PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO

"Il Trentino news" (puntata n° 13)

Oggi è stata approvata all’unanimità dal Consiglio provinciale la mozione di Lucia Coppola: “Quattro impegni per la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”. C’è stato un ampio e favorevole dibattito bipartisan con dichiarazioni di impegno su un tema che riguarda la società nel suo complesso e non solo le donne che subiscono violenza o ne rimangono vittime.

Questa mozione vuole rafforzare l’impegno delle istituzioni a rendersi protagoniste, in particolar modo il 25 novembre, di momenti di approfondimento e analisi di questo drammatico fenomeno.

È fondamentale che sia vissuto da tutte e tutti non come una mera celebrazione e ricordo delle vittime che, ad oggi in Italia contano 59 donne, ma come un’occasione per creare rete tra istituzioni e associazioni territoriali di supporto per incidere sull’educazione e la cultura al rispetto e attivare tutte le forme di sostegno alle donne coinvolte.

Sarebbe tutto molto bello se alle parole che hanno accompagnato i rappresentanti e le rappresentanti della maggioranza, compresa l’assessora Segnana, avessimo prova di azioni coerenti e conseguenti.

Ma neanche il tempo di plaudire al sostegno alla mozione Coppola che arriva la doccia fredda attraverso la risposta scritta all’interrogazione di gruppo datata 19 agosto inerente ai tagli della giunta fugattiana all’indennità del Consigliere di parità.

Nascondendo la scelta politica dietro a un inspiegabile concetto di responsabilità amministrativa, non contenta, l’assessora , ci spiega anche che la somma risparmiata verrà impiegata per definire iniziative e progetti di cui, guarda un po’, si dovrebbe fare carico proprio la figura del Consigliere di parità.

Ma il meglio deve ancora venire. Sappiamo che una parte del lavoro del consigliere viene svolta dal medesimo in orario extra, nel proprio tempo libero privato per ottemperare a quanto richiesto dalla definizione dei suoi oneri ma, anche in questo caso, la nostra previdente assessora ha la risposta pronta: si faccia aiutare dagli uffici!

Il ragionamento ragionieristico è semplice nella sua gravità perché sottende un punto fondamentale che, ormai, a noi è chiaro da tempo perché si è già esplicitato nella cancellazione dei percorsi di educazione di genere: tutte (sapere quali sarebbe già qualcosa) le iniziative che si intendono mettere in atto (quando non è dato sapere) per contrastare le discriminazioni di genere, soprattutto nei luoghi di lavoro, le penserà la giunta, infastidita evidentemente da “intrusioni” terze.

Non intendiamo, come gruppo consiliare di FUTURA, indietreggiare di un passo rispetto alla difesa e alla richiesta di potenziamento di figure indispensabili alla difesa delle donne nel campo lavorativo e privato e continueremo a contrastare le storture culturali e politiche di questa giunta che stanno creando danni profondi in un contesto che persino Segnana definisce delicato e importante, ma al quale non vuole dare una risposta sensata e coerente con le sue stesse dichiarazioni.

 

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Gruppo consiliare provinciale Futura 2018