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BONFANTI – VALER – TESSADRI – ERLICHER * BY PASS TRENI: « RFI – COMUNE E PROVINCIA TRENTO SI SONO SPESI PER UN’OPERA CON FORTI CRITICITÀ AMBIENTALI »

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09.28 - venerdì 26 agosto 2022

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –

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Un’approvazione che sembra una bocciatura. Abbiamo partecipato ad un dibattito truccato. RFI ma anche Comune di Trento e Provincia autonoma di Trento hanno nascosto le carte e si sono spesi per la realizzazione di un’opera che fin dall’inizio presentava pesanti criticità ambientali e rischi reali di disastro ambientale. E’ questa l’impressione che si ricava dalla lettura della Determinazione 2/2022del 5 agosto 2022 del Comitato Speciale del Consiglio Superiore dei lavori pubblici (CSLLPP) relativa alla Circonvallazione ferroviaria AC/AV di Trento.

Quella del Comitato Speciale è in realtà una vera stroncatura dell’opera.
Nella prima parte della Determinazione il Comitato Speciale fa una lunga disamina dell’iter dell’ opera e riporta, quasi per intero l’art.44 del D.L. 77/2022 (le norme di semplificazione per l’ attuazione del PNRR) per dire che “non essendoci stati pareri contrari”, l’approvazione dell’opera e con essa la dichiarazione di pubblica utilità ed il vincolo preordinato all’esproprio, sono di competenza della Conferenza dei Servizi e richiama la Determinazione Finale di questa, datata 18 luglio 2022 a firma del proponente (RFI) ing. Giuseppe Romeo.

Il nucleo essenziale del Determinazione, che per come si è svolto l’iter ha carattere “ricognitivo”, si sviluppa da pagina 9 a pag.15.
E’ a pagina 9 che si evince che fin dall’ inizio il dibattito ( a cominciare dal Dibattito Pubblico che si è tenuto da metà dicembre 2021 a metà gennaio 2022) è stato volutamente truccato.

Per renderlo chiaro è necessario fare un piccolo passo indietro. A dicembre 2022 RFI ha presentato il Piano di Fattibilità Tecnico Economica sia alla Commissione Nazionale per il Dibattito Pubblico che al Consiglio Superiore del Lavori Pubblici ed infine lo ha mandato al costituendo Comitato Tecnico PNRR PNIEC presso il Ministero della transizione ecologica per il rilascio della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). In quella occasione il Consiglio Superiore aveva rilasciato un parere preventivo ed aveva sospeso la procedura per 15 giorni chiedendo integrazioni della documentazione a RFI.

Il documento in oggetto non è mai stato reso pubblico, nonostante che con lettera sia alla Commissione Nazionale che al Coordinatore del Dibattito Pubblico dott. Pillon (allegato 1) noi lo avessimo richiesto! Anzi, quando la richiesta è avvenuta a voce e a chiederla in occasione della presentazione del Dibattito pubblico a Palazzo Thun erano stati anche alcuni giornalisti, l’ing. Romeo ha pubblicamente dichiarato che si trattava di cosa non importante e relativa ai rapporti istituzionali fra RFI e Il Consiglio Superiore.
Scopriamo oggi, invece che il Consiglio Superiore aveva fin dall’inizio evidenziato le grandi criticità della realizzazione della galleria a due canne sotto la Marzola, tanto da consigliarne un tragitto diverso, più in profondità in modo da ridurre il rischio di effetti pesanti sulla collina est sia relativamente ai corsi d’acqua che a possibili disastri ambientali.

Se RFI avesse accettato il suggerimento del Consiglio Superiore il progetto non avrebbe potuto essere inserito nel PNRR (che prevede che le opere siano consegnate ed utilizzabili entro il giugno 2026) perché sarebbe stato necessario rifarlo, almeno relativamente alla galleria sotto la Marzola! Con la complicità di Comune e Provincia hanno invece deciso di raccontare frottole agli abitanti (l’ineffabile assessore Facchin ed i “tecnici” del Comune hanno fatto addirittura un evento on line per dire che relativamente alla collina non c’erano problemi e che i comitati contro la circonvallazione esageravano e mentivano!) e di continuare nel tentativo di far approvare un’ opera che mette la città di fronte a gravissime emergenze ambientali.

Sempre dalla lettura del documento si evince che in quella occasione il Consiglio Superiore aveva fatto almeno 4 prescrizioni a RFI e che questa non ha adempiuto che alla meno significativa. Oggi quindi il Consiglio Superiore, con un tono istituzionale assai brusco dice testualmente:

a. “la delicatezza delle condizioni di stabilità del versante è nota alla provincia di Trento, la quale ha condotto studi integrati da monitoraggio inclinometro profondo, i cui risultati, allegati alla documentazione integrativa del PFTE, richiederanno nuovi approfondimenti”.

b.”… non si ritengono pienamente esaustive le interpretazioni rappresentate nelle sezioni geologiche proposte per il versante del monte Marzola, caratterizzate, ad esempio, dalla presenza fragile di discontinuità subverticali, ed in particolare quelle nella parte bassa del versante potenzialmente parallele al tracciato, rende opportuno un approfondimento relativo, oltre che alle geometrie dei corpi, anche alla valutazione delle tempistiche di realizzazione delle gallerie, a causa delle possibili interferenze delle discontinuità stesse con il tracciato. Le discontinuità subverticali possono anche essere oggetto di localizzazione di deformazioni e di flussi idrici profondi che potrebbero avere una ripercussione, nel breve termine, sull’interazione gallerie-versante”.

c. “Alla luce del quadro geologico e del quadro geotecnico fino ad ora accertato, che vede la presenza di deformazioni gravitative lente di versante superficiali e profonde, anche se queste ultime di modesta entità, con possibili impatti sulla funzionalità gestionale delle gallerie, si ritiene indispensabile mettere a punto, prima dell’affidamento dei lavori, un accurato sistema di monitoraggio, considerato anche l’elevato grado di antropizzazione del versante sovrastante lo scavo delle gallerie”.

d. “Si ritiene, altresì indispensabile che venga definito prima dell’ affidamento dei lavori, un sistema di monitoraggio per i cavi delle gallerie e per i piani in ferro che restituisca un controllo in tempo reale di eventuali movimenti al fine di garantire la sicurezza dei convogli che si muoveranno nelle due gallerie, e poter valutare l’esigenza nel tempo di interventi di manutenzione delle stesse”.

Il Comitato Speciale del Consiglio Superiore, alla luce di come si è comportata relativamente alle prescrizioni contenute nel documento del dicembre 2021, non si fida di RFI e perentoriamente scrive a più riprese che le prescrizioni “dovranno essere inserite nel PFTE” che andrà in appalto, che studi specifici sulle prescrizioni dovranno essere parte del bando di gara ed infine che “il PFTE posto a base di gara dovrà contenere uno specifico documento che dia conto di tutte le eventuali incertezze che dovessero ancora essere presenti. Tali previsioni sopra riportate dovranno essere oggetto di specifico richiamo nel capitolato speciale di appalto”.

 

La requisitoria del Comitato Speciale non si ferma qui.Il Comitato lamenta il non rispetto di tre delle quattro prescrizioni che sempre nel documento del dicembre 2021 aveva fatto a RFI. Il tema è quello della sicurezza delle gallerie in ordine al transito simultaneo nelle stesse di merci pericolose e di passeggeri. Ed in particolare fa notare che “La prescrizione n.4 è affrontata (da RFI, ndr) solo nel documento contenente le contro-deduzioni ma per quanto riguarda il tema dei nuovi vettori energetici il testo non è comprensibile”. Si trattava infatti di “Dimostrare l’efficacia delle misure di sicurezza che si intendono adottare in relazione al traffico merci pericolose (tenendo presente il ricorso sempre maggiore a nuovi vettori energetici) sia in termini di specifici presidi da annoverare nei punti anti incendio, sia di presenza contemporanea nelle due canne di treni merci e/o passeggeri come sembra risultare dalla illustrazione funzionale dei lotti funzionali B e C”.

A tale proposito il Comitato Speciale impone a RFI di “dimostrare, prima dell’ affidamento dei lavori, l’efficacia delle misure di sicurezza che si intendono adottare in relazione al traffico di merci pericolose”, in particolare provare che il rivestimento della galleria può resistere ad una temperatura di 450°C a livello di soffitto per il tempo necessario a consentire l’autosoccorso e la evacuazone dei passeggeri…”

 

Come volevasi dimostrare
Nei giorni scorsi, appena giunta la notizia della “approvazione” del progetto di RFI da parte dl Consiglio superiore dei Lavori Pubblici, avevamo, per la ennesima volta fatto notare che le famose prescrizioni del Comune di Trento NON CI SONO.
Letta la Determinazione ne abbiamo totale conferma. Le tre delibere del Comune del febbraio 2022 non solo non sono prese in esame ma non sono neppure mai citate, nemmeno negli allegati.

Siamo francamente curiosi di sapere cosa altro inventeranno ora Facchin, Ianeselli ed i tecnici comunali che ci hanno spiegato che dentro la Determina del Comitato Speciale avremo trovato sia le delibere che una lettera della Commissaria Straordinaria Paola Firmi.
Già la Determinazione finale della Conferenza dei Servizi citava soltanto la delibera n. 27 del Comune (dimenticando la 24 e la 25) che non prevedeva fra le prescrizioni il cantiere pilota per verificare la fattibilità dell’ opera (prevista in transito nelle aree inquinate del SIN di Trento Nord) inviando al Comitato Speciale il progetto originario senza modificarlo e quindi di fatto cassando anche le prescrizioni relative ai “cameroni” (che avrebbero dovuto consentire in futuro la possibilità che i treni merci che non dovevano passare all’Interporto di Trento proseguissero in galleria fino a Salorno) ed al prolungamento verso nord di 165 metri della galleria artificiale che fuoriesce dallo scalo Filzi (per ridurre l’impatto dell’ opera sul centro cittadino).

Rispetto al non recepimento delle previsioni la Determinazione del Comitato Speciale mette in evidenza che il Comune di Trento non è solo, anche quelle contenute nel documento del dicembre 2021 redatto dal Consiglio Superiore non sono state recepite e nella determinazione il Comitato Speciale lo dice con forza.

La differenza però fra Comune e Comitato Speciale è che quest’ultimo si è ben guardato in questi mesi di coprire le furbizie di RFI, ed ora la costringe a pesanti vincoli circa il progetto che andrà in appalto. Vincoli che potrebbero prefigurare la diserzione della gara da parte delle ditte interessate, che certamente non a cuor leggero si prenderanno la responsabilità di realizzare un lavoro con così tante e pericolose criticità, anche a fronte di un baget per l’opera palesemente insufficiente (inferiore di almeno il 30% del costo dell’opera: è questa la percentuale media di aumento delle materie prime) , ed alla necessità di prevedere maggiori risorse sia per i problemi connessi sia alla paleofrana ed alle gallerie che per quanto riguarda il disinquinamento di Trento Nord, sapendo che i tempi sono molto ridotti e che l’opera dovrà essere ultimata entro giugno 2026, pena la perdita di tutto o parte del finanziamento europeo.

Se qualcuno voleva conferma, da una voce terza, dell’ avventurismo di quest’opera e del dilettantismo di tecnici e politici comunali e provinciali, la lettura della Determinazione del Comitato Speciale toglie qualsiasi dubbio. E documenta in modo incontrovertibile che il Comune ed in particolare l’assessor Facchin, ha operato in questa vicenda rappresentando non gli interessi della popolazione di Trento ma quelli di Rete ferroviaria Italiana.

Le dimissioni di Facchin sono dunque l’unica possibilità che il Comune ha di tentare di salvare la faccia, pena un discredito pesante per la intera compagine di governo comunale che si è dimostrata assolutamente al di sotto delle necessità e che sta portando la città sull’orlo di un disastro ambientale sia per quel che riguarda la collina e Matterello che ancor più per quella che è la maggiore criticita di questo progetto, le aree inquinate di Trento Nord, dove non si sa ancora come passare ed anche qui RFI spera in un bliz dove, accontentando i proprietari e le loro mire speculative, anziché bonificare le aree ci si accontento di mettere il problema del piombo tetraetile sotto una colata di cemento.

 

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Elio Bonfanti, Antonella Valer, Franco Tessadri, Lorenza Erlicher

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