PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO

"Il Trentino news" (puntata n° 13)

Il Disegno di legge che verrà discusso in aula domani, mercoledì 23 ottobre, ci vedrà obbligati a presentare alcuni importanti emendamenti “al buio” vista la richiesta di procedura d’urgenza e la relativa mancanza di tempo che, un tema così delicato, avrebbe invece meritato. Le sorprese, in tal senso, non si sono fatte attendere.

Lo storytelling di questo importante Disegno di legge portava con sé alte aspettative ed è stato accolto, nella sua prima fase di elaborazione, da un positivo sentire da parte delle rappresentanze sindacali perché rispondente alle necessità di maggior tutela dei lavoratori e delle lavoratrici.

Ma quella fiducia è rimasta disattesa nel momento in cui sono stati presentati gli emendamenti “presidenziali” che verranno discussi in aula in questi giorni.

Le tutele si sono alquanto ammorbidite mentre le deroghe hanno trovato maggiore spazio di applicazione, rendendo il testo emendato peggiorativo della situazione attuale.
Oggi, dunque, ci troviamo a dover discutere un testo nuovo, peggiore e dove le garanzie promesse ai lavoratori svaniscono tra un comma e l’altro.

Rimangono e si rafforzano, dunque, i principi che hanno ispirato la nostra attività emendativa. Ribadiamo con forza alcuni punti centrali che determinano per se stessi maggiori tutele per i lavoratori ma anche trasparenza e garanzie per le ditte appaltatrici:

la centralità della concertazione nella fase antecedente l’esecuzione dell’appalto, nel caso di bandi di gara che includano la necessità di riorganizzare gli organici o avere figure professionali differenti;

informazioni precise e puntuali inerenti le situazioni pregresse, rese note dall’ispettorato del lavoro per garantire maggiori tutele all’aggiudicatario entrante e ai lavoratori;
maggior responsabilità della Giunta nel farsi carico di procedure trasparenti e di maggior garanzia.

garanzie di tutela previste dall’art. 2112 del Codice civile esplicitate nel testo.

La tutela dei lavoratori e delle lavoratrici e il mantenimento del livello del servizio non ledono nessun principio di concorrenza ma difendono il diritto alla dignità del lavoro di tutte e tutti.

Per questi motivi accogliamo e facciamo nostre le critiche dei sindacati che definiscono il DDL emendato un “boccone avvelenato per i più deboli” che toglie, di fatto, le tutele tanto sbandierate da Fugatti.

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Gruppo consiliare provinciale Futura 2018