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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

OSPEDALE ARCO (TN): CIVETTINI, AMBULATORIO ORTOPEDICO POCO PROFESSIONALE?

(Fonte: Claudio Civettini) – Arco e ambulatorio ortopedico in ospedale. Contentino o progetto? Se progetto, perche’ ambulatorio inadeguato e poco professionale? Si puo’ pensare a una soluzione a breve per l’importanza del servizio?

Vista la visita in pompa magna dell’Assessore e dello staff dirigenziale svoltasi in Comunità di Valle e letto il comunicato stampa della Provincia degno dell’antico “Istituto Luce” dove si illustra che “il Protocollo per l’ospedale di Arco accoglie e declina le richieste di salvaguardia e implementazione poste dagli amministratori locali con la necessità di adeguare l’offerta di servizi e prestazioni equi, efficaci e sostenibili dal punto di vista organizzativo, demografico ed epidemiologico” e vista anche la dettagliata illustrazione dell’apertura attiva dal 3 luglio 2017 dell’ambulatorio ortopedico-traumatologico presso l’Ospedale di Arco, ci vengono segnalate delle incongruenze operative di qusst’ultimo,da molti condivise.

Chiaro che va apprezzato, in tempi di chiusure, l’apertura dell’ambulatorio ortopedico all’Ospedale civile di Arco, che parrebbe essere stato reso disponibile, quasi da contrapporre con quello che l’assessore ama praticare, ovvero “la politica del contentino”, con la chiusura definitiva del centro nascite.

Ambulatorio, che per l’allocazione dedicata, sembrerebbe avere poca credibilità da parte della dirigenza provinciale, se è vero come è vero, che lo si è voluto realizzare nell’angusto locale prima occupati dalla guardia medica.

Zona, che sarebbe a compartimentazione antincendio, corridoio di passaggio ad alto traffico di personale, dei carrelli, in quanto zona di accesso secondario al Pronto soccorso, radiologia, timbratore per cartellini dei dipendenti, nonché passaggio per la ditta di pulizie per il ritiro dei rifiuti.

Una situazione che sarebbe insostenibile e crediamo che Arco e comprensorio, su questo tema, possa pretendere una situazione professionalmente compatibile, senza fronzoli ma anche senza immondizie che circolano.

Anche perché, tale servizio, almeno negli orari d’ambulatorio poterebbe essere un buon servizio per l’aspetto operativo e di intervento almeno su piccole fratture che, diversamente, in ogni modo, si deve gravitare su Rovereto.

Ora non sta certo a noi dare indicazioni sulle allocazioni alternative, ma ci sembra logico che quando si vuole, gli spazi si trovano e si rendono disponibili, qualora l’obiettivo sia la realizzazione di un progetto e non di soluzioni temporanee e poco credibili.

Questo, anche e soprattutto per dare spazio e strumenti a quei medici di alta professionalità, che meritano, a nostro avviso, gli strumenti e le strutture adeguate per poter operare con correttezza.

 

 

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Tutto ciò premesso,

Il sottoscritto Consigliere interroga Il Presidente della Giunta provinciale e l’Assessore provinciale competente per sapere:

Visto l’annuncio in pompa magna dell’apertura dell’ambulatorio ortopedico-traumatologico presso l’Ospedale civile di Arco e nel caso, se si sia a conoscenza delle perplessità dell’operazione non certo per la valenza del servizio, quanto per l’infelice allocazione, crocevia di passaggi di servizio financo il passaggio della raccolta immondizie;

Se l’Assessore in occasione della conferenza stampa, abbia avuto modo di visitare detto ambulatorio e nel caso, quale ne sia il giudizio sulla operatività dello stesso;
Se si confermano o si smentiscano le circostanze della inopportuna allocazione e nel caso, perché è stata fatta detta scelta quando ci si rappresenta la possibilità di reperire adeguati spazi per le prestazioni del prezioso servizio ortopedico;

Se detta apertura è frutto di un progetto e nel caso, quali siano le finalità e l’implementazione ne sistema sanitario locale e quale sia l’operatività concreta di tale apertura;

Se, vista la situazione e nel caso si convenga sull’inadeguatezza del locale oggi ambulatorio di ortopedia ad Arco, quale sia la volontà dell’assessorato competente sul tema e quale la possibile decorosa soluzione da rendere operativa;

Quali siano gli eventuali tempi per l’adeguamento del servizio sopra richiamato;

 

 

A norma di regolamento si richiede risposta scritta.

 

 

 

 

 

In allegato l’interrogazione contenuta nel comunicato stampa:

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Foto: da archivio Pat