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INTERVISTA ALLA PRESIDENTE ELINA MASSIMO (IRASE TRENTINO ALTO ADIGE SÜDTIROL)

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CONSIGLIO PROVINCIALE TRENTO * PRIMA COMMISSIONE: « SOSPESE LE DUE PROPOSTE DI REVISIONE DELLO STATUTO, VANNO APPROFONDITE PER TROVARE SPAZIO POLITICO »

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12.43 - martedì 28 settembre 2021

Prima commissione, sospese le due proposte di revisione dello Statuto.

In Prima commissione quest’oggi si è discusso delle due proposte (n. 1 e  n. 2​ ) di modifica statutaria a firma del consigliere di 5 Stelle. La prima, in sintesi, riguarda i tributi locali e la disciplina del trasferimento dei fondi statali; la seconda mira a introdurre l’obbligo della maggioranza assoluta in Consiglio per le leggi fiscali e l’introduzione di un referendum confermativo che potrebbe essere applicato anche dai comuni. Il proponente, che ha chiesto la sospensione dei due ddl, ha affermato che, dopo le audizioni, le due proposte vanno approfondite, anche perché sembra possano trovare uno spazio politico.

Inoltre, secondo l’esponente 5 Stelle, le due proposte vanno sottoposte al parere del Consiglio delle autonomie locali. Per il primo ddl, inoltre, sarà necessaria una riformulazione in base anche all’esperienza concreta dei rapporti fiscali con lo Stato durante l’epidemia Covid e, in generale, da quanto è emerso dalle audizioni degli esperti dai quali sono venute sollecitazioni che consigliano una revisione dei testi. Inoltre, ha sottolineato il consigliere 5 Stelle, dalle audizioni si è resa evidente la necessità di definire un rapporto più aperto e informato, anche in materia fiscale e finanziaria, tra la Giunta il Consiglio e il Cal. Per ciò che riguarda il secondo ddl, gli esperti ascoltati in commissione hanno evidenziato le difficoltà, non solo giuridiche ma anche sociali, per un referendum in materia fiscale. Anche se, ha aggiunto l’esponente pentastellato, introdurre quello consultivo potrebbe servire a “tastare il terreno” col Parlamento per trovare possibili soluzioni costituzionali.

Il rappresentante di Azione, dichiarandosi contrario alla proposta referendaria, ha ricordato che la nostra rimane una fiscalità derivata, quindi sempre regolata dalle scelte dello Stato. Se il bilancio della Pat sta in piedi in base alle aliquote fissate delle Stato è evidente che in caso di tagli la Giunta deve trovare risorse fiscali autonome e il referendum rischierebbe di creare un corto circuito indebolendo l’Autonomia. Ma i tempi del Covid, ha ricordato, hanno portato una novità importante: a Trento sono arrivati fondi statali su settori come la sanità e il trasporto pubblico che sono stati sempre finanziati dal bilancio Pat. Un fatto, ha aggiunto, buono in sé, ma che ha scalfito l’Autonomia perché l’approccio dei finanziamenti vincolati è quello tipico di una regione ordinaria. Aver preso questi soldi è stato un bene, ma secondo il consigliere, si doveva stipulare un accordo con lo Stato evitando di creare un pericoloso precedente. L’esponente di Azione ha infine ricordato che il Patto di garanzia, spesso criticato da esponenti della maggioranza, è fondamentale perché ci dà la possibilità di avviare un rapporto più dinamico con lo Stato. Comunque, ha concluso, il ddl di revisione statutaria può servire ad aprire un dialogo per arrivare ad una nuova definizione del rapporto fiscale Roma – Trento.

No secco al referendum fiscale da parte di un consigliere della Lega. Proposta, ha detto, che non sta in piedi dal punto di vista costituzionale; poco seria, perché nessuno è d’accordo all’aumento delle aliquote, e che toglie responsabilità a chi governa. Apertura, invece, sulla modifica dello Statuto sui rapporti finanziari con lo Stato perché è ormai indispensabile avviare una trattativa a tutti i livelli con Roma.
Il consigliere di Futura ha condiviso il metodo scelto dal proponente per portare avanti i due disegni di legge e ha condiviso il primo ddl. Anche se alcuni aggiustamenti del testo vanno fatti, ha detto, il primo centra il tema della necessità di una definizione dei rapporti finanziari con lo Stato. Forti dubbi invece da parte dell’esponente di Futura sul referendum confermativo fiscale.

Il vicepresidente della Giunta sul primo ddl ha detto di non voler esprimere ora un parere, anche perché lo stesso proponente ha chiesto di approfondire e di fare un giusto passaggio al Cal. La materia, ha aggiunto, è delicata, ma la Giunta può essere collaborativa. Però è necessario un confronto con Bolzano anche per i passaggi che si dovranno fare nel caso di un approvazione da parte del Consiglio. Sul secondo ddl, quello del referendum, no secco dal governo provinciale.
Rinviata invece a lunedì la discussione degli altri due ddl in materia elettorale.

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