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CENTRO SOCIALE BRUNO – TRENTO * ORSI CASTELLER: “ LE NOSTRE RISPOSTE ALLE MINACCE DELLA PAT “

Orsi rinchiusi al Casteller: le attiviste e gli attivisti del Centro sociale Bruno e di Assemblea Antispecista rispondono alle minacce della Provincia Autonoma di Trento.

Dopo il clamore suscitato dalle vergognose immagini degli orsi, costretti in gabbie di acciaio e cemento, diffuse dagli attivisti e dalle attiviste della campagna #StopCasteller, arriva la replica repressiva della Provincia Autonoma di Trento che minaccia duri provvedimenti.

«Riteniamo che quelle reti che sono state tagliate non dovrebbero proprio esistere poiché sono esattamente ciò che intendiamo contestare, l’esistenza stessa di ogni luogo come il Casteller. Inoltre, se fosse stato concesso alle attiviste e agli attivisti di riprendere e fotografare gli orsi per documentare in modo oggettivo i fatti reali, nessun avrebbe dovuto arrecare l’“enorme” danno economico consistente nell’aver sganciato qualche centimetro di rete. Quella rete continueremo a tagliarla fin quando sarà necessario.

La PAT, di fatto, da mesi impedisce in ogni modo che gli orsi siano visibili. Nonostante fototrappole, celerini e droni la verità non può essere nascosta. “Facinorosi”, pertanto, è un termine che rispediamo al mittente: questa è resistenza, è opposizione all’aggressore, è difesa della vita e della montagna. Non c’è illegalità in tutto ciò, perché nessuna legge che imprigiona degli orsi liberi,  che non hanno recato alcun danno, è legittima e va rispettata.

La PAT prosegue il suo comunicato affossandosi in informazioni non richieste e non attinenti (per esempio le differenze tra letargo e ibernazione, come se il distinguo fosse rilevante), con la saccenza tipica di chi cerca di squalificare il messaggero per non dover affrontare il messaggio.

Questa prima risposta della PAT conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, l’ottusa volontà di continuare a non sentire altre voci e di proseguire nel colpevole piano di captivazione e sterminio degli orsi. Il tutto con l’appoggio di Ispra e la latitanza del ministro Costa. Ma saranno invece proprio dei “facinorosi” e delle “facinorose” a non permettere di vendere questi abusi come gestione responsabile del territorio. La classe politica che sta prendendo le decisioni sulla questione degli orsi trentini farebbe bene a comprendere che la sua inadeguatezza è ormai così evidente da risultare ridondante, dimostrando incapacità e arroganza amministrativa oltre ogni evidenza. Il tutto con l’aggravante di sprecare risorse economiche ingenti che, nella situazione attuale, non può essere derubricata diversamente da una condotta irresponsabile».

#StopCasteller