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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

PATT – SEGRETERIA POLITICA * ELEZIONI EUROPEE 2019: ” CONFERMATO IL PATTO CON LA SVP E IL SOSTEGNO ALL’EUROPARLAMENTARE USCENTE DORFMANN “

Si è riunita ieri a Trento la Giunta esecutiva del Partito Autonomista, alla presenza dei Consiglieri provinciali Ugo Rossi, Michele Dallapiccola e Paola Demagri.

Fra gli argomenti principali della serata, la Giunta Patt ha deciso all’unanimità in merito alle prossime elezioni Europee del maggio 2019 di confermare il patto politico con la Svp e il sostegno all’Europarlamentare uscente Herbert Dorfmann.

La scelta è nel segno della continuità di un’alleanza fra partiti autonomisti che è fondamentale per il nostro territorio, che si sviluppa dal contesto territoriale sino a quello europeo, forte di valori comuni e di un’alleanza che va a favore del Trentino e della nostra Regione. E’ stato inoltre ricordato il costante impegno di Dorfmann per il territorio, la sua disponibilità e soprattutto la sua competenza.

La Giunta Patt ha anche ragionato sulla politica locale e ha dato mandato al Gruppo Consiliare di depositare un disegno di legge in materia elettorale, con i seguenti capisaldi:

– elezione indiretta del Presidente della Provincia che sarà eletto dal Consiglio provinciale tra i suoi componenti (come avviene a Bolzano e come avveniva in Trentino fino al 2002);

– elezione degli assessori da parte del Consiglio provinciale, su proposta del Presidente della Provincia;

– modifica delle norme in tema di decadenza, dimissioni, impedimento e morte del Presidente (volte ad allineare queste fattispecie all’elezione indiretta del Presidente; in tutti questi casi, si procede all’elezione del nuovo Presidente);

– modifica delle norme per la mozione di sfiducia (introduzione della sfiducia costruttiva – analogamente a Bolzano – secondo la quale, per sfiduciare il Presidente della Provincia, occorre averne individuato un altro con la relativa maggioranza);

– introduzione di un sistema elettorale proporzionale puro (con metodo del divisore), con voto di lista e preferenze. Si tratta di un sistema la cui impostazione e le modalità di attribuzione dei seggi sono analoghe al sistema vigente. Rispetto alla disciplina attuale, è tolto completamente il premio di maggioranza e conseguentemente viene meno la dinamica coalizionale (non avrebbe senso in un sistema in cui il Presidente non è eletto direttamente);

– reintroduzione delle 3 preferenze, con la previsione che almeno una sia di genere diverso dalla prima (se l’elettore ne esprime solo 2, devono essere di genere diverso).

La proposta deriva dal fatto che il nostro sistema elettorale non si adatta alla situazione politica. Ad oggi non siamo più di fronte ad un sistema bipolare come qualche anno fa, ma abbiamo un sistema molto frammentato e, anche a livello nazionale, con gruppi politici molto differenti fra loro.

La proposta, che tocca un tema da sempre caro agli autonomisti, riguarda anche il sistema delle preferenze e della rappresentanza di genere. All’interno della proposta è anche contenuta una modifica del sistema delle preferenze. Attualmente infatti la doppia preferenza di genere crea dei recinti territoriali nei quali i candidati sono confinati, perché uscire dal proprio territorio di appartenenza per proporsi all’elettorato significa togliere ad un altro candidato della stessa lista la possibilità di poterlo fare. Questo crea una limitazione sia per gli elettori che per i candidati, favorendo i territori più popolosi e soprattutto limitando le possibilità di candidati giovani o alla prima esperienza.