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Revoca concessione Autostrade, Toninelli (M5S): “E’ giunto il momento che si arrivi ad una decisione. Non possiamo arrivare all’inaugurazione del nuovo Ponte Morandi riconsegnandolo a chi per assenza di manutenzione quel ponte l’ha fatto crollare. Noi proponiamo una revoca, la ministra De Micheli ha fatto una trattativa, ci dicano qual è la controproposta dei Benetton. Non ci accontentiamo di piccole diminuzione dei pedaggi. L’alternativa c’è: Anas. Sblocca cantieri? Purtroppo, non so perchè, chi mi ha sostituito non ha ancora fatto quei decreti attuativi che avrebbero potuto commissariare le opere bloccate”

Danilo Toninelli, senatore del M5S, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus.

Sulla revoca delle concessioni ad Autostrade. “Il percorso giusto da prendere è mettere l’interesse dei cittadini al primo posto, non una famiglia lobby come quella dei Benetton -ha affermato Toninelli-. Nel 2007-08 per questa concessione è stata fatta una legge, una cosa folle. Adesso per revocarla bisogna passare dal parlamento. Nel governo gialloverde non avevamo i numeri per revocarla, adesso stiamo cercando di convincere il PD a farlo. Non possiamo pensare di arrivare all’inaugurazione del nuovo Ponte Morandi riconsegnandolo a chi per assenza di manutenzione quel ponte l’aveva fatto crollare. E’ giunto il momento che si arrivi ad una decisione. La decisione non deve essere che il concessionario applichi la norma di legge abbassando le tariffe, quello va fatto a prescindere perchè è previsto dal decreto Genova. Noi proponiamo una revoca, la ministra De Micheli ha fatto una trattativa, ci dicano qual è la controproposta dei Benetton. Non ci accontentiamo di piccole diminuzione dei pedaggi. L’alternativa c’è. Anas, anche se ha avuto in passato problemi, oggi ha un Ad che è una persona capace e per bene, e oggi i numeri di Anas hanno un rilancio straordinario. Anas gestisce 31mila km di strade in Italia, come si può dire che non sia in grado di gestire meno di 3mila km di autostrade. Questa ovviamente dovrà essere una decisione politica. Sono fiducioso, secondo me ci sono le condizioni per fare le cose giuste: far abbassare i pedaggi ed aumentare le manutenzioni delle strade”.

Sullo sblocca cantieri. “Purtroppo, non so perchè, chi mi ha sostituito al Ministero non ha ancora fatto quei decreti attuativi che avrebbero potuto commissariare le opere bloccate. Deve essere fatto un passo in avanti. Il modello Genova va applicato ad opere simili a quella di Genova”.