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Il bilancio della prima legislatura in Consiglio provinciale Trento

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INTERVISTA A SENATORE ANDREA DE BERTOLDI - AMMINISTRATIVE TRENTO 2020

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Il consigliere del Partito Democratico Alessandro Olivi ha depositato oggi un’interrogazione per incalzare la Giunta sulla necessità di sostenere maggiormente e con più rapidità le piccole imprese nella fase della ripartenza.

Recentemente sono stati deliberati dalla Giunta provinciale i criteri attuativi necessari alla concessione dei contributi a fondo perduto in favore degli operatori economici colpiti dalla pandemia. Il parametro adottato per la ripartizione degli 89 milioni di euro risulta in prevalenza basato sul numero di addetti, con un contributo medio di 3.000 euro per singola impresa.

“Nei criteri si poteva valorizzare in modo anche differenziato settori, categorie e tipologie di imprese in relazione all’intensità delle conseguenze della crisi – afferma Olivi – in quanto non tutti hanno subito un danno equivalente e non tutte le attività avranno la stessa difficoltà nella ripresa.

Tenuto conto dei selettivi protocolli a cui devono uniformarsi taluni settori per lavorare, la Giunta deve adesso tempestivamente rendere operativa anche la misura del contributo ugualmente previsto nella legge provinciale anticrisi (L.P. n.3/2020) introdotto in favore delle imprese che sono impegnate in interventi di riorganizzazione aziendale, di adeguamento e di implementazione delle misure di sicurezza sui luoghi di lavoro.

Alcune realtà, soprattutto quelle ricettive, si troveranno infatti ad affrontare un sensibile aumento di spesa per garantire i livelli di sanificazione richiesti nei protocolli e per fronteggiare l’equazione: più spazio tra le persone, minori utenti, dunque minori entrate”, ribadisce il consigliere.

Il vicepresidente del Consiglio provinciale ha dunque interrogato la Giunta per sapere se non ritenga necessario ed urgente procedere in questo senso, e se non ritenga fin d’ora utile prospettare nel prossimo Assestamento di bilancio l’incremento dello stanziamento per gli interventi di messa in sicurezza dei luoghi di lavoro e per l’adeguamento e la riorganizzazione aziendale, considerato che i 15 milioni di euro ora previsti per questa misura risulteranno sicuramente insufficienti per soddisfare tutte le richieste.

 

*

Ill.mo Signor

Walter Kaswalder

Presidente del Consiglio provinciale

SEDE

 

Trento, 21 maggio 2020

 

 

Interrogazione n.

E’ necessario sostenere maggiormente i costi della ripartenza delle piccole imprese

 

A seguito dell’approvazione della Legge Anticovid (L.P. n.3/2020) la Giunta provinciale ha recentemente deliberato i criteri attuativi per la concessione di contributi a fondo perduto in favore degli operatori economici che hanno subito gravi danni in conseguenza della pandemia.

Il parametro adottato per la ripartizione degli 89 milioni di euro stanziati per questa specifica misura si basa in modo prevalente sul numero degli addetti senza valorizzare in modo anche differenziato settori, categorie e tipologie di imprese in relazione all’intensità delle conseguenze della crisi. Tuttavia, non tutte le imprese hanno subito un danno equivalente e, soprattutto, non tutte le attività avranno la stessa difficoltà nella ripresa.

Pur condividendo la scelta della Giunta di estendere l’aiuto ad una platea vasta di operatori economici si poteva diversificare il contributo sulla base di un criterio che tenesse maggiormente conto del calo del fatturato e delle difficoltà nella ripartenza. Mi riferisco in particolare al settore alberghiero e a quello della ristorazione.

I criteri adottati dalla Giunta producono la conseguenza di distribuire le risorse in modo molto polverizzato e con un contributo medio di poco superiore ai 3.000 euro.

Nella legge anticrisi è peraltro contenuta un’altra misura finalizzata a sostenere interventi di riorganizzazione e adattamento dell’impresa nella prospettiva della ripresa dell’attività dopo il blocco forzato. Possono essere finanziate spese per sostenere i costi per l’implementazione delle misure di sicurezza sul luogo di lavoro, i progetti di digitalizzazione e di riconversione digitale, la promozione del lavoro agile, lo sviluppo di servizi per la fornitura di beni a domicilio, i progetti di ricerca e di sviluppo anche in materia di COVID-19, la riconversione produttiva e l’avvio di nuova imprenditorialità per la produzione dei prodotti necessari a rispondere alla pandemia.

Tenuto conto dei selettivi protocolli di sicurezza a cui taluni settori devono uniformarsi per lavorare gli incentivi di cui sopra sono fondamentali e per certi versi più utili per affrontare l’onerosa transizione. Infatti come ribadito anche dal presidente dell’Associazione albergatori trentini sui quotidiani locali, alcune realtà lavorative, come ad esempio quelle ricettive, si troveranno ad affrontare un sensibile aumento di spesa per garantire i livelli di sanificazione richiesti nei protocolli e per fronteggiare l’equazione più spazio tra le persone, minori utenti, dunque minori entrate.

Un contributo che difficilmente potrà essere coperto dallo stanziamento oggi previsto di soli 15 milioni di euro.

E’ necessario che la Giunta adotti senza indugio i criteri attuativi anche per questa misura e che in prospettiva, già a partire dalla manovra di Assestamento al bilancio, aumenti lo stanziamento ad un capitolo di spesa fondamentale per permettere alle attività economiche di rimanere aperte e competitive.

Tanto premesso, e ribadita la necessità che la Giunta approvi tempestivamente i criteri per sostenere le misure di adeguamento delle imprese alla Fase 2

 

interrogo il presidente della Provincia e l’assessore competente per sapere:

 

  1. se la Giunta non ritiene necessario ed urgente procedere all’attuazione di quanto previsto all’art.4 della L.P. n.3/2020 cioè a deliberare i criteri per rendere effettiva l’erogazione del contributo alle imprese previsto per la riorganizzazione aziendale come l’adeguamento e l’implementazione delle misure di sicurezza sui luoghi di lavoro;
  2. se non ritiene comunque fin d’ora necessario prevedere nel prossimo Assestamento di bilancio l’incremento dello stanziamento previsto per gli interventi di messa in sicurezza dei luoghi di lavoro e per l’adeguamento e la riorganizzazione aziendale, nonché per la promozione della competitività del sistema trentino anche alla luce dei protocolli sulla sicurezza previsti dal Dpcm nazionale.

 

 

A norma di regolamento, si richiede risposta scritta.