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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

ROSSI (PATT) * RISORSE PAT: « CHI GOVERNA IL TRENTINO COMUNICA SPESSO UNA MANCANZA DI RISORSE COME EFFETTO DELLA PANDEMIA, PUÒ ESSERE ALLO STESSO TEMPO INFONDATA QUANTO VERITIERA »

Chi governa il Trentino comunica spesso una mancanza di risorse, come effetto della pandemia.  Tale affermazione può essere allo stesso tempo infondata quanto veritiera.  Cerco di spiegarmi. È infondata se guardiamo al breve periodo.

Forse sarà sorprendente per alcuni, ma dentro questo orizzonte l’effetto del Covid sul bilancio della Provincia è quantomeno neutro e non genera affatto un calo di risorse. Due oggettive motivazioni.

La prima: il Governo nazionale ha riconosciuto (bisogna dirlo, anche grazie al lavoro delle due Province autonome, supportate in questo da proposte e unanimità politica delle opposizioni) che il mancato gettito fiscale generato dalla crisi indotta dall’epidemia venga assorbito e posto a carico dello Stato, con salvaguardia quindi del livello delle entrate.

Altra considerazione: in questi mesi lo Stato ha poi garantito alla Provincia di Trento trasferimenti “ straordinari” (in tempi normali non dovuti) su alcuni capitoli di spesa, in particolare sulla sanità, ed ha anche messo in campo interventi di erogazione, a parziale ristoro, a favore di alcune categorie di imprese e cittadini, consentendo quindi al Trentino di agire in via “aggiuntiva”, con fondi propri (risparmiando in questo caso rispetto a quanto sarebbe costato fare fronte a tutto con le nostre casse).

Insomma, la contemporanea presenza di gettito fiscale “garantito”, di risorse per le maggiori necessità di spesa causa Covid e gli interventi diretti dello Stato consentono di “sterilizzare”, almeno nel breve periodo, gli effetti negativi della crisi economica sul bilancio della Provincia, rendendo quindi, in questo caso, priva di fondatezza l’affermazione della “mancanza di risorse”.

Certo si tratta di considerare che tutto questo non potrà evidentemente essere garantito per sempre e, quindi, sarebbe necessario, anche per questo, alzare lo sguardo e passare all’altro lato o punto di osservazione: quello del medio e lungo periodo. In questo caso un pericolo di risorse scarse può essere veritiero.

Ciò potrebbe accadere infatti qualora gli effetti degli investimenti, attuabili in Trentino grazie ai nostri fondi e al debito “europeo”, dovessero rivelarsi insufficienti o inefficaci, e quindi non dovessero generare l’auspicata ripresa della crescita dell’economia.

Lo scongiurare questo pericolo dipende evidentemente dalla quantità di risorse che saranno disponibili (i vari fondi europei previsti hanno peraltro una dotazione mai vista prima d’ora) ma anche dalla “qualità ” della spesa per gli investimenti , che deve saper generare sviluppo e ricchezza, e qui molto, o quasi tutto, dipende dalle scelte che il Trentino deve cominciare a fare subito, ora per domani.

Ecco perché, a mio avviso, una manovra di bilancio che cade in questo periodo di emergenza dovrebbe ovviamente affrontare le urgenze della pandemia, ma anche cercare di guardare più avanti, per costruire le condizioni per saper intercettare quelle risorse “europee” e utilizzarle poi con lungimiranza e idee concrete accanto a quelle attivabili dai nostri bilanci e dal nostro territorio.

Purtroppo nella manovra di bilancio che viene portata all’approvazione del Consiglio provinciale c’è molto poco, o quasi nulla, di questo sguardo nel futuro, così come del resto, pur con toni diversi, hanno fatto notare anche imprese e sindacati.

Non basta dire mettiamo risorse su questo o su quel capitolo ma bisogna progettare e programmare le modalità d’uso di quei soldi e organizzarsi al meglio per saperli spendere in tempi ragionevoli, pena appunto l’inefficacia degli stanziamenti.

Si dovrebbe fare tutto questo lavorando insieme con imprese, forze sociali, autonomie locali e perché no, opposizioni.  Tutti uniti per mettere a fattore comune esigenze, competenze ed esperienze di ciascuno.

Nella manovra di bilancio presentata dal Governo leghista non solo difettano le idee, ma anche il metodo è rimasto quello di sempre. È preoccupante perché, senza idee chiare ed innovative, con cui scaricare a terra il valore degli investimenti, si rischia in effetti di non generare quella crescita che deve sostenere i bilanci pubblici e quindi purtroppo rendere veritiera la conseguente e futura “mancanza di risorse”.

Diminuzione che nessun governo un domani, potrà o vorrà compensarci con interventi “straordinari” , come quelli di cui stiamo beneficiando in questo momento. Ancora una volta, come fin dall’inizio di questa pandemia abbiamo fatto, ci accingiamo ad affrontare l’appuntamento del bilancio con la disponibilità ed il senso del dovere di evidenziare le scelte sbagliate, ma anche di portare qualche proposta per migliorare.

Purtroppo, fino ad ora, nella gestione di questa pandemia e nell’adozione dei conseguenti provvedimenti legislativi di carattere economico, così come nella stessa manovra di assestamento del bilancio la Giunta leghista non ha voluto, o saputo, cogliere l’opportunità di questa mano tesa.

C’è sempre tempo per cambiare e la gravità della situazione lo imporrebbe.

 

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Ugo Rossi

Capogruppo Patt in Consiglio provinciale e già Presidente della Provincia autonoma di Trento