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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

DE GODENZ (UPT) * MARCHIO OPEN – TURISMO ACCESSIBILE: « OLIMPIADI E PARALIMPIADI 2026, NECESSARIO RILANCIARE L’ECCELLENZA TRENTINA DELL’ACCOGLIENZA »

Marchio Open rilanciare l’eccellenza trentina dell’accoglienza. E’ risaputo come il turismo rappresenti uno dei principali volani dell’economia Trentina.

Negli anni esso ha conosciuto e sperimentato molteplici percorsi e sviluppi; uno dei più interessanti – e certamente attuale anche in vista delle Olimpiadi e Paralimpiadi 2026 – ma non solo, riguarda il cosiddetto “turismo accessibile”.

Con questo termine si intende l’insieme di servizi e strutture in grado di permettere a persone con caratteristiche ed esigenze differenti la fruizione della vacanza e del tempo libero. Rientrano all’interno di questo insieme gli individui con disabilità fisica, disabilità intellettiva, disabilità sensoriale, esigenze dietetiche particolari, problematiche legate ad allergie ed età avanzata; una ricerca europea di qualche anno fa ha evidenziato che il 75% di coloro i quali hanno una disabilità prediligono la vacanza attiva, e il Trentino ne è luogo di eccellenza.

Come avviene per tutti i target di clientela è necessario proporre servizi mirati, in grado di soddisfare le aspettative e di creare un ambiente accogliente, gradito all’ospite e che comprenda anche l’idonea preparazione del personale e di servizi.

In Italia ci sono oltre quattro milioni di persone disabili, di queste tre milioni sono disabili fisicamente, interessate a viaggiare e a praticare sport. In Europa si calcola la presenza di oltre cinquanta milioni di persone con disabilità ma considerando la popolazione anziana, le persone disabili temporanei, e chi ha disturbi alimentari e intellettivi, si raggiungono i centoventi milioni di persone. I numeri che interessano il turismo crescono sensibilmente se si pensa che i viaggiatori disabili di solito sono accompagnati da familiari o amici. Si stima in Europa, una domanda potenziale di circa duecentosessanta milioni di persone per un indotto di centosessantasei miliardi di euro, un business riconosciuto dal mercato e dai tour operator. L’accessibilità rappresenta un valore sociale ma anche un valore economico. Risulta strategico saper coniugare le ragioni di un’impresa turistica con la capacità di rispondere a una domanda di ospitalità che richiede qualità dell’accoglienza, dialogo, conoscenze tecniche in grado di permettere chi ha esigenze speciali di godere della vacanza e del tempo libero senza difficoltà. Le esigenze di chi ha bisogni speciali sono identiche a quelle di chi bisogni speciali non ha. Anche questo target, ovviamente, sceglie la vacanza non solo in riferimento a un contesto sbarrierato: la scelta è spesso frutto di una passione o motivazione specifica, quale, ad esempio, sport, gastronomia o cultura.

Un turismo per tutti, è attento e consapevole delle necessità del visitatore, promuove le strutture e il proprio territorio verso un’utenza più ampia, garantendo il diritto di viaggiare che ancora molti cittadini non riescono a esercitare. Il turista che visita un territorio non fruisce solo di beni e servizi ma deve essere messo in condizione di conoscere il territorio in tutte le sue declinazioni. Questo significa garantire l’accessibilità a tutti, incluse le persone con bisogni speciali che devono e vogliono avere la possibilità e il diritto di viaggiare e vivere appieno la vacanza.
Il nostro Trentino si è distinto negli anni per l’attenzione al turista diversamente abile. Nel 2013 i mondiali di sci nordico della valle di Fiemme, che ebbi l’onore di seguire e organizzare in prima persona, furono la prima manifestazione sportiva mondiale certificata come accessibile a tutte le disabilità.

Tutto il territorio fu coinvolto dalle amministrazioni, alle categorie economiche, alle associazioni culturali, ai giovani alle scuole. Non solo gli impianti dedicati furono resi accessibili alle persone in carrozzina e a quelle non vedenti ma anche tutti i luoghi delle manifestazioni di contorno come i tre centri principali Predazzo, Cavalese e Tesero con il contributo dei gruppi giovani di valle accompagnati da un tecnico della Comunità che hanno visto intervenire le giunte comunali per sbarrierare tutte le situazioni rilevate. Oltre trecento persone disabili seguirono la manifestazione e approfittarono dell’offerta di attività sportiva messa a loro disposizione. Nacque così la prima certificazione dell’accessibilità di una manifestazione sportiva: la certificazione Open Event.
Il progetto proseguì con la creazione dei criteri per la certificazione delle strutture turistiche, commerciali, artigianali con il contributo dei portatori di interesse, le categorie economiche e la Federazione delle cooperative – che proprio in queste settimane ha riallacciato i contatti con la Provincia per affrontare nuovamente in modo vincente la questione in vista delle Olimpiadi e

Paralimpiadi 2026 – attraverso la cooperativa Handicrea che curò e testò tutti i criteri di riferimento, e che data la riconosciuta esperienza potrebbe farlo anche in futuro.

Nacque anche il marchio Open Area che vide un protocollo territoriale in valle di Fiemme e sull’altopiano Cimbro. Attualmente un percorso per dichiarare il proprio territorio “destinazione accessibile” è in corso in Val di Sole su richiesta dell’Apt e vi sono oltre venti le domande d’interesse per la certificazione di strutture, luoghi, manifestazioni o eventi. Oltre ai mondiali della valle di Fiemme sono stati certificati Open la Gara di Coppa del Mondo 3tre a Madonna di Campiglio, Tedx e il festival nazionale del gioco a Folgaria. Negli anni si è ritenuto di rivedere e attualizzare i marchi Open per farli parlare il linguaggio ISO e dare agli stessi una autorevolezza internazionale, cosa che è avvenuta grazie al lavoro di Accademia della Montagna/Trentino School of Management concluso nel novembre 2020. Oggi Open è una certificazione di qualità volontaria, possono accedervi enti pubblici, privati, strutture ricettive e funzionali all’accoglienza turistica, e serve per garantire un elevato standard in materia di accessibilità.

Personalmente, ritengo sia davvero vincente e necessario puntarvi nuovamente con convinzione e, per tale motivo, nell’assestamento di bilancio ho proposto un ordine del giorno, accolto e condiviso in maniera trasversale da tutta l’Aula che impegna la Giunta a verificare e valutare le più opportune modalità per favorire ulteriormente l’accoglienza e l’ospitalità sul nostro territorio per le persone diversamente abili, anche attraverso forme di riconoscimento d’idonei percorsi di certificazione rivolti alle strutture o servizi di accoglienza come il Marchio Open. Sappiamo che il Marchio Open non è l’unica certificazione dedicata all’accoglienza delle persone diversamente abili – è infatti possibile che il Comitato olimpico ne proponga per il 2026 altre che dovremo essere pronti e attenti a valutare ed eventualmente accogliere – ma ciò che conta e conterà, ancora una volta, sarà farsi trovare pronti ed essere all’avanguardia come siamo stati nel 2013 nel campo dell’accoglienza a tutti i livelli.

Allora i mondiali di Sci nordico furono il primo evento certificato al mondo e questo portò a un aumento della visibilità, della credibilità internazionale e della frequentazione del nostro fantastico territorio: nel 2026 per le Olimpiadi e Paralimpiadi dovrà essere nuovamente così. Sono assolutamente certo che ci riusciremo.

 

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Cons. Pietro De Godenz