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UPT: COME INTERNAZIONALIZZARE L’ESTATE TURISTICA IN TRENTINO GLI ESEMPI ESTERI

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15.50 - martedì 23 maggio 2017

(Fonte: Upt, Unione per il Trentino) – Unione per il Trentino e Gruppo consiliare provinciale UpT hanno organizzato a Lavis una partecipata mattinata di confronto sul turismo estivo in Trentino con esempi dall’estero

Le Dolomiti, le Alpi in generale, i mercati stranieri da stimolare, i rischi che si corrono internazionalizzando, casi virtuosi a poca distanza da noi.

Al convegno-confronto organizzato alla Cantina La Vis hanno assistito operatori del settore turistico, albergatori, rappresentanti di categoria, amministratori locali.

Un percorso di approfondimento e di stimolo di idee, visione, progetti per il futuro del turismo nella nostra provincia, nato nell’ambito dell’iniziativa “Cittadini al centro” varata dal partito lo scorso febbraio.

Nonostante il 2016 sia stato l’anno turisticamente migliore per il Trentino, con 5,7 milioni di turisti e 914mila pernottamenti in più rispetto al 2015 (dati Ispat), e pur considerando ottime le performance dell’estate scorsa (+7,6% negli arrivi, +5,6% nelle presenze), con oltre 8.800.000 prenottamenti, ci sono molte potenzialità inespresse per il comparto turistico in Trentino, che senza considerare l’indotto, genera l’11% del PIL (un miliardo e 800 milioni di euro).

In estate le presenze di turisti stranieri si riducono al 20%. E il turismo estivo è concentrato per il 40% nel mese di agosto, per il 33% a luglio, e solo per  il 12 e 15% rispettivamente, a giugno e settembre.

«Bastano i Suoni delle Dolomiti? Basta il concetto di vacanza attiva?» si è domandato in apertura dei lavori il segretario politico dell’UpT Tiziano Mellarini, che ha precisato come si tratti di un approfondimento che vuole essere di complemento a quanto di positivo il Trentino sta facendo in campo di politica turistica.

Dopo il saluto del Capogruppo regionale UpT Gianpiero Passamani, la prima relatrice, Marcella Morandini, Direttrice della Fondazione Dolomiti Unesco, si è soffermata sul tema «Dolomiti, Patrimonio Unesco: quali opportunità per il turismo?».

Ribadendo che i tre cardini del brand dolomitico sono l’unicità geologica, l’integrità e autenticità dell’ambiente e strumenti legislativi ad hoc per proteggere e gestire l’ambiente. Significativo il risultato di un recente sondaggio svolto dalla Fondazione: i turisti di lingua tedesca giudicano troppo rumorosi e trafficati i passi dolomitici, soprattutto il Sella (1milione e 200mila transiti annui sui 4 passi del Sellaronda).

Il secondo relatore, Pietro Beritelli, svizzero, docente di Management turistico all’Università di San Gallo, consulente di diverse ApT è intervenuto su: «Best practice nelle destinazioni dell’arco alpino e avvertenze». Il professor Beritelli ha analizzato pro e contro dell’internazionalizzazione indotta (quella che spinge per riempire in fretta i posti letto) e di quella evolutiva (più lenta, basata su turisti individuali che si innamorano di una destinazione e la promuovono con il passaparola).

Curiosi e efficaci gli esempi che ha portato dalla vicina Svizzera: i tanti cinesi che si sposano a Lucerna, scelgono hotel di categoria medio-bassa ma spendono molto in gioielli; Engelberg, nella Svizzera centrale, diventata la mecca degli indiani anche fuori stagione; l’esempio austriaco di Zell am See, dal 2005 invaso dal turismo arabo con grossa capacità di spesa, ma anche Cesky Krumlov, in Boemia, amata dai cinesi che indossano volentieri i costumi tipici folkloristici.

Controindicazioni? Si perde identità. Bisogna esserne consapevoli.
Beritelli ha anche sottolineato come il turista internazionale a medio-lungo raggio ami arrivare con mezzi di trasporto come treni e ascensori panoramici al cospetto delle montagne o sulle cime.

Joseph Schirgi, austriaco, direttore della località turistica tirolese di Serfaus Fiss Ladis (altopiano tra i 1200 e 1400 metri), ha presentato quella che in poco più di due lustri è diventata la méta internazionale più amata per famiglie: solo nell’estate del 2016 ha ospitato 240.000 bambini e adolescenti under 15. Quasi un terzo dei suoi turisti è un teen-ager. Serfaus ha anche una permanenza media dei turisti di oltre sei giorni, il doppio della media del Tirolo.

Partecipato dibattito al termine delle relazioni, con gli interventi dei vertici dell’Asat, di alcuni direttori e presidenti di Apt d’ambito e di esponenti politici.

APT d’ambito cui il consigliere provinciale Pietro De Godenz, cui è spettato il compito di chiudere la mattinata, ha riconosciuto un fondamentale ruolo nel confezionare il prodotto turistico. Con Accademia della Montagna è in cantiere, infine, un progetto per portare ore di lezione di «turismo» nelle scuole trentine.

 

 

 

 

 

In allegato il comunicato stampa:
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