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LETTERE AL DIRETTORE

LIBERTÀ AGRICOLA TRENTINA * SETTORE VITIVINICOLO: «TAVOLO SUL VINO, ORA SERVONO VERITÀ – TEMPI – RESPONSABILITÀ»

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18.30 - lunedì 1 dicembre 2025

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Egregio Direttore,

come Libertà Agricola Trentina prendiamo atto dell’approvazione unanime della mozione sul tavolo paritetico per il settore vitivinicolo. È un passo dovuto, non ancora sufficiente.

Sono anni che segnaliamo gli stessi nodi: gestione delle fitopatie senza una regia credibile, posizionamento dei prodotti incerto, cooperazione sempre più chiusa in una logica a senso unico, amministrazioni di cantine poco dialoganti con i soci, sindacati esitanti nel prendere posizioni nette. Oggi si riconosce che un problema esiste, bene. Ma un tavolo senza scosse vere rischia di essere un’altra stanza dove rinviare.

C’è un fatto che non si può tacere: chi ha guidato il sistema fino alla crisi ha nel frattempo blindato le poltrone. Nello statuto della Federazione è stata reintrodotta la possibilità di ricandidarsi senza limite di mandati. In almeno una cantina sociale è stato inserito un articolo che consente l’espulsione del socio che critica la propria cooperativa. Questo non è rinnovamento, è chiusura.

Non lo diciamo solo noi. Lo ha osservato, in termini generali, anche il prof. Roberto Poli dell’Università di Trento nel suo intervento dal titolo: “Esercizio di futuro” al recente convegno per i 130 anni della Cooperazione Trentina ha detto: molti gruppi dirigenti sono divenuti autoreferenziali, si sono chiusi su sé stessi e si stanno progressivamente invecchiando.

La cooperazione nasce per dare voce ai soci, non per silenziarli.
A ciò si aggiunge un’altra stortura: si investono risorse ingenti in ricerca e nuove tecnologie per il vigneto, ma troppi progetti finiscono nei cassetti. I filari rimangono sguarniti, il trasferimento sul campo è nullo, lo spreco di risorse è massimo. Senza indicatori di adozione e responsabilità chiare, la ricerca non diventa innovazione, resta un costo.

Per queste ragioni chiediamo cinque impegni concreti, misurabili, a tempo:

1. Composizione davvero paritetica del tavolo, con rappresentanza equilibrata di viticoltori, vinificatori, imbottigliatori e filiere verticali, più due osservatori indipendenti del mondo della ricerca.

2. Calendario pubblico con tre traguardi entro 90 giorni: diagnosi condivisa, priorità operative, piano di contingenza su dazi, qualità e contenimento produttivo.

3. Trasparenza dei dati: pubblicazione mensile di volumi, giacenze, mercati, prezzi medi e promozioni, per permettere scelte informate ai soci.

4. Riforma della rappresentanza: stop a deleghe e pesi che marginalizzano i piccoli, voto chiaro e tracciabile, limiti di mandato per presidenti e consiglieri, abrogazione delle clausole bavaglio che minacciano l’espulsione per critica, Carta dei diritti del socio e organismo etico indipendente.

5. Accountability: verbali e decisioni pubbliche, assegnazione di responsabilità personali sulle azioni, verifiche trimestrali con esiti accessibili alla base sociale.

In coerenza con il problema del trasferimento tecnologico, chiediamo inoltre un sesto impegno specifico:

6. Dal laboratorio al filare: obiettivi vincolanti di adozione sul campo per ogni progetto finanziato, con indicatori come percentuale di aziende coinvolte, numero di filari equipaggiati, giornate di formazione erogate, contratti di manutenzione attivati. Pubblicazione annuale dei risultati e riallocazione dei fondi dai progetti non adottati a quelli che dimostrano impatto reale.

Senza queste condizioni parlare di futuro con le stesse logiche e le stesse persone che ci hanno portati qui è illusorio. Non chiediamo teste per principio, chiediamo responsabilità, apertura, discontinuità dove serve.
Siamo disponibili a contribuire con proposte su zonazione, qualità, vitigni autoctoni, gestione delle fitopatie, strumenti di mercato e percorsi di adozione tecnologica. Prima però servono regole chiare, tempi certi e dati aperti. Solo così il tavolo potrà essere una svolta, non fumo negli occhi.

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Libertà Agricola Trentina.

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