la sottovalutazione di certi comportamenti è pericolosa. E da questo deriva la necessità di non limitarsi ad ammonire i maschi maltrattanti, che andrebbero obbligarli a seguire una fase rieducativa della loro personalità perché ritrovino la capacità di una relazione corretta con le compagne e i figli. “Non si può leggere che quest’uomo amava tanto suo figlio – ha protestato Coppola – quando è arrivato a privarlo della madre che era mamma anche di altri tre minori. Figli che sono le altre “vittime” di questo femminicidio, perché avranno bisogno di sostegno umano ed economico per poter crescere senza la loro mamma. Serve quindi – ha concluso – un’attenzione specifica della Provincia verso questi minori.

Paolo Zanella (Futura) si è detto convinto che a fronte di una denuncia e laddove un uomo è agli arresti domiciliari non può accadere che vada dall’ex moglie e la uccida. Evidentemente c’è ancora molto da fare, perché quel che è successo ieri non doveva succedere. La legge deve permettere alla donna di liberarsi dell’uomo maltrattante e di rifarsi una vita. Poi sta alla giustizia e alle forze dell’ordine garantire la tutela di queste donne. Occorre però agire anche a monte di queste tragedie crescendo nelle famiglie e nelle scuole bambini e ragazzi consapevoli che le relazioni tra i generi devono essere paritarie, sapendo che gli uomini non valgono più delle donne. Occorre stoppare questa cultura malata e machista che induce a credere all’idea che l’altro sia un tuo possesso.

Vanessa Masè (La Civica) ha osservato che “nessuna di noi donne può dire di sentirsi al sicuro. Quel che è accaduto dimostra che anche dopo la denuncia possono accadere queste cose. Giusto, allora, che i maschi dicano no a delitti come questi unendosi alle donne. La loro presa di coscienza è fondamentale, altrimenti non andremo da nessuna parte. Occorre lavorare sul “prima” per impedire che le mani degli uomini si alzino sulle donne. E bisogna mettere anche i bambini al riparo da simili violenze anche nel futuro..

Mara Dalzocchio (Lega) ha espresso dolore per questo che ha definito un “femminicidio annunciato”. A suo avviso le legge attuali non sono sufficienti: servono norme che permettano alla magistratura di agire subito. Il percorso culturale è giusto ma troppo lungo perché in attesa di vedere i risultati della formazione “chissà quante donne dovranno subire queste bestialità. Aiutiamo le donne come possiamo dal punto di vista economico. Ma servono soprattutto leggi che le proteggano da subito”.

Filippo Degasperi (Onda Civica) ha richiamato al “coraggio di riconoscere che la responsabilità di quanto accaduto non sta nella mancanza di percorsi educativi e di attività formativa a monte, perché in questo caso ha fallito l’apparato dedicato alla vigilanza e alla repressione”. Gli aspetti educativi sono importanti ma appartengono al prima, ha sottolineato. “Ma al punto in cui era arrivata questa vicenda, la palla era passata ad altri, perché il rischio che finisse in questo modo era già scritto nelle tappe precedenti e non si può parlare di sorpresa dal momento che a quest’uomo era permesso di andare a lavorare vicino alla residenza della ex moglie”. Per Degasperi il Consiglio provinciale ha sbagliato a bocciare la proposta di rifinanziare i percorsi antiviolenza che avevano prodotto buoni risultati.

Alex Marini (Misto) ha ricordato che il ddl da poco discusso in aula era stato occasione per notare la crescita dei femminicidi Italia negli ultimi due anni. “La Provincia non ha strumenti per proteggere queste donne – ha osservato Marini – ma ha le competenze per portare avanti politiche sociali e campagne di sensibilizzazione, di educazione dell’emotività sul problema della violenza di genere. Certo queste iniziative non ridurranno i femminicidi nel breve, ma nel medio e lungo periodo sì.

 

Il question time.Paola Demagri (Patt): Poliambulatorio di Malè: perché la chiusura?
La consigliera chiede alla Giunta di conoscere le motivazioni che hanno spinto alla chiusura del Poliambulatorio di Malè, che ha sempre garantito un servizio di eccellenza attraverso l’erogazione di importanti prestazioni, sopratutto a favore di cittadini con disabilità fisica e psichica ai quali era riservata una giornata dedicata a trattamenti odontoiatrici. In generale, aggiunge la consigliera, sembra di notare il venir meno nella Giunta della volontà di mantenere i servizi sanitari in forma capillare nelle valli e ha espresso il timore che a questa seguano altre chiusure.
La risposta. L’assessora Segnana ha risposto che nel Poliambultaorio era attivo un medico specialista e un igienista dentale e il servizio è stato momentaneamente sospeso perché dal primo di settembre il medico ha rassegnato le dimissioni e contestualmente è andata in pensione un’infermiera. Per far fronte alla situazione è stato potenziato il servizio presso l’ambulatorio di Cles con attrezzature certamente meno obsolete e più sicure e con la presa in carico di circa 24 pazienti al mese. Proseguono comunque i servizi di igiene dentale per due giorni in settimana e a Pellizzano l’attività di uno studio convenzionato con l’Azienda sanitaria. Resta la ferma volontà della Giunta, ha concluso Segnana, di garantire servizi di prossimità e il poliambulatorio di Malè non sarà interessato da chiusura, anzi l’attività sarà ripresa non appena le condizioni lo consentiranno.
La replica. Demagri ha ringraziato Segnana per la volontà di mantenere l’attività del Poliambuatorio. Tuttavia, ha aggiunto, l’assessora sappia che l’infermiera è stata già sostituita e ci sono colleghi medici disponibili a prendere servizio.

Lorenzo Ossanna (Patt). Rotatoria Dermulo: a quando l’inizio?
Premettendo le gravi problematicità della rotatoria di Dermulo, nodo viario che presenta svolte pericolose, sprovvisto di parcheggi organizzati e di attraversamenti pedonali sicuri, il consigliere del Patt chiede alla Giunta se il lavoro di riorganizzazione viaria dell’area sia entrato nella programmazione provinciale e con quale cronoprogramma.
La risposta. Il presidente Fugatti ha chiarito che la Pat negli anni scorsi ha elaborato ben 13 soluzioni, ma sono state tutte scartate. Quello che si può fare, a nostro avviso, ha proseguito, è una rotatoria a raso con 98 parcheggi e la riorganizzazione e razionalizzazione di percorsi pedonali, opere che ammontano complessivamente a circa 4 milioni di euro. Questa soluzione fu condivisa ampiamente con i comuni e con i privati. Attualmente l’opera non è finanziata , né inserita in programmazione, in attesa di nuovi confronti con le amministrazioni sull’ipotesi progettuale. L’interlocuzione è dunque ancora in corso.
La replica. Ossanna ha ringraziato per la risposta che soddisfa solo parzialmente, visto che il problema non pare essere di immediata risoluzione. Effettivamente ricordo le interlocuzioni, speriamo che si arrivi presto ad una soluzione, ha concluso il consigliere del Patt.

Claudio Cia (Fratelli d’Italia). Prolungamento anno scolastico: la Giunta intende effettuare un verifica preventiva?
In relazione alla discussione in atto circa il prolungamento dell’anno scolastico in corso per effetto della pandemia da Covid 19, pur condividendo l’importanza della corretta valutazione riferita al raggiungimento degli obiettivi didattici e formativi dei diversi cicli, il consigliere Cia interroga la Giunta per sapere se, prima dì adottare misure di allungamento, intenda effettuare una preventiva e puntale verifica delle situazioni in ogni singola scuola per garantire un rafforzamento ove necessario e nel contempo evitarlo laddove l’attività si è svolta nella normalità.
La risposta. L’assessore Mirko Bisesti ha osservato che il tema è al centro del dibattito, non solo locale, ma anche nazionale. Il sistema trentino ad oggi ha retto, ha detto, a parte le ripercussioni che si sono registrate per le superiori, sulle quali stiamo facendo dei ragionamenti e sulle quali ci stiamo confrontando. Forse però per la secondaria di secondo grado servirà un aiuto e un recupero in più, non standardizzato per tutti, ma commisurato sui bisogni.
La replica. Importante la continuità nella scuola, ha replicato Cia, che ha riconosciuto all’assessore Bisesti il merito e il coraggio della gestione e della programmazione di questo delicato tema. Ha infine ringraziato tutto il mondo scolastico per aver svolto un lavoro non certo semplice, garantendo la formazione in sicurezza e una prevenzione capace di tutelare studenti ed insegnanti.

Michele Dallapiccola (Patt). Smaltimento carcasse Federazione Allevatori: è vero che si intende eliminare i finanziamenti?
Il consigliere del Patt interroga la Giunta per sapere se sia fondata la grande preoccupazione del mondo zootecnico circa l’intenzione di ridurre o addirittura eliminare i finanziamenti alla federazione allevatori per l’attività di smaltimento delle carcasse.
La risposta. Il presidente Fugatti ha confermato che è stata valutata l’ipotesi di sospendere l’intervento finanziario della Patt per l’attività di smaltimento delle carcasse, da compensare con l’attivazione di una polizza in parte coperta da finanze pubbliche A fronte però della necessità di approfondire diversi aspetti anche tecnici sulle modalità di far rientrare la fattispecie in una polizza assicurativa, si è orientati a fare decorrere le nuove modalità dal gennaio 2022.
La replica. Dallapiccola si è dichiarato insoddisfatto dalla risposta.

Alessio Manica (PD). Variante al progetto Palazzo Congressi e teatro Riva del Garda. Quali sarebbero i costi aggiuntivi?
Per ridurne l’impatto ambientale, pare che l’amministrazione comunale di Riva del Garda intenda modificare il progetto del nuovo Palazzo Congressi e teatro di Riva del Garda, appaltato nella scorsa estate ed i cui lavori di realizzazione sono iniziati da alcuni mesi. Cambiare ora comporta inevitabilmente dei costi che dovranno ricadere sulla società proprietaria dell’immobile, la Lido di Riva del Garda Immobiliare S.p.A, su Trentino sviluppo spa, coinvolgendo anche Patrimonio del Trentino spa. Alla luce di queste premesse, il consigliere chiede al Presidente della Provincia quali siano le posizioni di Trentino sviluppo e di Patrimonio del Trentino e se sia stata fatta una stima, ancorché di massima, dei maggiori costi progettuali e di realizzazione dell’eventuale variante.
La risposta. L’assessore Achille Spinelli ha premesso che in ottobre sono iniziati i lavori di ampliamento, con Patrimonio del Trentino e Lido Riva del Garda spA come committenti. Successivamente, come ricordato dall’interrogante, la neo insediata amministrazione ha manifestato l’intenzione di modificare il progetto. Ad oggi però non c’è ancora alcuna richiesta di modifica formale e dunque non si possono nemmeno sommariamente quantificare i maggiori costi. Inoltre, in quanto connessi alla permuta, i costi dovranno essere approvati dalla stessa Lido Riva del Garda SpA. A questo si aggiunge il fatto che la Patrimonio del Trentino Spa è tenuta necessariamente a proseguire i lavori, nel rispetto delle previsioni progettuali.
La replica. Manica ha replicato ringraziando per la completa e chiara risposta: nessuna iniziativa formale di variante in corso d’opera, dunque. Terremo comunque il tema attenzionato, ha concluso, perché l’aspetto è molto delicato, dal momento che questa non è solo una partita di Riva del Garda, ma riguarda un’offerta culturale di sistema che coinvolge l’intero territorio nella sua complessità.

Filippo Degasperi (Onda Civica): Appa e autorizzazioni: quali controlli nel 2020?
Il consigliere ha chiesto quanti e quali controlli comprensivi di campionamento sono stati effettuati dall’Appa nel 2020 presso i siti produttivi come l’acciaieria di Borgo e presso gli impianti chimico-farmaceutici, gli impianti per il trattamento dei rifiuti, le discariche, ecc.) che operano in regime di Aia (Autorizzazione integrata ambientale) e quando si intende procedere alla pubblicazione delle relazioni finali.
La risposta. L’assessore Tonina ha precisato che durante il 2020 l’attività di Appa si è fermata a causa del lockdown. In tale contesto, nei primi mesi del 2020 gli ispettori hanno fatto opere di ispezione in merito al contrasto dell’epidemia, con una normalizzazione dell’attività in estate e un nuovo rallentamento a fine 2020. Tuttavia, nell’anno 2020, sono proseguite le attività di controllo e sono iniziate anche verifiche ordinarie e straordinarie, in particolare con visite ispettive a 6 aziende. Le relazioni di ispezione saranno pubblicate appena completate. In particolare, per l’impianto dell’acciaieria di Borgo al relazione conclusiva risale a fine dicembre 2020.
La replica. La scusa del Covid è sempre utile, ha replicato Degasperi, che ha obiettato che le aziende erano aperte e hanno continuato ad operare anche durante il lockdown. Confido sul fatto che vengano pubblicate le relazioni, mentre quella dell’acciaieria pubblicata a fine 2020 fa riferimento a campioni del 2019: una scelta poco giustificabile ad avviso di Degasperi che ha espresso il timore che questa situazione sia conseguenza della riorganizzazione avvenuta nel maggio del 2020.

Pietro De Godenz (UpT): molto urgenti i sussidi della Patt ai lavoratori stagionali
Il consigliere chiedeva i tempi e le modalità con cui la Giunta intende attivare i sussidi a sostegno da destinare oltre agli aiuti statali ai lavoratori stagionali e alle loro famiglie, preannunciati nei giorni scorsi dall’assessore Spinelli (tra i 150 e i 950 euro mensili a persona in base a criteri in via di definizione) da mettere in campo con estrema urgenza considerata la grave situazione economica causata dall’assenza di reddito che si protrae da mesi dovuta alla mancata apertura degli impianti.
La risposta. L‘assessore Spinelli ha definito di estrema attualità l’argomento, citando un intervento disdicevole dei sindacati sul tema che accusa la Giunta di inettitudine. Ha ribadito che il lavoro è stato lungo e meditato a sostegno di queste categorie, cercando di coinvolgere imprenditori e sindacati e i rallentamenti che eventualmente ci sono stati, sono da iscrivere proprio a sindacati, che continuano con una monotona vecchia liturgia lontana dalla realtà, ha concluso. Quanto ai contenuti dell’interrogazione, Spinelli ha detto che la Giunta è intervenuta a sostegno dei lavoratori, rivedendo i criteri di attualizzazione dell’assegno unico per gli stagionali rimasti senza lavoro, elevando da 0,16 a 0,18 l’indicatore Icef per accedere al sostegno al reddito, approvando una delibera che ha modificato i criteri di accesso alla quota di assegno unico per tenere conto del peggioramento della condizione economica attuale, calcolato secondo la composizione del nucleo famigliare, oltre che dell’indicatore Icef come modificato. Infine, le domande potranno essere presentate a partire dal 15 marzo e a partire da aprile sarà erogato l’assegno per 3 mensilità.
La replica. Degodenz ha ringraziato l’assessore è si è dichiarato soddisfatto per gli impegni assunti dalla Giunta sull’argomento.

Paolo Zanella (Futura): per il grande elettrodotto Borgo-Lavis serve interramento
Il consigliere ha chiesto quando avverrà l’incontro preannunciato dall’assessore Tonina con Terna spa e se intende sostenere la soluzione dell’interramento dell’elettrodotto Borgo-Lavis di cui è previsto lo spostamento con il contestuale aumento in classe di tensione da 220 a 380kw e conseguente incremento di altezze (che potranno superare i 50 metri) e supporti (larghezza di 10 metri alla base).
La risposta. L’assessore Tonina ha confermato che è in essere l’interlocuzione con Terna, anche se è difficile si possa arrivare a considerare l’interramento dell’elettrodotto sollecitato dagli interessati. L’assessore ha chiarito che fin dal 2006, a seguito dell’accordo di programma quadro fra Pat e Terna finalizzato alla razionalizzazione delle reti, è stato costituito un tavolo di confronto permanente che si terrà presumibilmente anche nelle prossime settimane. Il protocollo d’intesa del febbraio 2010 è uno degli esiti del tavolo, che ha deciso la razionalizzazione delle linee elettriche nelle aree di interesse con il rifacimento delle linee a 132kw tra Trento e Pergine, la realizzazione della cabina primaria a Cirè, il rifacimento ed interramento delle linee esistenti da 60 a 132 kw, la nuova linea aerea e la dismissione di vecchie linee a Trento nord ecc. Circa l’interramento tra Pergine e Civezzano i intende provvedere come da accordo del 2010 nel rispetto delle prescrizioni introdotte con la valutazione d’impatto ambientale del 2017.
La replica. Una risposta per Zanella non del tutto soddisfacente.

Giorgio Leonardi (FI): impatto psicologico pandemia e interventi di supporto
Il consigliere ha chiesto alla Giunta se e quali azioni abbia intrapreso e preveda di intraprendere a supporto della salute psicologica e mentale della popolazione messa a dura prova dalla pandemia e dalle restrizioni che ne sono conseguite.
La risposta. L’assessora Segnana ha risposto che la Giunta ha già intrapreso azioni di sostegno psicologico a livello organizzativo con un processo di innovazione che ha previsto incontri di supporto a distanza e una riorganizzazione del personale. Al momento si riesce a far fronte alle richieste con modalità mista. Molta dell’attività ordinaria è stata convertita con attività di supporto Covid, estesa anche ai pazienti Covid e famigliari. Il nucleo ha dato risposta a tutte le richieste con il supporto di 17 psicologi. Alle richieste è stata data risposta in 24 ore e sono state costruite 4 griglie adattate al contesto. Nell’emergenza l’offerta di supporto è stata offerta anche a 43 pazienti Covid positivi e famigliari per sofferenze legate a vissuti di solitudine, lutti e sindromi post traumatiche. Il nucleo di supporto ha attivato un indirizzo mail dedicato con raccolta di testimonianze analizzate da un gruppo di esperti e si sta realizzando la pubblicazione di un volume. L’attività del nucleo è ripresa anche nella seconda ondata, pur con le dovute differenze. La salute mentale segue e promuove servizi di prossimità, una scelta vincente nel contenimento del virus e per la garanzia della continuità della cure. Infine nelle direttive rsa 2021 è stato previsto nei parametri assistenziali il supporto psicologico.
La replica. Problematiche non di facile soluzione, ha commentato Leonardi, anche se le complesse e variegate iniziative intraprese ci auguriamo possano contribuire a sostenere chi ne soffre.

Alex Marini (5 Stelle). Troppo consumo di suolo: cosa intende fare la Giunta?
L’edizione 2020 del Rapporto sulle dinamiche di urbanizzazione e sul consumo di suolo in Trentino evidenzia come nel 2019 il consumo di suolo nella nostra Provincia sia quantificabile in 53 ettari di territorio soggetto a fenomeni di artificializzazione e il dato trentino risulta uno dei peggiori tra quelli fatti registrare dalle regioni dell’arco alpino. Partendo da queste considerazioni e dal trend che sembra confermarsi in forte incremento, Marini chiede alla Giunta cosa intenda fare per contenere il fenomeno.
La risposta. L’assessore Tonina ha ricordato che il problema è frutto di scelte adottate in passato ma le cose stanno cambiando a seguito di politiche oggi più attente al consumo del suolo. Tonina ha aggiunto che la legge provinciale 15 del 2015 sull’urbanistica ha rivisto l’approccio a questo tema intervenendo sugli strumenti di pianificazione che ora limitano nuove previsioni insediative e incentivano il recupero del patrimonio edilizio esistente. Sono stati anche ridotti i contributi pubblici per nuove costruzioni. La Giunta attuale ha messo in atto anche altri incentivi per il recupero dell’esistente e questo ha ridotto il numero delle nuove costruzioni e il consumo di suolo sul territorio. La programmazione prevede infatti 67 ettari in meno per costruzioni civili e una riduzione di 212 ettari per le aree a destinazione commerciale, alberghiera e sportiva, mentre per agricoltura vi è un aumento di 1.164 ettari. Tonina ha concluso evidenziando che per attuare la legge 15 del 2015 la Giunta intende prestare molta attenzione al problema del consumo del suolo e che la pianificazione orientata alla sostenibilità sarà lo strumento principe utilizzato a questo scopo.
La replica. Marini ha precisato che non era sua intenzione accusare la Giunta, ma ha aggiunto che dall’andamento del fenomeno emerge comunque l’insufficienza della legislazione del Trentino nel perseguire l’obiettivo di un minor consumo di suolo. Il riferimento per Marini è alla legge provinciale sull’urbanistica che consente ancora nuovi insediamenti ad esempio a scopo residenziale lasciando sempre una porta aperta alle nuove costruzioni. L’altro problema è che se la legislazione non permette alle amministrazioni locali di limitare autonomamente la realizzazione di qualsiasi nuovo edificio, a prevalere alla fine sono gli interessi privati di chi vuole costruire.

Lucia Coppola (Misto). Riconoscere il lavoro dei sanitari nell’emergenza Covid.
Riconoscendo il grande lavoro svolto e che stanno costantemente svolgendo i sanitari, che quotidianamente offrono preziose cure e assistenza ai malati di Covid, senza lasciare indietro gli altri pazienti, la consigliera Coppola ha evidenziato che gli infermieri sono stati la categoria più esposta, considerato il loro maggior contatto con i pazienti. Sottodimensionata e non retribuita adeguatamente in base alle loro competenze e responsabilità, questa categoria chiede nuove assunzioni, un adeguamento degli stipendi, la possibilità dopo i 55 anni di età di un esonero volontario dal lavoro notturno e che per la somministrazione di terapie particolarmente delicate si applichi la tecnica del doppio controllo. In ragione di queste premesse, la consigliera interroga la Giunta per conoscere come intenda affrontare le richieste e con che tempistica.
La risposta. L’assessora Segnana ha segnalato che con due delibere del 2020 la Giunta provinciale ha definito le modalità per riconoscere economicamente l’impegno profuso dal personale impegnato nell’emergenza Covid, destinando a questi operatori 15 milioni di euro, in primis per quelli del comparto sanitario. E ha aggiunto che nel settore per gli anni 2020 e 20121 sono previste complessivamente 254 nuove assunzioni. Circa infine le altre richieste relative agli esoneri, Segnana ha precisato che si tratta di materia contrattuale da discutere in sede Apran.

Vanessa Masè (Civica). Ristori per mancata apertura impianti: a che punto siamo?
Con 48 ore di preavviso e il passaggio inaspettato in zona arancione, la notizia della mancata apertura degli impianti da sci è stata per tutti un colpo durissimo, sopratutto perché il “nessun preavviso” ha completamente spiazzato operatori e lavoratori provocando inevitabili gravissimi danni al comparto. Tutto ciò premesso la consigliera interroga la Giunta perché fornisca un aggiornamento del quadro delle interlocuzioni con il Governo centrale e per sapere se vi siano canali ulteriori percorribili oltre a quelli in seno alla Conferenza Stato-Regioni per liberare i fondi per i ristori alle aziende del settore e ai lavoratori interessati.
La risposta. Il presidente Fugatti ha risposto che sabato scorso si è tenuta la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome che ha formulato alcune proposte per orientare il nuovo Governo nelle prime disposizioni che si appresta ad adottare. In particolare i governatori hanno evidenziato la necessità di rivedere la tempistica per l’adozione dei provvedimenti di classificazione delle zone e delle relative ordinanze, per garantire certezza sulle misure che incidono sulle attività economiche e sulla vita dei cittadini. Hanno inoltre sottolineato l’esigenza di procedere ad una revisione dei parametri e del sistema delle zone nel senso della semplificazione, per coniugare le misure di sicurezza sanitaria con la ripresa economica e con le attività culturali e sociali del Paese. Ancora, è stata messa in evidenzia la necessità che nei provvedimenti che introducono restrizioni per il Paese e restrizioni particolari per i singoli territori vengano attivati gli indennizzi e la salvaguardia delle responsabilità, garantendo la contestualità a prescindere da chi adotta il provvedimento. Al riguarda è stata segnalata l’opportunità di ampliare la cambina di regia ai ministri dello sviluppo economico, dell’economia e degli affari regionali per dosare gli impatti delle decisioni sui cittadini e le imprese. Fugatti ha aggiunto che la Giunta si è attivata presso il ministero del turismo per rappresentare la situazione di forte disagio e difficoltà degli operatori di tutto il comparto. Sono state sottoposte al ministro delle analisi di stima economica relativa all’attuale stagione turistica invernale, invitando Massimo Garavaglia a fornire un sollecito riscontro e dando la più ampia disponibilità a fornirgli tutti i chiarimenti necessari. Il presidente della Giunta ha concluso annunciando che ieri il ministro del turismo ha comunicato alla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome la sua disponibilità a partecipare domani alle 14.30 all’incontro in videoconferenza per avviare un confronto sui problemi del settore turistico.
La replica. Masè ha detto, alla luce della risposta di Fugatti, di notare un cambio di passo da parte del nuovo governo rispetto al precedente sulla questione da lei sollevata e ha ribadito la necessità di intervenire tempestivamente a sostegno degli operatori del settore turistico perché ora il problema cruciale è l’urgenza dei sostegni economici.

Sara Ferrari (PD). Risoluzione sulla gestione del Covid nelle scuole: quali punti sono rimasti inattuati e perché?
La consigliera ha chiesto alla Giunta di dar conto degli impegni non mantenuti legati alla risoluzione 24 del 19 novembre 2020, che affrontava il tema della gestione dell’epidemiologia nelle scuole trentine, impegnandosi a rafforzare il percorso di gestione dei casi Covid-19 esclusivo e distinto per il settore scolastico, offrendo al personale la possibilità di uno screening periodico, attraverso tamponi antigenici, potenziando la fornitura di dispositivi di alta protezione e di device per gli studenti, sostenendo gli istituti nell’assicurare la didattica digitale integrata, promuovendo l’offerta formativa laboratoriale, supportando gli istituti nell’adesione al protocollo per dare supporto psicologico alle scuole con fondi europei.
La risposta. L’assessore Bisesti ha precisato che gli screening sono di stretta competenza dell’azienda sanitaria. E che l’Apss ha scelto un approccio mirato intervenendo sulle fasce più deboli con screening tampone su personale scolastico e studenti in situazioni problematiche (focolai). Inoltre sono sono state potenziate le forniture dei dpi in particolare alle scuole dell’infanzia alle quali, per le situazioni più critiche, sono state consegnate mascherine ffp2 per il personale. Terzo: i device agli studenti per la didattica a distanza integrata sono stati forniti in comodato d’uso agli insieme alle piattaforme digitali per la connessione. Per questo fin dalla primavera scorsa sono state finanziate le scuole provinciali e paritarie con 940.000 euro. Inoltre le istituzioni sono state autorizzate ad erogare appositi finanziamenti a questo scopo e le scuole primarie hanno potuto beneficiare di device forniti dalla fondazione Caritro. Nell’ultimo bilancio di previsione, poi, sono stati stanziati 3 milioni di euro per coprire anche i costi per la didattica a distanza anche per gli studenti con Bes. Altri stanziamenti sono stati effettuati per 867.000 euro e 2 mesi fa per altri 860.000 euro, di cui 90.000 per il finanziamento straordinario di due scuole. Quindi, ha concluso l’assessore, gli interventi della Provincia hanno risposto efficacemente alle esigenze di famiglie e studenti, tanto che le domande pervenute risultano inferiori al budget messo a disposizione della Provincia (6.437.000 euro). Non avendo più tempo a disposizione in base al regolamento, Bisesti non ha potuto completare come avrebbe voluto la lettura delle risposte alle domande della consigliera.
La replica. Ferrari ha preso atto delle cifre fornite dall’assessore che dimostrano come la Giunta alla fine sia intervenuta in modo positivo anche se lentamente, “come un diesel”, per fornire agli studenti i mezzi per accedere alla didattica digitale integrata. Se le segnalazione di bisogno sono state tutte soddisfatte, questa è una buona notizia. Ferrari si è riservata di valutare le risposte che l’assessore non ha potuto leggere.

Luca Zeni (PD). Ruoli dirigenziali non assegnati nel comparto sanità
In una fase complessa come quella odierna occorre la massima attenzione a non lasciare scoperti i ruoli apicali nella macchina organizzativa del sistema sanitario, da cui dipendono scelte e persone, riducendo il più possibile affidamenti “ad interim” a dirigenti che già ricoprono altri incarichi. A fronte di ciò Zeni ha chiesto l’elenco dettagliato dei posti dirigenziali non assegnati in via definitiva e completa, sia per quanto attiene il comparto amministrativo dell’assessorato sia dell’Azienda sanitaria sia per quanto riguarda i primariati ospedalieri e altre realtà connesse.
La risposta. L’assessora Segnana ha spiegato che per quanto riguarda il suo assessorato l’incarico è affidato temporaneamente al dirigente generale del dipartimento. Il dottor Ferro è stato nominato direttore ad interim nel dipartimento prevenzione. Non risultano poi coperte 18 unità operative dirigenziali e altre 8 sono vacanti.
La replica. Zeni ha osservato la dirigenza della prevenzione in fase di pandemia richiederebbe di essere coperta in modo stabile. E ha aggiunto che 18 primari ancora da nominare sono davvero tanti, anche perché alcuni mancano da quasi due anni, come nel caso di ortopedia a Trento, che è molto grande. Si creano per questo dei disagi perché a chi deve lavorare in questi settori manca un riferimento: dalle persone dipendono infatti sia l’operatività che gli esiti. Anche per quanto riguarda la facoltà di medicina, è probabile che altre facoltà esterne si attendano di essere coinvolte nei primariati. Ecco allora che la facoltà di medicina a Trento può diventare un rischio se non gestita in modo adeguato. Occorre allora coprire al più presto i ruoli previsti per garantire al sistema sanitario una operatività che specie in questa fase è particolarmente importante.

Roberto Paccher (Lega): SS47 della Valsugana e interventi di sistemazione asfalto.
Paccher ha chiesto se la Giunta sia al corrente della necessità di effettuare interventi di sistemazione e manutenzione del manto stradale della SS47 della Valsugana e, in caso affermativo, in che tempi e con quali modalità i Servizi competenti della Pat intendono procedere.
La risposta. Il presidente Fugatti ha informato che il servizio gestione strade eseguirà nel tratto indicato della statale della Valsugana adeguati interventi già finanziati per il ripristino della pavimentazione bituminosa.

Ugo Rossi (Patt): un budget per gli indennizzi all’economia turistica del Trentino.
Rossi ha chiesto alla Giunta se non ritenga opportuno verificare la possibilità di ottenere da Roma un budget, di entità da determinare con parametri nazionali, da utilizzare in forma libera da vincoli per essere erogato con specifici criteri “trentini”, in modo da individuare le modalità più rispondenti al tessuto dell’economia turistica locale disastrata quest’inverno dagli effetti della pandemia, criteri che meglio si accompagnino ad eventuali integrazioni derivanti da risorse proprie del bilancio della Provincia.
La risposta. L’assessore Failoni ha ricordato la proposta del Trentino approvata all’unanimità dalle altre regioni per chiedere al governo, sulla base di indicatori precisi, che i finanziamenti per le aziende e i lavoratori trentini arrivino direttamente alla Provincia in modo da garantire aiuti a tutte le aziende del nostro territorio. Domani alle 14.30 si svolgerà l’incontro in videoconferenza con il ministro del turismo Garavaglia e le richieste del Trentino andranno nella direzione chiesta da Rossi. Il governo precedente non aveva mai risposto a queste richieste e il ministro del turismo era inesistente. Il che dimostrava una mancanza di rispetto nei confronti della montagna. Ora – ha concluso Failoni – servono i fatti, che devono riguardare tre cose: l’indicazione della percentuale di aiuto alle aziende e ai lavoratori; le date delle erogazioni; e in terzo luogo la previsione della possibilità di permettere gli spostamenti tra le regioni per dare sollievo alle aziende e ai lavoratori.
La replica. Rossi ha ribadito l’esigenza di far valere come Trentino un ragionamento sulla gestione autonoma delle risorse da parte della nostra Provincia rispetto alle altre Regioni. Forse, ha aggiunto, il ministro Garavaglia potrebbe capire meglio di altri questa richiesta perché conosce i meccanismi finanziari relativi alla nostra specificità. Perché i soldi arrivino tutti alla Provincia e non direttamente dallo Stato ai Comuni com’è accaduto nel recente passato.

Alessandro Olivi (Pd): quale utilizzo dei 20 milioni di sostegno al reddito?
Olivi ha chiesto come la Giunta come intende utilizzare, nell’attuale fase drammatica per molti cittadini e famiglie, gli oltre 20 milioni di euro a disposizione per interventi di sostegno al reddito. Si tratta di risorse risparmiate in seguito alla scelta di escludere la cumulabilità della quota A dell’Assegno unico provinciale (Aup) e del reddito statale di cittadinanza, e anche dopo l’introduzione del bonus bebè sostenuto dallo Stato.
La risposta. Il presidente Fugatti ha risposto ricordando che la Giunta ha potenziato il sostegno al reddito dei lavoratori a tempo determinato e stagionali rimasti disoccupati durante l’inverno in corso. Potenziamento avvenuto modificando la soglia Icef per l’accesso al sostegno e introducendo una diversa valutazione del patrimonio per tener conto del peggioramento della situazione economica in tempo di pandemia.
La replica. Olivi ha osservato che il presidente non ha risposto alla sua interrogazione. La sua risposta riguarda le nuove emergenze emerse con la pandemia, mentre la domanda di Olivi si riferisce ai 20 milioni di euro risparmiati dalla Provincia da quando nel marzo del 2019 è entrato in vigore il reddito di cittadinanza. Olivi si è detto molto preoccupato della mancata risposta.

Giorgio Leonardi (FI): impatto psicologico pandemia e interventi di supporto
Il consigliere ha chiesto alla Giunta se e quali azioni abbia intrapreso e preveda di intraprendere a supporto della salute psicologica e mentale della popolazione messa a dura prova dalla pandemia e dalle restrizioni che ne sono conseguite.
La risposta.
La replica.