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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

CGIL CISL UIL – TRENTINO * CONSIGLIO REGIONALE TN-AA: « I POLITICI CON I PROBLEMI DA AFFRONTARE RIESCONO A TROVARE IL TEMPO E IL CORAGGIO DI AUMENTARSI LE INDENNITÀ »

“Questo è il sintomo dell’adeguatezza della classe nostra politica, stanno innescando una nuova guerra rustica “. Queste le parole di Luigi Diaspro (Fp Cgil), Giuseppe Pallanch (Cisl Fp) e Marcella Tomasi (Uil Fpl). “Nonostante la crisi dettata dall’emergenza Covid, i grandi problemi da affrontare e le criticità da risolvere, riescono a trovare il tempo e il coraggio di aumentarsi le indennità”.

Per alcuni è stato un blitz ma il dato di fatto è che i consiglieri del Trentino Alto Adige si sono sbloccati gli adeguamenti Istat che potrebbero portare fino a quasi 600 euro in più al mese. “La Provincia di Trento non riesce a trovare le risorse per valorizzare i propri dipendenti, non sblocca i contratti e non si vede una pianificazione del comparto a sostegno dei servizi per cittadini e imprese, ma intanto assistiamo all’aumento delle indennità dei consiglieri”.

L’adeguamento all’indice Istat è stabilito con una legge del 2012 quando era stato fissato il limite delle indennità dei consiglieri. Questa norma prevedeva una rivalutazione annuale che però non è stata mai applicata e soprattutto era ora osteggiata dalle opposizioni, visto anche la situazione economica in cui stanno vivendo molte famiglie.

L’Svp con l’appoggio di Lega e Forza Italia è stato approvato con voto segreto. Per la Lega, Roberto Paccher ha chiarito che “L’ufficio di presidenza aveva posto un quesito all’Avvocatura di Stato sulla possibilità di non procedere alla liquidazione della rivalutazione Istat. L’Avvocatura ha però risposto che non si intravvedono margini di intervento”.

Dura la presa di posizione dei sindacati. “Nelle interviste di fine anno Paccher – dicono Diaspro, Pallanch e Tomasi – inoltre rassicurava che il meccanismo non sarebbe stato sbloccato e invece è avvenuto l’esatto contrario con tanto di voto favorevole della Lega. Difficile che i cittadini possano dimenticare questa stagione e queste decisioni”.

Resta alta la tensione tra sindacati e Provincia per gli adeguamenti dei contratti e il riconoscimento dei premi Covid-19 per il personale sanitario e non, senza dimenticare le tante questioni ancora aperte sulla riorganizzazione del settore, la pianificazione dei fabbisogni e delle assunzioni.

“L’esecutivo – evidenziano Cgil, Cisl e Uil – ha stralciato 20 milioni già accordati e stanziati. Il bonus per gli operatori della sanità è stato parziale e pasticciato. Il personale nel periodo di lockdown si è trovato con mezzi propri a gestire il lavoro e mantenere la pubblica amministrazione trentina ai vertici nazionali per qualità, come recentemente confermato. A parole vengono tutti elogiati, ma i fatti stanno a zero: però a quanto pare il tempo per gli adeguamenti delle indennità riescono a trovarlo senza alcun problema”.

Un altro nodo è quello di saper delineare il futuro del comparto tra innovazione e valorizzazione del capitale umano. “Dispiace notare la diversità di trattamento. I politici – concludono Diaspro, Pallanch e Tomasi – si dicono arrabbiati dell’aumento, giudicato inevitabile o quasi, ma intanto incassano, i lavoratori invece devono sempre restare a guardare, soprattutto in questi tempi difficili per la crisi dettata dall’emergenza Covid-19”.
Non resteremo a guardare ovviamente la mobilitazione continua.