06.51 - mercoledì 3 giugno 2026
Gentile direttore Franceschi,
allego quanto oggi pubblicato sul quotidiano Il T, anche per consentire la visione ai lettori di Opinione.
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La svolta attesa da anni è finalmente giunta a compimento. Con il via libera definitivo del Senato avvenuto recentemente, l’iter della riforma del nostro Statuto speciale sigilla un traguardo storico che va ben oltre il semplice adeguamento tecnico delle norme. In questo quadro rinnovato, il Consiglio regionale consolida il proprio ruolo strategico di cerniera istituzionale tra le due Province autonome di Trento e di Bolzano. La ridefinizione delle competenze non indebolisce il disegno comune, ma anzi ne valorizza la sinergia, offrendo una garanzia di equilibrio e stabilità per il futuro, e permettendo anche una gestione coordinata delle nuove sfide territoriali.
Chi oggi critica il provvedimento, liquidandolo come un mero atto dovuto o un semplice riallineamento formale, offre una lettura miope e un’ingiusta interpretazione al ribasso di un percorso politico e istituzionale straordinariamente complesso. Liquidare questo risultato come scontato significa non comprendere, o voler ignorare, la storica “diffidenza” di Roma verso le autonomie speciali. Riconquistare spazi di manovra e veder protette le nostre prerogative in un clima nazionale spesso orientato al centralismo è stato tutto fuorché un atto automatico, ma il frutto di un lungo e serrato confronto negoziale.
Si tratta del superamento di una stagione complessa, segnata da un progressivo arretramento legislativo e dall’erosione dei nostri spazi di manovra, causati dalle interpretazioni centralistiche seguite alla riforma del Titolo V. Oggi quel percorso si inverte in modo chiaro, restituendo certezza al diritto e blindando le nostre competenze. Questo passaggio parlamentare ripristina l’essenza stessa dell’autonomia e riafferma le nostre prerogative costituzionali in una cornice pattizia molto solida. Non stiamo parlando di un arroccamento, ma della riacquisizione di quegli strumenti operativi che consentono alle nostre istituzioni di rispondere con tempestività, efficacia e aderenza alle necessità economiche e sociali del territorio. Ovvero ai bisogni della nostra gente.
Le novità introdotte aprono una stagione di maggiore autonomia gestionale e legislativa. L’acquisizione di competenze esclusive in settori cruciali, come il governo del territorio, l’urbanistica, la tutela dell’ambiente e dell’ecosistema, i servizi pubblici locali e il commercio, rappresenta un salto di qualità storico. Disporre di leve autonome per la gestione della fauna selvatica (penso al crescente problema della vita e del lavoro in montagna), piccole e medie derivazioni idroelettriche, la viabilità e la disciplina del lavoro con la contrattazione collettiva provinciale significa poter incidere direttamente sulla vita di cittadini e imprese. A questo si aggiungono il rafforzamento della rappresentanza ladina e le nuove regole sul diritto di voto provinciale, che tutelano le specificità locali nel pieno rispetto dei vincoli europei.
L’efficacia dello strumento pattizio e delle norme di attuazione ridurrà il contenzioso con lo Stato, consentendoci di guardare avanti con una visione chiara. L’autonomia del Trentino-Alto Adige/Südtirol si conferma così un modello di eccellenza dinamico, capace di evolversi nel rispetto della propria storia.
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Roberto Paccher
Consigliere Provinciale Lega Trentino
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