Cancelleri (viceministro Infrastrutture e Trasporti): “Tutti paragonano il Coronavirus alla guerra, ma le macerie non si troveranno per strada, si troveranno nelle tasche degli italiani. O ci rimetti il denaro che c’era prima oppure sarà difficile uscire dalla crisi. Coronabond? Anche Olanda e Germania si convinceranno perchè sono rimaste sole, anche grazie alla grande abilità diplomatica di Conte. Serve il modello Genova per far ripartire l’Italia, 109 miliardi di infrastrutture sono già stanziati. Probabilmente è vero che il decreto ha lasciato scoperte alcune categorie, ma in questo momento stiamo semplicemente tamponando, non ci dimenticheremo di nessuno.

Oggi è il momento di mettere sul piatto tutte le soluzioni e vanno lasciate da parte le polemiche. Questa è una guerra che non si vincerà uccidendo un uomo in più, ma salvando un uomo in più”

Giancarlo Cancelleri (viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti) è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

Sulle ricadute economiche dell’emergenza Coronavirus. “E’ chiaro che in una crisi come questa vanno abbandonati tutti quei meccanismi europei come il Mes e altre situazioni che si stanno pensando -ha affermato Cancelleri-. O si emettono Coronabond, o bisogna trovare altre soluzioni. Di certo il sistema delle banche deve fare la sua parte, tutte le soluzioni devono essere rivolte alla possibilità di immettere denaro fresco all’interno di quei canali che si sono prosciugati. Tutti paragonano il Coronavirus alla guerra, ma le macerie non si troveranno per strada, si troveranno nelle tasche degli italiani. O ci rimetti il denaro che c’era prima oppure sarà difficile uscire dalla crisi”.

Olanda e Germania si oppongono ai Coronabond. “Credo che stavolta Olanda e Germania, ultimi baluardi di un’Europa austera, siano rimaste sole. La grande abilità diplomatica del premier Conte sta cominciando a dare i suoi frutti. La lettera firmata da 9 Paesi è molto importante, c’è per la prima volta la Francia che si sgancia dal fronte tedesco e altri Paesi importanti dell’Europa che hanno capito che o rilanciamo con un piano straordinario tutto il sistema Europa oppure rimarremo schiacciati sui due fronti: la Cina e gli Usa”.

Emergenza disoccupazione. Dobbiamo capire che finito il Coronavirus il numero dei disoccupati nei Paesi sarà enorme. Non c’è dubbio che il reddito di cittadinanza sia stato pensato per aiutare chi perde il lavoro, ma va innestato all’interno di un percorso che poi deve diventare definitivamente lavorativo. I numeri non saranno quelli che erano previsti dal provvedimento quand’è stato pensato, per questo dobbiamo prendere tutti i denari fermi nei cassetti dello Stato e rimetterli in circolo.

Dobbiamo avere il coraggio di sciogliere nodi come il codice degli appalti per far partire immediatamente le opere. A Genova l’Italia di fronte ad una tragedia ha avuto la grande lungimiranza di trasformare quel momento di difficoltà in un’opportunità e abbiamo dimostrato al mondo intero come si possa ricostruire un ponte e lo abbiamo fatto velocemente, in maniera moderna. I soldi già sono stati messi, sono nei cassetti di Anas e Rfi, opere già finanziate per 109 miliardi. Se facessimo tutto col metodo tradizionale, la politica perderebbe mesi per mettersi d’accordo sulle opere da andare a completare, poi ci si dovrebbero spartire i nomi dei commissari. La mia proposta invece prevede che la lista delle opere sia quella che già c’è, senza fare selezioni. E i commissari straordinari sono gli amministratori di Anas e Rfi e diamo la possibilità a queste persone di nominari sub commissari come successo a Genova”.

Sul decreto Cura Italia. “Probabilmente è vero che il decreto ha lasciato scoperte alcune categorie. Però dobbiamo ricordarci che questa è una parte della soluzione, in questo momento stiamo semplicemente tamponando, ma non ci dimenticheremo di nessuno. Oggi è il momento di mettere sul piatto tutte le soluzioni e vanno lasciate da parte le polemiche. Questa è una guerra che non si vincerà uccidendo un uomo in più, ma salvando un uomo in più”.