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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

RCC * SUPPLETIVE: PALAMARA, « LA MIA NON È UNA CANDIDATURA DI VERTICE, VOGLIO AVERE UN RAPPORTO DIRETTO CON I CITTADINI »

Suppletive, Palamara: “La mia è una candidatura dal basso contro il sistema”. L’ex magistrato Luca Palamara, candidato alle elezioni suppletive nel collegio uninominale di Roma Monte Mario-Primavalle, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus.

Riguardo alla sua candidatura alle suppletive. “La politica fa parte della mia storia professionale, io sono magistrato dal 1996, a partire dal 2007 ho rivestito cariche di rappresentanza politico-associative nella magistratura –ha affermato Palamara-. Arriva un momento nella vita in cui non si può avere sempre una visione ipocrita, bisogna avere il coraggio di squarciare il velo d’ipocrisia che spesso caratterizza il mondo della magistratura. Io ho raccontato quello che ho raccontato perché in quel momento è stata data una versione che non corrispondeva ai fatti.

Quello che in politica viene chiamato Cencelli, in magistratura sul versante delle nomine ha le stesse caratteristiche. Improvvisamente questa situazione ha destato scandalo e stupore, io penso che invece sia arrivato il momento di svolgere una riflessione seria su questi temi coinvolgendo tutti. La mia candidatura alle suppletive nasce da una situazione molto semplice, non avrei mai pensato che il mio racconto nel libro con Sallusti potesse raggiungere quel numero di vendite e innestare questo interesse nelle persone.

Durante gli incontri pubblici per la presentazione del libro tante persone mi hanno chiesto di andare avanti e impegnarmi. La mia non è una candidatura di vertice, non sono espressione di un partito, voglio avere un rapporto coi cittadini, è una candidatura dal basso che vuole essere contro il sistema. Uscire dal palazzo nel quale ho vissuto negli ultimi 25 anni e avere un rapporto diretto con una parte della mia città mi sta arricchendo dal punto di vista personale.

La politica deve registrare che una parte consistente della nostra società vuole intervenire su certi argomenti, come quelli legati alla Giustizia. Tutto viene fatto nell’ottica di un discorso che è per la magistratura e non contro. Le categorie di destra e di sinistra fanno parte di un periodo storico della politica italiana.

Quello che sto registrando parlando con la gente è che la prima vera esigenza è dare risposte alle persone, per quanto mi riguarda sul tema della Giustizia. Se poi questo interessa più alla destra che alla sinistra non intendo escludere qualcuno”.