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LANCIO D'AGENZIA

FENALT TRENTINO * “PRESENTI IL 31/1 IN CONSIGLIO PROVINCIALE A TRENTO PER SOSTENERE LA PROPOSTA DI UNA CORNICE CONTRATTUALE UNIFORME”

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09.59 - venerdì 26 gennaio 2018

La Fenalt sarà presente il 31 gennaio dalle 12.30 alle 15.30 in Consiglio provinciale per sostenere la proposta di una cornice contrattuale uniforme fra sanità pubblica e privata in provincia di Trento

La sanità in Trentino è prevalentemente pubblica, ma esistono delle realtà private che ormai appartengono alla storia del nostro territorio e che risalgono, come quelle di Arco, persino ai primi del ‘900.

Queste strutture si sono specializzate, assumendo un ruolo di complemento rispetto alla realtà pubblica, come il San Pancrazio e l’Eremo ad Arco nella riabilitazione, mentre altre, come Villa Bianca a Trento, si sono orientate all’attività ambulatoriale o a quella chirurgica.

Pur non essendo un comparto così grande come in altre regioni, la sanità privata in Trentino vive una complessità prodotta dai diversi datori di lavoro, che organizzano ed impostano le realtà lavorative in modo differente, cosi come i contratti di lavoro.

Lo sblocco dei contratti pubblici ha di fatto alimentato la speranza di un rinnovo contrattuale anche nei lavoratori della sanità privata che, a differenza di quella pubblica, è legata a vari tavoli nazionali.

Purtroppo il maggiore di questi pare essere venuto meno per l’abbandono da parte delle grandi cliniche private lombarde che, da sole, costituiscono la maggioranza dei datori di lavoro privati della sanità italiana.

Con queste prospettive poco incoraggianti non si comprende se e quando i dipendenti possano avere la risposta contrattuale alle loro legittime aspirazioni.

Fenalt si è interrogata su come aiutare questi lavoratori in Trentino in assenza di una politica nazionale che se ne prenda cura: come l’Autonomia è stata in passato un’importante risorsa per i dipendenti pubblici, altrettanto confidiamo possa essere anche per i lavoratori della sanità privata.

Queste strutture, diversamente dalle altre nazionali, lavorano per la quasi totalità su mandato della Provincia e l’Azienda sanitaria fornisce loro la maggior parte dei pazienti.

È proprio del mese di novembre la notizia che le case di cura private hanno ricevuto ulteriori fondi per svolgere i loro compiti, fondi che, purtroppo, non vanno a premiare i lavoratori, ma solo i consigli di amministrazione che hanno come fine ultimo quello di creare profitto per i loro stakeholder.

Come sindacato pensiamo sia importante tutelare i lavoratori di queste realtà, proponendo alla politica la creazione di un contratto trentino della sanità privata. La Provincia non può più rimanere sorda alla richiesta di questi lavoratori che chiedono, dopo anni di blocco contrattuale, un giusto riconoscimento, un’omogeneizzazione dei trattamenti economici e uniformità di diritti.

La Provincia di Trento, che di fatto è il datore di lavoro delle case di cura private, ha la possibilità e, noi crediamo anche il dovere, di fare chiarezza in questo comparto fornendo maggiori tutele.

Non è accettabile foraggiare continuamente queste realtà non ponendosi la domanda di dove vadano a finire i soldi: la sanità privata infatti è finanziata in Trentino per il 90% dal pubblico.

La Giunta provinciale deve porsi il problema della qualità dei servizi erogati ai pazienti, ma anche della qualità di vita lavorativa delle persone che operano di fatto nell’interesse di tutti noi.

Per questo Fenalt ha dato appuntamento a tutti i lavoratori della sanità privata il 31 gennaio dalle 12.30 alle 15.30 in Consiglio provinciale quando sarà all’ordine del giorno della discussione la proposta di un rinnovo del contratto di comparto e di una cornice di riconoscimenti e di diritti in linea con l’Autonomia trentina e con la necessità di una adeguata valorizzazione degli operatori.

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