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LETTERE AL DIRETTORE

PAOLO PICCOLI * POLITICA NAZIONALE: « UN LEADER DEVE SAPERE GUIDARE LA COMUNITÀ ANCHE ATTRAVERSO MOMENTI DIFFICILI, CON COMPETENZA – ASCOLTO – CORAGGIO »

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11.03 - giovedì 31 marzo 2022

Competenza, ascolto, coraggio. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha richiamato la dignità, la responsabilità, l’impegno, come elementi necessari per un impegno politico realmente al servizio del bene comune.

Abbiamo condiviso in pieno le sue considerazioni, aggiungendo anche la necessità di memoria storica, soprattutto in una terra come la nostra, che fonda sull’autonomia i cardini del proprio sviluppo, del benessere, della coesione sociale.

Vi sono tuttavia altri tre elementi del tutto necessari a chi ritiene di potersi impegnare in politica. Li ha richiamati con la consueta chiarezza il Presidente del Consiglio Draghi, indicando nella competenza, nella capacità di ascolto e nel coraggio di sostenere le proprie idee elementi indispensabili per chi ha responsabilità politiche.

Parlare di competenza non è molto di moda nell’era dell’”uno vale uno”; e tuttavia fin da quando già nella preistoria i gruppi umani hanno iniziato ad evolvere, è alla capacità di saper fare concretamente qualche cosa che si sono legati la crescita organizzativa e l’affidabilità dei singoli .

Ciò vale ancor di più in una società complessa, nella quale non soltanto è necessario possedere competenze specifiche (in campo giuridico, medico, organizzativo, educativo, artistico, economico, eccetera) ma è necessario anche avere la capacità di valutare il contesto e comprenderne effetti e conseguenze delle decisioni.

Per decidere occorre poi capacità di ascolto, al fine interpretare in modo corretto le esigenze del corpo sociale, cercando di impadronirsi fin fondo delle diverse questioni; con un metodo che non parta da posizioni precostituite, ma che porti ad una decisione attraverso il confronto e l’affinamento delle idee.

Infine il coraggio di sostenere le proprie idee. In un mondo ideale ogni politico dovrebbe sapere di andare verso la conclusione del proprio mandato, senza necessità di tentare la rielezione; così avrebbe totale indipendenza rispetto agli indici di gradimento, le inclinazioni contingenti, gli atteggiamenti difensivi, le paure dell’elettorato.

Un leader deve saper guidare la propria comunità anche attraverso momenti difficili, di sacrificio, di nessun tornaconto personale.

Sotto questo profilo, avere in questo momento un uomo come Draghi, la cui esperienza nessuno può discutere, privo di obiettivi elettorali, è sicuramente una grande fortuna per il nostro Paese in un momento tanto complesso, dopo due anni di pandemia e con l’aggressione russa all’Ucraina, e con i primi non troppo responsabili episodi di smarcamento delle forze al governo, in vista della competizione elettorale di fine mandato.

 

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Paolo Piccoli
Campobase

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