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DEGASPERI (OCT) – INTERROGAZIONE * TRENTINO NETWORK: RISPOSTA SPINELLI « LE CIFRE RICHIESTE DALLA PAT – 61.457,00 EURO PER IL 2013 /76.111,00 PER 2014 / 76.111,00 PER 2015 / 72.383,00 A DECORRERE DAL 2016 IN POI »

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1:31 - 18/04/2020

Interrogazione a risposta scritta n. 26

PER LE SCELTE SBAGLIATE DEGLI AMMINISTRATORI DI TRENTINO NETWORK PAGANO I LAVORATORI?

Risulta allo scrivente che nel 2012 Trentino Network abbia proceduto al riconoscimento di una serie di promozioni e di aumenti stipendiali ad alcuni dipendenti. Questo nonostante le direttive della Provincia già prevedessero espressamente il divieto di tali riconoscimenti.
In conseguenza di tale operazione la Provincia nel corso del 2015 ha intimato alla Società di procedere al recupero del monte spesa derivante dall’arbitraria attribuzione di progressioni verticali e miglioramenti economici, intervenendo sulle retribuzioni di natura accessoria (superminimi, Pdr e MBO) “e di trattamenti non dovuti ma corrisposti” con l’obiettivo di “garantire che le figure apicali e quelle maggiormente beneficiate da attribuzioni non corrette contribuiscano in via prioritaria al rientro dei suddetti costi”. Per gli esercizi 2013 e 2014 la cifra da recuperare dovrebbe aggirarsi attorno ai 135mila euro.

Di fronte alla richiesta della Provincia la decisione della Società risulta quantomeno singolare. Nel gennaio 2016 infatti la Società comunica ai dipendenti l’intenzione di non erogare il premio di risultato degli impiegati per gli anni 2015 e 2016, iniziativa che sembrerebbe contraddire quanto specificamente richiesto dalla Provincia in data 24 marzo 2015, dato che non penalizza né le “figure apicali” e nemmeno i beneficiari di “trattamenti Gruppo consiliare MoVimento 5 Stelle non dovuti ma corrisposti” ma interviene con tagli lineari che colpiscono soprattutto chi è rimasto estraneo a promozioni e aumenti.

Sarebbe grottesco che gli effetti di una decisione degli amministratori di Trentino Network, ritenuta illegittima da parte della Provincia, ricadessero su lavoratori che da tale decisione non hanno tratto alcun beneficio, soprattutto nel caso gli obiettivi assegnati ai lavoratori risultassero raggiunti. Risulterebbe incomprensibile che, se confermato, le “figure apicali” continuino a beneficiare del MBO. Una società in cui i dirigenti e i quadri raggiungono da soli gli obiettivi, mentre gli altri lavoratori no (solo così si giustificherebbe la mancata attribuzione del Pdr) sarebbe un eccellente caso di studio per i corsi di Economia aziendale. Risulta infine inaccettabile, se confermato, che nessuna conseguenza sia prevista per gli amministratori e per i componenti del collegio sindacale che hanno assunto e avallato tale decisione a dispetto delle direttive impartite dalla proprietà.

Tutto ciò premesso, si interroga il Presidente della Provincia per conoscere:

1. a quanto ammonta la cifra che Trentino Network è chiamata a restituire alla Provincia;
2. il dettaglio delle promozioni e degli aumenti stipendiali contestati dalla Provincia;
3. se il collegio sindacale abbia rilevato l’illegittimità delle promozioni e degli aumenti stipendiali rispetto alle direttive impartite dalla Provincia e in caso contrario quali iniziative abbia assunto nei confronti dei componenti dell’organo di controllo;
4. i nominativi degli amministratori che hanno votato favorevolmente rispetto alla decisione poi ritenuta illegittima dalla Provincia e quali iniziative intende assumere la Provincia nei loro confronti;
5. se corrisponde al vero che per gli esercizi 2015 e 2016 non sarebbe stato erogato il Pdr ai lavoratori di Trentino Network;
6. in caso di riposta affermativa al punto 5., se la Provincia ritiene tale iniziativa coerente con quanto richiesto in data 24 marzo 2015, ed in particolare con l’indicazione di “garantire che le figure apicali e quelle maggiormente beneficiate da attribuzioni non corrette contribuiscano in via prioritaria” alla restituzione delle somme contestate;
7. in caso di risposta affermativa al punto 5., il dettaglio del contributo delle “figure apicali” e di quello dei beneficiari di “attribuzioni non corrette”.
8. se gli obiettivi assegnati ai lavoratori per l’esercizio 2015 risultano raggiunti o meno;
9. se gli obiettivi risultano raggiunti, come si giustifica la mancata attribuzione del PdR;
10. se gli obiettivi non risultano raggiunti ai fini del Pdr, come è possibile che si attribuiscano comunque gli MBO.

A norma di regolamento, si chiede risposta scritta.

Cons. prov. Filippo Degasperi

 

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Trento, 16 aprile 2020

Prot. n. A046/2020/213594/2.5-2020-18

Oggetto: interrogazione n. 26.

Con riferimento all’interrogazione in oggetto si comunica quanto segue dopo aver acquisito le informazioni da Trentino Digitale S.p.a..

La cifra richiesta dalla Provincia all’allora Trentino Network s.r.l. ammonta per il 2013 ad euro 61.457,00, euro 76.111,00 per il 2014, euro 76.111,00 per il 2015 ed euro 72.383,00 a decorrere dall’anno 2016 in poi fino al permanere dei vincoli derivati dalle direttive sul personale degli enti strumentali di diritto privato.

Con deliberazione n. 1551 di data 8 settembre 2014 la Giunta provinciale ha adottato per il periodo 2014 – 2016 le direttive sul personale degli enti strumentali di cui agli articoli 32 e 33 della legge provinciale 16 giugno 2006, n. 3.

Al riguardo si rileva che:

  • nel corso del 2014 l’allora Trentino Network ha definito con i sindacati il valore definitivo, discutendo le modalità di rientro dei costi;
  • nel 2015 è stato avviato il piano di rientro dei costi. L’importo, quindi, da recuperare per effetto dell’accumulo relativo al triennio 2013 – 2015 è risultato pari ad euro 193.756,00.Le figure su cui è stato applicato il “rientro dei costi” sono sia quelle apicali che non. Peraltro, guardando all’effetto dell’applicazione delle “direttive sulle retribuzioni” che hanno introdotto dei “tetti” alle componenti premiali (quali: Premio di Risultato – P.d.R. – e “Management by Objectives”

– M.b.O. -), la categoria dei quadri ha subito un maggior impatto economico già nell’esercizio 2014 poiché non ha ricevuto la componente economica relativa al P.d.R..

Tenendo conto delle mancate stabilizzazioni e delle riduzioni del personale per uscita volontaria dall’azienda nel triennio 2014 – 2016 il valore complessivo dei costi del personale rientrava già nel 2016 nei limiti previsti dalle direttive provinciali.

Complessivamente le persone interessate dai provvedimenti oggetto dell’interrogazione sono state 31, di cui 13 per passaggi verticali e 18 per aumenti retributivi.

Nello specifico, l’azienda ha riconosciuto, con decorrenza dal 1° gennaio 2013:

  • a n. 3 dipendenti la progressione verticale al VII livello Quadro;
  • a n. 2 dipendenti la progressione verticale al VII livello;
  • a n. 4 dipendenti la progressione verticale al VI livello;
  • a n. 3 dipendenti la progressione verticale al V livello Superiore;
  • a n. 1 dipendente la progressione verticale al V livello.I miglioramenti economici (intesi quali progressioni verticali, integrazioni economiche al superminimo e riconoscimenti una tantum) hanno riguardato in taluni casi personale beneficiario anche di progressioni verticali e non solo di aumenti retributivi, ragione per cui, considerando anche i riconoscimenti una tantum, il numero generale ammonta a n. 34 secondo i dati forniti per le vie brevi dall’allora Trentino Network s.r.l..

    Il Collegio sindacale di Trentino Network s.r.l. è intervenuto sul tema, richiamando l’attenzione del Consiglio di Amministrazione in merito alla necessità di rispettare le direttive provinciali sul personale. Nello specifico, si fa riferimento agli interventi che lo stesso ha reso nelle riunioni del Consiglio di Amministrazione, tenutesi in data 18 dicembre 2012 e 28 dicembre 2012 e che sono stati ripresi nel verbale di verifica del Collegio sindacale, datato 22 febbraio 2013 ed inerente la vigilanza sull’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile ex articolo 2403 del Codice Civile.

    Il Consiglio di Amministrazione, che nel 2012 ha votato a favore dei provvedimenti, era composto da: ing. Lazzaris Roberto (Presidente), dott.ssa Angeli Cristiana (vice Presidente) e dott. Zorer Alessandro (Amministratore Delegato).

    Nel piano di rientro sono state previste una serie di misure, fra cui è stata ricompresa anche la non erogazione del P.d.R.. Il quadro complessivo di tutte le condizioni messe in atto è riportato dalla scheda che il Consiglio di Amministrazione di Trentino Network s.r.l. ha approvato in data 13 agosto 2015.

    L’allora Trentino Network s.r.l. in data 6 luglio 2015 ha comunicato alle rappresentanze sindacali ed ai lavoratori la disdetta dell’Accordo integrativo sul P.d.R. 2014-2016 e, così facendo, ha azzerato i valori del P.d.R. di competenza per gli anni 2015 e e 2016.

    Con nota di data 24 agosto 2015 Trentino Network ha comunicato alla Provincia non solo di aver inviato la disdetta relativa all’Accordo integrativo sul P.d.R. 2014 – 2016, ma anche di aver completato il piano di recupero del monte spesa, garantendo l’osservanza di criteri di equità e di responsabilizzazione da parte dei vertici aziendali, approvando le seguenti ulteriori azioni:

    • la riduzione di Euro 10.000,00 annui lordi del compenso del Presidente, a partire dal 1° settembre 2015;

  • la riduzione di Euro 7.000 annui lordi degli M.b.O. dei dirigenti, a decorrere dall’anno 2015;
  • ulteriori riduzioni per complessivi Euro 6.000 euro annui lordi a due quadri.La Provincia, nel prendere atto di quanto comunicato dalla società, ha constatato come l’azzeramento del P.d.R. abbia rappresentato l’unica strada che unilateralmente poteva essere percorsa, tenuto conto che soluzioni alternative per concertare le modalità di recupero si sono rivelate non perseguibili e che l’intervento di recupero interessa anche le retribuzioni del Presidente e della dirigenza.

Secondo quanto comunicato dall’allora Trentino Network, sulle figure apicali la riduzione annua applicata ammonta ad Euro 24.000,00, mentre sulle figure che hanno beneficiato dei provvedimenti messi in discussione la riduzione annua applicata ammonta ad Euro 35.295,00.

Avendo disdettato l’accordo per il P.d.R., l’azienda non ha assegnato obiettivi nel 2015.

Si precisa che gli istituti del P.d.R. e del M.b.O. sono distinti sia come strumenti che come obiettivi. In particolare, il primo è a carattere collettivo, mentre il secondo è di carattere prettamente personale.

Distinti saluti.

 

L’ASSESSORE
– dott. Achille Spinelli –

 

 

 

 

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