Una interrogazione a risposta immediata per richiedere “maggiore velocità per effettuare i tamponi riferiti al Covid-19 e soprattutto conoscere i risultati”. Questo ha appena richiesto il consigliere provinciale Pietro De Godenz nel tempo dedicato al question time del consiglio provinciale in corso stamattina.

“Nelle ultime settimane” ha spiegato De Godenz “sono pervenute numerose segnalazioni riferite alle tempistiche di attuazione e soprattutto comunicazione del responso dei tamponi per l’individuazione del Covid-19.”

“Oltre alla difficoltà per ottenere l’appuntamento ” ha continuato il consigliere “cittadine e cittadini lamentano attese superiori anche ai 5 – 6 giorni per conoscere gli esiti. si tratta di tempi di attesa eccessivamente lunghi e assolutamente da rivedere, anche alla luce dell’aumento dei casi in corso, che richiedono maggiore tempestività, al fine di non limitare le attività sia personali che legate allo svolgimento del proprio lavoro.”

Per questo De Godenz ha interrogato l’assessora competente per sapere se intenda concertare con l’APSS un’accelerazione dei tempi di accesso al tampone e dei tempi per ottenere le risposte su eventuali contagi arrivando a stabilire un periodo massimo di attesa di 48 ore.

L’assessora Segnana nella risposta ha comunicato la condivisione dell’assessorato delle preoccupazioni e motivazioni supportate dal consigliere De Godenz ricordando come “i tempi medi della risposta dei tamponi siano di 1,2 giorni con una maggiorazione solo per alcuni casi specifici e per motivi tecnici. Inoltre sono in via di implementazione sia l’aumento degli slot per la rilevazione presso i “drive through” sia, presso i pronto soccorsi, l’implementazione dei tamponi rapidi. Da lunedì 28 settembre 1500 test antigenici rapidi sono inoltre stati fatti pervenire proprio presso i drive through, permettendo l’esecuzione di oltre 200 test al giorno, ottenendo risposte entro le due ore successive e accorciando i tempi di attesa in modo importante. I test molecolari su campioni di saliva allo stato attuale non risultano attivabili in quanto gravati da un numero troppo alto di falsi negativi. Infine, in data 14 ottobre si è valutato di estendere la collaborazione sia con i medici di medicina generale che con le farmacie sul territorio, al fine di aumentare i controlli e i luoghi dove effettuarli.”

Pietro De Godenz, nella sua replica, ha ringraziato per la risposta completa ed è tornato a sottolineare “l’esigenza di trovare ogni modo possibile per abbreviare i tempi di analisi e risposta perché la velocità – e le relative misure da prendere in caso di positività al Coronavirus – sono assolutamente fondamentali. Alle nostre concittadine e ai nostri concittadini dobbiamo dare risposte chiare, rapide, alle quali vanno accompagnate scelte risolutive per la gestione sanitaria, onde scongiurare una nuova emergenza, ancor di più adesso che la curva dei contagi ha ripreso a salire e che anche a livello nazionale si stanno prendendo decisioni importanti sul da farsi.

Dobbiamo farci trovare pronti come APSS e Provincia Autonoma di Trento, per restituire ai nostri concittadini un senso di sicurezza e riuscire a tutelare la salute di tutti. Ora abbiamo visto che anche grazie ai test rapidi e al fatto che non serve più il doppio tampone è possibile essere più veloci nelle risposte e auspico che questa sia la strada che si vorrà percorrere con convinzione; ben vengano il coinvolgimento delle farmacie in tutto il Trentino e, se realizzabile, sarebbe opportuno rendere possibile fare il tampone rapido anche presso i medici di base. Questo vorrebbe dire aumentare ulteriormente la velocità dei tempi di risposta e, con essi, la sicurezza -” ha concluso