Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Claudio Civettini) – Per quanto riguarda la situazione relativa alla gestione della sicurezza idrogeologica di Mori e del così detto vallo-tomo, crediamo vada fatta la giusta chiarezza all’interno di un meccanismo che è degenerato per l’incapacità di una seria gestione politica del problema. Premettendo infatti che i fautori iniziali della protesta, erano fortissimamente legati agli attuali partiti di governo e che a loro dire, all’inizio, non sarebbe dovuta essere un confronto politico ma tecnico, per non scontrarsi proprio con le loro parti politiche, va detto che, oggi, l’esasperazione evidente, è una grave colpa per chi non ha saputo guardare all’obbiettivo al di là dei piccoli interessi di bottega che sembrerebbero molto più importanti rispetto alla sicurezza di Mori. Proprio per questo, va detto che aver legittimato o comunque istigato, attraverso un percorso assolutamente discutibile, l’azione di gruppuscoli ben noti, estranei in gran parte alla popolazione di Mori, ha stravolto gli schemi e iniziato un percorso che ha perso di mira l’obbiettivo che riguarda tutti i moriani anche se in realtà solo una piccola parte ne è materialmente coinvolta.

Dunque, seppur con tanta disinformazione, legittima la posizione di coloro che devono/possono manifestare contrarietà o comunque perplessità circa l’attuale intervento anche se in più occasione i tecnici forniti da quello che viene definito il “popolo delle fratte”, quello residente, hanno ripetutamente dichiarato che le soluzioni proposte dalla Provincia sono le più sicure per quanto riguarda il tema della sicurezza. Soluzioni, che sono state prospettate, certamente con una comunicazione inappropriata ma alle quali, sono stati applicati gli idonei correttivi, utili a configurare, come possibile, a un progetto licenziato, salvaguardia ambientale e tutela.

Ma senza entrare nel dettaglio tecnico, che non mi compete e annunciando la pubblicazione di una registrazione dei giudizi tecnici espressi in occasione di uno degli incontri tra tecnici proposti e i massimi responsabili della Protezione civile di Trento, a titolo personale -da residente- ritengo che a questo punto siano inaccettabili le manifestazioni con palese obiettivo intimidatorio che esulano dalla forza di un serrato scontro di ordine politico ,sulle soluzioni che la Giunta provinciale ha scelto. Va ricordato oltre al doveroso rispetto istituzionale e alla legittimità del dissenso corretto, come siano inaccettabili strumenti di coercizione al limite della violenza e a questo punto, è doveroso dare immediatamente una virata al metodo e ai sistemi partendo dalle sintesi dei confronti avuti, dalla giusta posizione dei proprietari dei fondi e dalla irrinunciabile necessità di sicurezza ma soprattutto, di una maggioranza che abbia il coraggio di fare le sue scelte, senza rincorrere alibi che ad oggi, sono servite per fare tutto e non concludere nulla.

 

 

 

In allegato il comunicato stampa:

Comunicato stampa 1 02 17- MORI E VALLO-TOMO PROTESTA ANARCHICA FRUTTO DELLESASPERAZIONE

 

 

 

 

 

Foto: tratta da Google earth