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ACLI TRENTO * CONGRESSO ON-LINE: « GENERATIVI NELLA COMUNITÀ, DALLA CRISI AD UN NUOVA PRIMAVERA PER IL TRENTINO »

28° Congresso provinciale Acli trentine. Generativi nella comunità. Dalla crisi a un nuova primavera per il Trentino.

Gli effetti della pandemia sulla situazione sociale, economica ed occupazionale, l’emergere di nuove povertà e forme di emarginazione chiamano in causa la necessità di una mobilitazione generale della società trentina che deve trovare nelle Acli un soggetto attivo e protagonista.

È necessario fin da subito lanciare un grande patto di solidarietà che dalla società civile e dalle comunità territoriali arrivi alla politica e all’economia con interventi e misure straordinarie.

In questo doloroso passaggio d’epoca le Acli devono farsi promotrici di una nuova stagione di solidarietà e mutualismo ripartendo dai valori cristiani e della persona. Riteniamo fondamentale pertanto valorizzare a livello locale tutte le forme di assistenza, aiuto ai più poveri e svantaggiati così come la richiesta di sostegno al lavoro e alle imprese.

Il lavoro deve tornare ad essere una priorità per le Acli attraverso l’approntamento di nuovi servizi, forme adeguate di rappresentanza delle categorie più deboli, i giovani ed i precari ed una maggiore sinergia con Enaip e Acli Terra nell’individuazione di nuovi progetti a livello di singole vallate.

Serve promuovere una stagione nuova nella progettazione e programmazione locale pensando a un patto di sviluppo, una sorta di Green Deal trentino che ripensi il modello turistico ed agricolo e compia una profonda riflessione sul ruolo dell’innovazione industriale e delle PMI in una prospettiva di economia sostenibile e circolare.
Vogliamo trasformare questa crisi in una nuova primavera per le Acli e la nostra terra.

Intendiamo pertanto guardare alle difficoltà del presente come a un’opportunità per ripensare il sistema trentino, ma lo vogliamo fare a partire da noi stessi, pensando innanzitutto al rafforzamento della nostra struttura organizzativa e al ruolo proattivo delle Acli nel futuro di questa provincia autonoma.
Da qui l’individuazione di alcune priorità strategiche che andiamo a delineare:

1. È necessario completare, sotto il profilo dei valori associativi, culturali ed in piena condivisione con le strutture dei servizi il passaggio verso il modello di Organizzazione civile. Questo significa lavorare per una nuova cultura associativa ed organizzativa che preveda la formazione, l’accompagnamento e l’entrata negli organi apicali di una nuova generazione di dirigenti consapevoli del rinnovato ruolo sociale, economico e politico delle Acli. È necessario dall’altra approntare un progetto complessivo di comunicazione di sistema che promuova una nuova identità organizzativa e una nuova capacità di linguaggio all’altezza dei compiti storici che le Acli si daranno come sistema associativo al servizio della società e di tutti coloro che lavorano per un modello economico e di relazioni più umano e sostenibile.

2. Vogliamo rispondere a questa crisi economia e sociale con la generatività che parta dal cuore di ognuna ed ognuno di noi. Ma tutto questo deve tradursi in atti concreti di solidarietà e nell’avvio di progetti di sviluppo a livello locale. Per questo è necessario estendere il progetto di Ricostruire comunità a tutti i Circoli, alle Zone, alle città e vallate del Trentino rafforzando a tutti i livelli l’ipotesi di un grande patto territoriale che affermi i valori della solidarietà e della sostenibilità dello sviluppo. All’interno di questo programma va sviluppata una capillare azione formativa, di riorganizzazione e rigenerazione dei nostri Circoli.

3. È necessario promuove da subito un progetto speciale dedicato ai giovani. Pensare, progettare ed avviare un piano-programma che coinvolga e sostenga alcuni giovani nel ruolo di animatori di comunità in esperienze di rigenerazione dei Circoli e delle loro comunità di riferimento. Da questo punto di vista è necessario rilanciare l’esperienza di Gioventù aclista per trasformarla in progetto strutturale delle Acli in favore del lavoro, della lotta al precariato e del protagonismo delle nuove generazioni nella riconversione ecologica dell’economia.

4. Oltre alla riflessione in atto a livello locale, le Acli Trentine ritengono sia necessario preoccuparsi anche delle sorti dell’associazione a livello nazionale. Le Acli hanno la necessità di avviare un processo di autoriforma, imperniato su due parole chiave: sussidiarietà e responsabilità. Questo significa prendere atto della maturità e della capacità dei territori di elaborare progettualità innovative, di gestire i propri servizi con efficienza ed efficacia e di essere interlocutori credibili per i cittadini e per la politica locale. Significa inoltre ribadire la nostra volontà di farci carico dello sviluppo e della tenuta del sistema Acli sul territorio nazionale, fermo restando però il pieno rispetto del diritto di autogestione e declinazione originale e coscienziosa in termini di gestione del personale e delle risorse economiche, di tutte le realtà acliste presenti in Italia. Infine, insistiamo sulla responsabilità quale elemento alla base dell’impegno aclista, anche per i dirigenti nazionali, sia rispetto alla realizzazione degli obiettivi annunciati e sia rispetto alle scelte economiche e patrimoniali che devono garantire la sostenibilità dell’intero sistema, soprattutto alla luce dell’importanza delle sfide che ci attendono.