Dorfmann: «Nuova PAC, buona notizia per il Sudtirolo». Da martedì il Parlamento europeo discute uno dei capitoli più importanti del bilancio europeo, la politica agricola comune (PAC). Oggi, venerdì 24 ottobre, si tiene il voto finale.

L’europarlamentare sudtirolese Herbert Dorfmann, coordinatore del Partito popolare europeo in commissione agricoltura, è uno degli architetti centrali della riforma. Gli elementi chiave della riforma sono: la possibilità per gli stati membri e le regioni di definire autonomamente i propri obiettivi, l’accento sulla sostenibilità e un maggiore sostegno per le aziende agricole di piccole dimensioni. Inoltre, i pagamenti unici saranno equiparati a livello nazionale. La politica agricola comune costituisce il 34,5 per cento dell’attuale bilancio europeo e gode di un bilancio complessivo di 58,12 miliardi di euro.

« La PAC è una delle politiche più importanti dell’UE », ha premesso Dorfmann nel suo intervento in plenaria, in occasione del dibattito sulla riforma. Ci sono voluti due anni per arrivare al voto odierno.

La nuova PAC presterà maggiore attenzione al concetto di sussidiarietà: gli stati membri e le regioni avranno più margine di manovra per fissare i loro obiettivi e decidere come attuarli.

La PAC è una delle politiche più vecchie dell’Unione e, anche per questo, in campo agricolo l’UE svolge un ruolo più importante che in altri settori. La necessità di una politica agricola comune era iscritta già nel trattato di Roma del 1957. Nel 1962, l’Unione cominciò a intervenire in questo campo. All’inizio, due erano gli obiettivi principali: il sostegno agli agricoltori e la sicurezza alimentare. « Gli ultimi mesi ci hanno portato ad apprezzare di nuovo il valore della sicurezza alimentare. – commenta Dorfmann – Il Covid ha ricordato alla gente quanto è importante contare sulla disponibilità di alimenti di buona qualità. In questo senso, in Europa non dipendiamo dalle importazioni. Mentre siamo dovuti andare a cercare mascherine e medicinali sui mercati di tutto il mondo, questo problema non si è posto per quanto riguarda l’approvvigionamento alimentare. Per questo è importante che la PAC sostenga al contempo lo sviluppo sostenibile della aziende agricole e la sicurezza alimentare ».

« La proposta di riforma votata oggi contiene novità importanti per il Sudtirolo », continua Dorfmann. Aumenta il livello di protezione dell’agricoltura di montagna e gli agricoltori della nostra regione dovrebbero ricevere pagamenti diretti più alti. I giovani agricoltori beneficeranno di più aiuti e ci sarà una rinnovata attenzione allo sviluppo di tecnologie e investimenti. I testi di svariate centinaia di pagine votati oggi stabiliscono, ad esempio, come verranno distribuiti i pagamenti accoppiati e quelli legati alla tutela dell’ambiente o come verrà definito il programma LEADER. Il Parlamento ha deciso di destinare un terzo del bilancio, equivalente circa a venti miliardi, a progetti nel campo della sostenibilità.

Per ricevere i contributi, gli agricoltori dovranno quindi mettere in atto una serie di azioni a favore del clima e dell’ambiente. « Questo va a vantaggio del Sudtirolo. – argomenta Dorfmann, perché le nostre aziende sono molto più coinvolte nella tutela della biodiversità rispetto a quelle che si trovano, ad esempio, sulle grandi superfici di pianura ».

« Affinché gli agricoltori facciano propri gli impegni ambientali, questi devono essere sostenibili e ragionevoli. – continua Dorfmann – Già in occasione degli scorsi programmi agroambientali gli agricoltori sudtirolesi hanno dimostrato di saper centrare l’obiettivo quando sostenuti con adeguate risorse ».

La convergenza interna dei pagamenti unici era uno degli obiettivi principali di Herbert Dorfmann. Questa settimana è stato approvato un suo emendamento che va in questa direzione. Questo prevede che gli stati membri equiparino i pagamenti diretti sul territorio nazionale. È soprattutto una questione di giustizia nella redistribuzione, sostiene Dorfmann. Non ha alcun senso che un’azienda in pianura padana prenda più contributi di un’azienda di montagna, come le nostre.
« Con questa modifica verrà meno anche la pratica, giustamente criticata, dell’affitto dei pascoli alpini ad agricoltori del nord Italia. Nel momento in cui il proprietario riceve lui stesso il sussidio, non sarà più interessato ad affittare le sue terre », sottolinea Dorfmann.

« Per il Sudtirolo è importante che la nuova PAC protegga ancora più di prima le aziende agricole familiari di montagna. Va frenata l’industrializzazione dell’agricoltura. Ciò include anche la ridistribuzione del 12 per cento dei pagamenti per azienda agricola dalle aziende più grandi a quelle più piccole », spiega Dorfmann.

Dorfmann conclude dicendo che con questa riforma viene garantito il sostegno della PAC per gli anni a venire. « Questo dà ai nostri agricoltori la possibilità di pianificare con tranquilla loro attività ». Nelle prossime settimane si terrà il trilogo tra Parlamento, Consiglio e Commissione. Poi stati e regioni saranno chiamati a elaborare i loro piani di sviluppo rurale. Le nuove regole entreranno in vigore nel 2023 e varranno fino al 2027.