INTERVISTA A VANESSA MASÈ (La Civica)

Il bilancio della prima legislatura in Consiglio provinciale Trento

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INTERVISTA A SENATORE ANDREA DE BERTOLDI - AMMINISTRATIVE TRENTO 2020

Perché all'interno di Fratelli d'Italia in Trentino non vi è condivisione attorno al nome di Baracetti?

Egregio Signor Walter Kaswalder Presidente del Consiglio provinciale SEDE – INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA n. 1497

Supporto ai lavoratori dello spettacolo. Tra le categorie rimaste escluse dal decreto “Cura Italia” troviamo quelle Partite Iva che lavorano con contratto di tipo intermittente “a chiamata”. Rientrano in questa fattispecie, tra gli altri, i lavoratori intermittenti del Terzo settore (educatori e operatori sociali impiegati nei servizi pubblici) e quelli dello spettacolo.

Quest’ultimi comunemente sono dipendenti o soci di cooperative dello spettacolo, con contratto di tipo intermittente, a chiamata, a tempo determinato o indeterminato con una tipologia contrattuale “A.05.02 – LAVORO INTERMITTENTE” (Socio Lavoratore, Lavoro Stagionale) rientrante nel CCNL per artisti, tecnici, amministrativi e ausiliari dipendenti di società cooperative e imprese sociali operanti nel settore della produzione culturale e dello spettacolo AGCI Culturalia, Federcultura, Confcooperative, Legacoop settore cultura.

Il settore dello spettacolo obbliga il singolo lavoratore ad avere aperte più posizioni per poter lavorare con realtà diverse, quindi lo stesso è obbligato contemporaneamente a essere assunto come socio/dipendente a chiamata presso una cooperativa dello spettacolo, collaborare con le aziende che forniscono materiali e attrezzature per l’allestimento tecnico degli eventi, essere scritturato da una compagnia per le tournée e infine assunto a chiamata dall’ente che gestisce i teatri per sopperire alle temporanee mancanze di personale.

Il professionista si trova quindi nella condizione di non poter rinunciare ad alcuna delle richieste poiché prese singolarmente non garantiscono, se non in rari casi, un reddito sufficiente.

Sebbene alcuni di questi contratti offrano tutele ai lavoratori, il fatto che essi siano, per caratteristica, limitati nel tempo e frammentati nell’arco dell’anno, rendono davvero precaria la situazione e la compresenza delle diverse posizioni lavorative aperte impedisce l’accesso a contributi, sussidi e ammortizzatori sociali delle stesse.

Un’altra importante criticità che caratterizza il settore è l’incertezza del rapporto lavorativo in quanto la maggioranza dei contratti in essere è di tipo “a chiamata” o “a tempo determinato” e non vi è alcuna garanzia che vi possano essere ulteriori collaborazioni, terminate quelle in essere, o alla ripresa delle attività del settore spettacolo.

Tali operatori non hanno diritto al congedo retribuito o alle ferie, in quanto sono previsti solo in caso di attivazione dell’agibilità su richiesta dei clienti. Ciò comporta che in assenza di eventi, non vi siano richieste e, quindi, nemmeno giornate a cui applicare ammortizzatori sociali e welfare, inoltre la maggior parte di loro non hanno potuto nemmeno accedere al bonus di 600€ decretati dal governo in caso di contratti multipli, in quanto l’INPS non ha riconosciuto loro tale incentivo.

 

La realtà di questa categoria in provincia di Trento è la seguente:

Quasi il 30% dei tecnici ha in essere, nel corso dell’anno, più di una forma contrattuale;
Per il 98% dei tecnici intervistati lo spettacolo è l’unica o la principale fonte di reddito;
Il 25% è titolare di una Partita IVA aperta;
Il 33% è socio dipendente di una cooperativa;
Il 76% degli intervistati (60) ha un contratto a tempo determinato o è titolare di IVA;
Solo il 24% degli intervistati ha un contratto a tempo indeterminato, ma non tutti possono richiedere la CIG o la CIGD o bonus (tipo 600€ del DPCM) in quanto trattasi di contratto intermittente a chiamata per una cooperativa e quindi sostanzialmente molto diverso dal tipico contratto a tempo indeterminato (nessun compenso nei periodi di assenza di lavoro);
Fra i soli tecnici l’84,4% ha dichiarato avere meno di 45 anni – il 60% è compreso fra i 18 e i 35 anni;
Solo il 3% dei tecnici ha più di 56 anni;
Il 71% dei tecnici lavora con ditte private operanti nel

 

Considerato che, a seguito di quanto decretato dal Presidente del Consiglio dei Ministri il 23 febbraio scorso, il settore degli eventi e dello spettacolo sarà quello che riprenderà per ultimo con conseguenti difficoltà di pianificazione organizzativa e finanziaria, si ritiene necessario porre delle garanzie di tutela della professionalità per questi lavoratori per i mesi a venire.

Infatti se non si garantirà un sostegno congruo e continuo ai lavoratori dello spettacolo, oltre a rischiare a un ritorno al sommerso si avrà una drammatica dispersione professionale, con l’abbandono dell’attività da parte di numerosi professionisti del settore.

Anche a livello nazionale gli artisti e i tecnici si stanno muovendo attraverso un video “denuncia” con l’hashtag #nessunoescluso che invita a firmare una petizione lanciata dalla Fondazione Centro Studi DOC, la quale, sin dall’inizio della pandemia, si batte a tutela dei lavoratori intermittenti dello spettacolo.

 

 

Tutto ciò premesso si interroga la Giunta provinciale per sapere

se intenda prevedere un supporto attraverso dei contributi specifici destinati ai soci di cooperative del settore privato, ivi inclusi quelli dello spettacolo, agricoli, della pesca e del terzo settore, e in generale tutti coloro i quali non vi trovino applicazione le tutele previste dalle vigenti disposizioni in materia di sospensione o riduzione di orario in costanza di rapporto di

Se intenda garantire anche ai lavoratori intermittenti dello spettacolo gli ammortizzatori sociali e che gli stessi siano commisurati alle giornate di lavoro svolte durante tutto l’anno e non solo al lavoro cancellato nel periodo di

se intenda convocare a breve i rappresentanti delle realtà sindacali e i soggetti collettivi af- ferenti al mondo dello spettacolo, al fine di attivare un tavolo di confronto per intervenire sulle problematiche rilevate, individuare e sviluppare concrete strategie di politiche occu- pazionali.

Secondo quanto previsto dal regolamento interno chiedo risposta scritta.

 

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Cons. Pietro De Godenz

 

 

 

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