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SETTIMANALE “ OGGI “ * IN EDICOLA IL 22 APRILE « ISOARDI – LAURITO – CASO MAURO ROMANO – BOSSETTI/ISPETTORI A BERGAMO »

ELISA ISOARDI, DOPO L’ISOLA, SU «OGGI»: «HO CAPITO CHE SI PUO’ RINUNCIARE A TUTTO TRANNE CHE AI SENTIMENTI»«È stata durissima, sì. Ho fatto il mio percorso all’Isola dei famosi liberamente, senza farmi condizionare da nulla. Poi ho dovuto ritirarmi per il problema all’occhio, ma in quel mese ho imparato tante cose. La più importante? Che si può fare tranquillamente a meno del superfluo, ma dei sentimenti no: quelli li sognavo in ogni singolo momento».
Queste sono le confidenze di Elisa Isoardi agli amici più cari, che trovate nel prossimo numero del settimanale Oggi, in edicola domani. La conduttrice, rientrata dall’Honduras per un infortunio, sta trascorrendo la quarantena a casa della mamma in Piemonte, a Colletto di Castelmagno, piccola frazione in provincia di Cuneo. La prima cosa che ha voluto mangiare, dopo un mese di riso e cocco, è stato il bollito piemontese accompagnato dalla polenta, cucinato a regola d’arte da mamma Irma.
Ora la conduttrice si prepara al suo futuro a Mediaset. Tra le voci che circolano, la più accreditata è che presenterà Mattino 5 Weekend. Ma c’è chi dice che possa prendere il posto di Barbara D’Urso a Domenica live oppure quello di Federica Panicucci a Mattino 5. O ancora che possa affiancare Enrico Papi nella conduzione di Scherzi a parte, in onda in autunno.

 

BAMBINO SCOMPARSO/IL FRATELLO DI MAURO ROMANO A «OGGI»: «AL HABTOOR MI INVITO’ A DUBAI, POI NON VOLLE VEDERMI E MI SENTII MINACCIATO»
«All’inizio, quando mamma ci ha detto che secondo lei il nostro Mauro era Mohammed Al Habtoor, non le avevo creduto. Pensavo: com’è possibile che sia finito laggiù, cosa c’entriamo noi con gli arabi?». Antonio Romano, il fratello di Mauro, il bimbo rapito a Racale nel giugno del 1977 e identificato dai genitori nello “sceicco” Al Habtoor, ha concesso una lunga intervista esclusiva al settimanale OGGI, in edicola da domani. A OGGI Antonio racconta la sua rincorsa allo “sceicco”, che ha raggiunto per telefono e non solo. «Nel 2005 l’ho richiamato e gli ho detto: “Il tempo passa, ti vorrei vedere”. E lui mi ha invitato a Dubai. Il giorno dopo ho comprato il biglietto aereo, quello dopo ancora ero in volo», dice Antonio Romano. Ma l’incontro non ha luogo: «L’ho chiamato decine di volte, ma ha suonato sempre a vuoto. La sera tardi mi ha risposto un signore, in francese. E mi ha gelato: “Le consiglio di rientrare a casa al più presto”». E Romano è rientrato senza incontrare Al Habtoor: «Ho avuto paura. Forse ho sbagliato, e me ne pento, ma il mattino dopo sono corso in aeroporto e ho preso il primo volo per Monaco di Baviera. Alla reception ho lasciato una scatola di cioccolatini svizzeri per Mohammed: so che è passato a ritirarla».

 

MARISA LAURITO A «OGGI»: «QUANDO ALAIN DELON MI TOCCO’ DIETRO LE QUINTE»
«Eravamo a Montecatini per Serata d’onore. Diciamo che Alain Delon non mi piaceva molto perché è un personaggio, come dire, maschilista… era bellissimo sì, ma irritante che pensasse di avere tutte le donne ai suoi piedi. Noi dovevamo fare una scena in cui lui mi trascinava dietro le quinte e quindi si immaginava che mi facesse cose turche. Dopodiché io dovevo uscire scompigliata. Solo che lui veramente toccò e io gli detti pure uno strattone».
Lo rivela al settimanale OGGI, in edicola da domani, Marisa Laurito.
Che parla anche di altri conquistatori come Antonio Banderas: «Ha capito che non c’era trippa per gatti. Credo, però, che abbia avuto storie con tutte le donne che c’erano sul set».
L’attrice e conduttrice, che ha appena compiuto 70 anni, parla anche del suo grande amore per Piero Pedrini e del rimpianto di non aver avuto figli: «Questa domanda me la sono fatta spessissimo, ma sono convinta che i figli abbiano bisogno del femminile e del maschile. Poi, arrivata a 50 anni ho pensato: “È arrivato il giro di boa, non potrai più averli”. Credevo che questa chiarezza sarebbe stata gravosa, invece non lo è stata per niente».

 

CASO BOSSETTI/«OGGI»: LA MINISTRA CARTABIA HA MANDATO GLI ISPETTORI A BERGAMO

Dopo l’istanza al Csm dei difensori di Massimo Bossetti, gli ispettori del ministero della Giustizia hanno recapitato a Bergamo un fascicolo in cui la ministra Marta Cartabia chiede in particolare come sia stato conservato il Dna di Ignoto 1, che da tempo il muratore condannato all’ergastolo per l’uccisione di Yara Gambirasio chiede sia riesaminato.
Lo rivela il settimanale OGGI, in edicola da domani. L’ispezione avrebbe irritato Letizia Ruggeri, la Pm che ha condotto le indagini sull’omicidio di Yara Gambirasio e ottenuto l’ergastolo per Massimo Bossetti.

Quando dal San Raffaele quel materiale genetico, unica vera prova per la condanna di Bossetti, è stato trasferito all’ufficio Corpi di Reato del Tribunale di Bergamo, è stato salvaguardato?
A oggi, non si sa se negli uffici del Tribunale esista un congelatore. Marzio Capra, consulente scientifico di Bossetti, è esplicito: «Il contenitore refrigerato deve stare a -23 gradi, o tutto si decompone per via della “l’idrolisi acida”». Ma se il Dna di Ignoto 1 non fosse più esaminabile? Se l’avessero lasciato decomporre? «Mi rifiuto di pensarlo: rischierebbero la galera», dice il difensore di Bossetti, Claudio Salvagni.

 

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