Anche sui nidi nessun confronto coi sindacati, nessun ascolto di lavoratori e referenti politici sul territorio e l’ennesima decisione autoritaria – e rischiosa – da parte di una giunta provinciale che a questo punto ha scelto di agire sempre e comunque senza sentire i pareri e le preoccupazioni di chi poi dovrà materialmente erogare quei servizi che, da piazza Dante, vengono aperti, chiusi o riorganizzati come si trattasse di un gioco volto a riaprire il prima possibile, in una costante operazione di immagine. Sulla riapertura di nidi e materne, fissata dalla Provincia per l’8 giugno e di cui si apprende, come ormai prassi dagli organi di stampa, la Fp Cgil ribadisce le difficoltà a comprendere un percorso che lascia aperte numerose questioni, fondamentali per ripartire con un servizio essenziale per bambini e famiglie nella piena tutela della salute e sicurezza.

Come categoria, malgrado ripetute richieste, non siamo mai stati coinvolti dal Dipartimento istruzione della Provincia nei momenti di confronto e le stesse linee guida ci sono pervenute per altre vie solo la scorsa settimana, con oggettive difficoltà per un esame compiuto e per la produzione di osservazioni puntuali che pure abbiamo provato a trasmettere ma, a quanto pare, senza alcun cenno di attenzione da parte del Dipartimento.

Nei pochi giorni che restano da qui all’8 giugno dubitiamo fortemente che si possa realizzare un progetto condiviso per dare certezze alle famiglie e ai lavoratori su misure di sicurezza, spazi, parametri educatore-bambini, criteri di accesso. A oggi sappiamo che avranno precedenza i dipendenti del settore privato, i bambini con bisogni educativi speciali e quelli che hanno almeno un genitore che lavora in ambito sanitario e poi le famiglie numerose e al figlio più grande per ogni categoria di servizio. Ma mancano informazioni sul personale da impiegare, visto che si prevede una diminuzione di bimbi per singolo insegnante/educatore e dunque un aumento degli organici; non sappiamo neanche come si stia gestendo la partita dei voucher baby sitter.

È del tutto evidente che – come sindacato confederale – abbiamo a cuore la ripartenza di un servizio che deve riprendere al più presto per recuperare il percorso interrotto dei bambini e i loro bisogni educativi e relazionali, oltre che per dare sostegno a genitori che hanno ripreso le attività lavorative, ma tutto questo non deve tradursi in una gara che può comportare il rischio di trascurare aspetti altrettanto fondamentali come la sicurezza degli stessi bambini e famiglie oltre che degli operatori e che guarda al solo risultato del “parcheggio” dei bimbi in assenza di un progetto educativo valido.

Come Fp Cgil siamo ai tavoli per la sicurezza Covid su vari settori, ed è un lavoro importante che impone attenzione e rigore, a maggior ragione occorre che il Dipartimento ci metta in condizioni di svolgere il nostro ruolo – previsto dai protocolli nazionali – per l’adozione di misure di sicurezza adeguate e altrettanto rigorose».