PROVINCIA AUTONOMA TRENTO

Covid-Free (13ma puntata format Tv)

L’esame in Aula del ddl sull’assestamento è arrivato stamane fino all’approvazione dell’articolo 40. Passa l’emendamento sulle seconde case firmato dall’assessore all’urbanistica nella versione frutto della trattativa con le minoranze, rimaste in Aula con un solo consigliere.

Il Consiglio provinciale ha approvato a fine mattinata con 20 sì e il voto di astensione dell’unico esponente di minoranza presente in aula, l’emendamento firmato dall’assessore all’urbanistica all’articolo 37 del ddl 60 sull’assestamento del bilancio di previsione, per la “riqualificazione del patrimonio immobiliare esistente da destinare ad alloggi per tempo libero e vacanze”. La versione della modifica che introduce una deroga alla cosiddetta “legge Gilmozzi” del 2008 sull’urbanistica, è quella elaborata dalla Giunta per arrivare ad un accordo con le minoranze. Accordo che era stato quasi raggiunto prima della mezzanotte di giovedì. A motivare la volontà dell’esecutivo di valorizzare la trattativa portata avanti con le minoranze è stato, prima del voto, il presidente della Provincia.

“La Giunta – ha ricordato – aveva predisposto un emendamento iniziale, ma poi – ha proseguito – c’è c’è stato un giusto dibattito su questo tema che era sicuramente il più importante messo al centro della trattativa con le minoranze. Trattativa che – ha aggiunto il governatore – si è era quasi conclusa con la condivisione di una nuova versione dell’emendamento, firmata dall’assessore, che modificava il testo originario”. All’intesa definitiva, ha osservato, mancava davvero poco. “Oggi – ha concluso – la Giunta potrebbe votare il testo originario prescindendo dal negoziato con le minoranze che per loro scelta hanno abbandonato l’aula. Invece – ha spiegato – abbiamo deciso di approvare il testo con le ultime modifiche sulle quali l’accordo con loro era quasi raggiunto: non ci siamo quindi dimenticati dell’importante lavoro svolto nelle trattative compiute su un tema anche divisivo come questo”.

Quattro esponenti di maggioranza hanno preso la parola per ringraziare di questa decisione il presidente “che in tal modo, diversamente da come viene dipinto, dimostra di essere un signore e di non essere vendicativo privilegiando il bene del Trentino”. Il governatore, hanno aggiunto, “non ha voluto approfittare dell’assenza strumentale e inqualificabile delle minoranze, portando invece avanti le modifiche concordate con loro. E questo testimonia il suo senso di responsabilità e la sua lealtà nel rispettare la trattativa”. Infine: “l’immagine della Giunta che le minoranze vogliono accreditare all’esterno non è quella reale e questo passaggio lo evidenzia: quel che avviene qui non è quel che loro stanno raccontando”.

L’esame del ddl è poi proseguito fino all’approvazione dell’articolo 40. I lavori, sospesi dal presidente Kaswalder per la pausa, riprendono alle 14.30 dall’articolo 41, gravato da più di 7.000 emendamenti quasi tutti firmati da un consigliere di minoranza.