Requisiti Itea. Il presidente della Provincia insinua che la giustizia in Trentino agisca con ordinanze ad orologeria per motivi politici: come giustifica queste gravi parole.

Sull’Adige del 30 settembre 2020, in un articolo a firma di Matteo Lunelli, si legge la seguente dichiarazione virgolettata del presidente della Provincia: “Oggi è arrivata una chicca: dopo l’orsa JJ4 e le aperture domenicali, ecco la questione dei 10 anni. Un giudice ha detto no, il tutto casualmente a 4 giorni dalle elezioni”.

Il riferimento è all’ordinanza del tribunale di Trento che ha accolto il ricorso di un cittadino etiope contro il requisito dei 10 anni di residenza per accedere agli alloggi pubblici e ai contributi economici per il pagamento del canone, norme giudicate “incompatibili con il principio della parità di trattamento” e “discriminatorie”, con il conseguente ordine a Provincia e Comune di Trento di disapplicare le disposizioni. In sostanza, come riassume il titolo dello stesso quotidiano, il presidente della Provincia ha così giudicato il giudice: “Una sentenza politica, noi tuteliamo i trentini”.

Si interroga il presidente della Provincia per sapere in base a quali elementi, sospetti, indizi, informazioni riservate, ha potuto pronunciare affermazioni di tale gravità, che gettano discredito sull’indipendenza della magistratura e ci consegnano l’immagine di un potere politico che non accetta i contrappesi dei controlli e delle verifiche previste in democrazia per arginare il potere di qualsiasi maggioranza politica nelle istituzioni rappresentative.

 

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Paolo Ghezzi
consigliere provinciale FUTURA