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II COMMISSIONE PAT: OK IMPRENDITORI SETTORE A DDL TONINA PROMOZIONE PANIFICATORI

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14:29 - 27/04/2017

(Fonte: Ufficio stampa Consiglio Pat) – Ddl Tonina sulla promozione e la tutela dei panificatori trentini: sì dagli imprenditori del settore, dagli agricoltori, dai comuni, Camera di commercio e consumatori.

Mattinata di audizioni in Seconda commissione, presieduta da Luca Giuliani del Patt, sul ddl di Mario Tonina  per la promozione e la tutela dei panificatori trentini. Per primi sono intervenuti i rappresentanti dell’associazione panificatori trentini. Il vice presidente Sergio Tecchioli ha detto che gli imprenditori del settore condividono il ddl, soprattutto perché va a favore del pane trentino e dei consumatori. Consumatori, ha detto Tecchioli, che non sono tutelari dalla normativa attuale.

C’è quindi la necessità di una legge che regolamenti in modo organico il settore. Il vicepresidente dei panificatori trentini, poi, ha presentato una serie di osservazioni puntuali sul ddl, alcune di queste riguardano la definizione di “panificio” che andrebbe riservata solo a chi produce e una netta distinzione tra “pane fresco” e “pane conservato”. La definizione di pane di produzione trentina andrebbe poi riservato ai produttori che impiegano ingredienti trentini.

Altri punti condivisi, l’introduzione del registro delle specialità da forno e la valorizzazione della filiera trentina; la possibilità, di servirsi del “Marchio di qualità Trentino” anche se questa opportunità andrebbe approfondita vista la scarsa produzione di cereali nella nostra Provincia. Per quanto riguarda i corsi di formazione per i panificatori, infine, va mantenuta al centro l’esperienza, che funziona bene, dei corsi di “arte bianca” dell’Istituto alberghiero di Rovereto.

Mario Tonina, ringraziando i panificatori per il contributo dato al ddl e per le osservazioni puntuali e concrete, ha auspicato l’applicazione del “Marchio di qualità trentino”. Così come centrale va ritenuta è la netta distinzione tra pane fresco e quello conservato.

 

 

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I contadini: una proposta interessante.

Massimo Tomasi, direttore della Confederazione Italiana agricoltori, ha detto che lo stimolo per la produzione di cereali può essere interessante per gli agricoltori, soprattutto per quelli che lavorano con il sistema della rotazione. Tenendo presente però che il valore dei cereali è troppo basso al punto che, in molti casi, non vale la pena produrli. Tonina ha ricordato che il ddl potrebbe essere utile, soprattutto, per zone come il Chiese e il Bleggio, dove la produzione in passato è stata importante e potrebbe essere recuperata.

Tra l’altro ha ricordato che i panificatori hanno già dimostrato interesse nei confronti di produzioni locali, anche per avvalersi del Marchio qualità trentino. Logicamente i prezzi non potranno essere quelli del mercato mondiale, ma è comunque possibile dar vita ad un mercato di nicchia.

Il direttore di Coldiretti, Mauro Fiamozzi, ha detto che il ddl è in linea con le scelte dell’associazione e permetterebbe di anticipare quanto ha già messo in cantiere il governo nazionale. I cereali, ha ricordato, stanno scomparendo dal Trentino e questa proposta potrebbe contribuire a recuperare una tradizione e terreni che altrimenti sarrebbero abbandonati.

Vista la produzione limitata a livello locale, ha aggiunto il direttore Coldiretti, andrebbe comunque allargata, sempre in termini di qualità, anche a quella nazionale.

 

 

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Cciaa: il ddl va nella giusta direzione.

Adriano Zanotelli della Cciaa ha affermato che il ddl va nella direzione auspicata dalla Camera di commercio, prima di tutto, perché difende la professionalità dei panificatori e un consumo di pane, sul versante dei consumatori, più consapevole.

Interessante viene poi ritenuto l’inserimento del settore nel progetto di valorizzazione dei prodotti locali attraverso il marchio di qualità. Le Cciaa di Trento, Bolzano e Innsbruck, tra l’altro, stanno spingendo, anche nel settore panario, per la valorizzazione dei prodotti locali e tradizionali nell’ambito dell’Euregio.

 

 

 

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I consumatori: servono maggiori controlli sulle etichette.

Carlo Biasior, direttore del Centro ricerca e tutela consumatori e utenti, ha detto che il ddl va nella direzione giusta, quella di una maggiore trasparenza su ciò che la gente acquista. Sul pane, ha ricordato, il Crtcu ha fatto una verifica sulla dicitura “pane integrale” e si sono rilevate, a Trento, carenze di etichettatura e indicazione degli ingredienti. Inoltre, si è evidenziato che la normativa permette di usare il termine integrale anche con un uso molto limitato della farina integrale.

C’è, insomma, una normativa generale carente e su questo da parte del Crtcu sono state fatte segnalazioni al ministero  per un uso più trasparente della dicitura integrale. Infine Biasior ha auspicato maggiori controlli per salvaguardare le aziende corrette. Su questo Tonina ha aggiunto che in Trentino in particolare si devono dare garanzie ai consumatori attraverso i controlli, soprattutto nella prospettiva di inserire il pane Trentino nel marchio di qualità. Le garanzie di salubrità e sicurezza alimentare sono quindi decisive per creare un’immagine del pane trentino e per sostenerne il prezzo.

 

 

 

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Il Consiglio delle autonomie: una legge sul pane è necessaria.

Paride Gianmoena, Presidente del Cal, ha detto che i sindaci e i presidenti di comunità hanno condiviso appieno il ddl, anche perché in questo campo serviva l’interevento del legislatore. Gianmoena ha apprezzato gli obiettivi del ddl e tra questi ha sottolineato la possibilità di sostenere le aziende artigiane.

 

 

 

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Slow Food: decisiva la tracciabilità degli ingredienti.

Il vicepresidente di Slow Food, Alberto Cosner, ha ricordato che l’associazione ha già stipulato un disciplinare, chiamato “Dalla terra al pane”, per sottolineare l’importanza della tracciabilità del prodotto e per valorizzare il territorio. Disciplinare  che appare in linea con il ddl di Mario Tonina. Rispondendo a una domanda sul marchio di qualità Trentino, Tonina ha detto che si potrebbe utilizzare quando si arriverà a una produzione sufficiente di grano locale.

E questo perché, attualmente, anche se tutti i panifici trentini aderissero a questa proposta di filiera corta, non ci sarebbe abbastanza materia prima. Flavio Franceschetti, sempre di Slow Food, ha ricordato che il ruolo pane nella tradizione trentina è secondario perché, fino agli inizi del secolo scorso, era un alimento riservato alle classi agiate. Inoltre, i pani tradizionali trentini, in buona parte, non sono freschi e questo è un fattore di cui va tenuto conto nel ddl.

Cosner ha sottolineato l’importanza della tracciabilità del prodotto perché oggi i panificatori trentini, spesso, non sanno nemmeno da dove arriva il grano. Su questo, ha ribadito Tonina, si deve tenere conto delle direttive europee anche se il Governo, sul latte ad esempio, si sta muovendo per insere l’obbligo di indicare la provenienza.

 

 

 

In allegato il comunicato stampa:

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Foto: archivio Consiglio Pat

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